Piano rifiuti, domani la questione approda in Provincia. Idv boccia Testa

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Idv contro il piano rifiuti della amministrazione provinciale che approda domani in Consiglio.

Secondo il partito d’opposizione il documento proposto dalla giunta Testa è apprezzabile «solo per lo sforzo di analisi che contiene», ma per il resto «è completamente irricevibile» per ciò che propone.

La sensazione dell’Italia dei Valori è che «si voglia restare ancorati al passato» e ci sia il rischio di ripetere gli stessi errori già commessi e di rinunciare in partenza alla realizzazione concreta di ciò che direttive comunitarie e codice dell’ambiente impongono.
Nel piano si annuncia l’imminenza di in una fase di vera e propria emergenza, a causa del prossimo esaurimento della discarica di Colle Cese e si individua nel sito di Piano di Sacco di Città S. Angelo, all’interno del nucleo industriale, il luogo ove realizzare una nuova mega-discarica, idonea a soddisfare le esigenze della Provincia per i prossimi 10 anni.
«A nessuno sembra essere venuto in mente», contesta l’Idv, «che realizzare un investimento di simili dimensioni, vorrà dire obbligarsi ad assicurare per un decennio il carburante (la spazzatura) necessario perchè l’impianto possa funzionare e che per assicurare il carburante (la spazzatura) nei prossimi dieci anni, tutto si potrà fare in Provincia di Pescara, tranne che ridurre la produzione del carburante (la spazzatura) da conferire in discarica». Sulla individuazione del sito, poi, sempre secondo l’Idv si superano «con eccessiva superficialità» aspetti che meriterebbero «ben altra considerazione».
Mancano poi stime, piani finanziari ed informazioni idonee a certificare questa scelta come la migliore e la più conveniente, fa notare ancora l’Idv, rispetto a qualsiasi altra scelta scelta.

«L’unica certezza», spiegano i consiglieri di minoranza, «è che questo impianto costerà molto più che in passato, perchè la legge oggi impone per le discariche che venga assicurato il finanziamento non solo della gestione ordinaria, ma anche della gestione post-chiusura per un periodo di 30 anni: dunque se ai 10 di funzionamento programmato, se ne aggiungono altri 30, questo vuol dire che i cittadini della Provincia di Pescara pagheranno fino al 2042 le conseguenze di questa scelta; una scelta, vale la pena ripeterlo, che nasce in un contesto “emergenziale”, ma che produce stranamente soluzioni non “emergenziali”, bensì di lunghissimo periodo».
E poi, ancora, di quanto cresceranno le tariffe? Quale sarà il modello gestionale, considerato che il sito è dichiarato di proprietà/disponibilità pubblica-privata? E la ricaduta in termini occupazionali?

Intanto in Regione la Giunta, su proposta dell'assessore ai Rifiuti, Mauro Di Dalmazio, ha appena licenziato il disegno di legge che riorganizza la governance dei rifiuti in Abruzzo, attribuendo le funzioni amministrative e la gestione integrata alle Province in collaborazione con i comuni.

«E' un atto fondamentale per la gestione dei rifiuti, adottato in ottemperanza alle disposizioni nazionali e che però introduce anche alcune innovazioni - ha commentato l'assessore Di Dalmazio - perché tra i numerosi aspetti affrontati, oltre a ridisegnare gli ambiti territoriali su base provinciale, prevede anche forme perentorie di commissariamento o di surroga volte ad evitare eventuali inerzie dei soggetti attuatori che, purtroppo, nel passato, hanno contribuito a creare molte criticità. Non solo - ha aggiunto - ma vi è anche una specifica previsione per l'istituzione di una conferenza stabile dei vari livelli istituzionali per assicurare la maggiore uniformità possibile delle azioni».

29/11/2011 17:57