Il Comune di Pescara vuole vendere piazza Primo Maggio e il piazzale della Madonnina

Alessandro Biancardi

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   Il Comune di Pescara vuole vendere piazza Primo Maggio e il piazzale della Madonnina
PESCARA. A sentir parlare la maggioranza sembra quasi di vedere Totò, nel celebre film del 1962, che vende la fontana di Trevi al turista americano.

Perché l’idea, chiara quanto bizzarra (non ancora formalizzata in alcun documento ma illustrata ieri nel corso del Consiglio comunale), è quella di cedere alla Pescara Parcheggi, la società che gestisce i parcheggi, il patrimonio cittadino. Per l’assessore Seccia è una «chiara scelta politica». Per l’opposizione, invece, «una vera e propria svendita», oltre che una «follia». Sebbene non ci siano ancora atti ufficiali l’opposizione chiede di stroncare sul nascere questa trovata che potrebbe avere negli anni pesanti ripercussioni. C’è anche chi ipotizza profili di incostituzionalità nella cessione di aree che fanno parte del patrimonio pubblico ad un privato.

Ma veniamo ai fatti: la giunta Mascia ha fatto sapere di essere decisa a patrimonializzare la società che gestisce i parcheggi del centro «per renderla più forte, più operativa, di farla crescere com’era nei piani iniziali». Per fare questo ha stabilito di cederle un patrimonio quantificato in assestamento in 3milioni 200mila euro.

Quali sono queste aree? I documenti non lo dicono ma da alcuni colloqui informali tra consiglieri e assessori è saltato fuori che le aree interessate sarebbero due, ovvero l’area dei parcheggi in Piazza primo maggio e lo slargo nei pressi della Madonnina. In entrambi i posti l’amministrazione di centrodestra ha intenzione di realizzare parcheggi sotterranei.

Scettico Maurizio Acerbo, consigliere comunale di Rifondazione Comunista: «qui siamo ben oltre il project financing. Questa è follia pura. Il Comune cede alla sua spa piazza primo maggio per ripatrimonializzarla altrimenti rischia di fallire per errori insiti nello stesso affidamento del servizio. Entro il 31 marzo 2012 il Comune dovrà poi, grazie alle norme bipartisan scippa-referendum, cedere almeno il 40% delle quote della spa ad un privato. Assai probabile che con i governi in circolazione si imponga una ulteriore quota di privatizzazione. Ve l'immaginate Piazza primo Maggio privata?»

Ma anche i consiglieri Gianluca Fusilli e Enzo Del Vecchio (Pd) protestano a voce alta: «per sanare una gestione disastrosa della Società comunale dei parcheggi l’amministrazione comunale ricorre a veri e proprio regali, complice evidentemente il clima natalizio». E il Partito Democratico parla di «salasso per il patrimonio comunale che si vede depauperato della Piazza primo maggio e del piazzale in località la Madonnina» per «poter far fronte alle perdite artificiosamente mascherate in sede di approvazione del bilancio dell’anno 2010 che ufficialmente ammontano a 4.883 euro».

Secondo l’opposizione mancherebbero invece all’appello 613.833 euro per minore corresponsione del canone fissato in sede contrattuale e risulterebbe «completamente evasa» la quota relativa alla occupazione del suolo pubblico.

«Un così evidente buco finanziario della Pescara Parcheggi», vanno avanti Fusilli e Del Vecchio, «trova l’insperato aiuto, ancora tutto da verificare nel come e nel quando, da parte dell’amministrazione comunale che in maniera inqualificabile offre a questa fallimentare società le predette piazze la cui valutazione, non rintracciabile in alcuna documentazione allegata all’assestamento di bilancio ne è stato possibile reperire negli uffici comunali, è stata quantificata in €. 3.200.000».

Insomma a breve leggi nazionali prevedono la quasi privatizzazione totale delle municipalizzate dunque non è azzardato ipotizzare che nel volgere di pochi mesi le due piazze diventino a tutti gli effetti private. E poi che cosa ne sarà? Cosa succederà se per sanare i debiti del Comune gli amministratori pro tempore decidessero di vendere altre piazze o strade? L’idea che nel 1962 faceva ridere nel 2012 potrebbe far piangere a sighiozzi anche se alcuni esperti iniziano a parlare di «patrimonio indisponibile» cioè di beni pubblici che non possono essere venduti. Anche perchè il prossimo passo e vendersi l’aria…  

 


 ASSESTAMENTO DI BILANCIO: ANCORA SACRIFICI

 

E proprio ieri l’assessore alle Finanze Eugenio Seccia in Consiglio Comunale ha illustrato la manovra di assestamento al bilancio comunale che dovrà essere approvata prima del 30 novembre 2011 e anche lì non sono mancate polemiche.

La discussione si è aperta con la contestazione sollevata quando il centrodestra ha chiesto l’accorpamento della discussione delle tre delibere di bilancio, ossia le due ratifiche di variazione di bilancio e l’assestamento, «una procedura utilizzata per sei anni dal centrosinistra senza alcuna obiezione né problemi, una procedura che peraltro il centro-destra è stato costretto a subire», come ha ricordato il capogruppo Pdl Lorenzo Sospiri. Dinanzi all’ostruzionismo del centrosinistra il presidente del Consiglio comunale De Camillis ha deciso di sottoporre al voto dell’aula la decisione che è stata approvata dalla maggioranza. «E viste le polemiche della minoranza – ha aggiunto il capogruppo Sospiri – chiedo ufficialmente l’invio alla Corte dei Conti di tutte le delibere di bilancio approvate dal centro-sinistra nel 2003, 2004, 2005, 2006, 2007 e 2008, con la relativa discussione in aula, discussione ovviamente unificata, e le votazioni. A quel punto vedremo se quella metodologia, che solo oggi il centrosinistra si è ricordata di contestare, fosse o meno legittima». Subito dopo l’assessore Seccia ha presentato il provvedimento.

La manovra finanziaria, tra riequilibrio di entrate e uscite, ammonta a 1milione 400mila euro. Sono aumentati, ad esempio, ha spiegato l’assessore Seccia, gli introiti derivanti dai trasferimenti da parte del Ministero della Giustizia per la gestione del Palazzo di Giustizia di Pescara, pari a 1milione 700mila euro; dalla Cosap, il canone di occupazione del suolo pubblico, il Comune ha ricevuto 500mila euro di entrate superiori a quelle previste; poi sono state recuperate somme non impegnate nel corso dell’anno, risparmiando ben 506mila euro dalle spese per il personale, mentre sono stati confermati i 4milioni di entrate derivanti dalle sanzioni comminate dalla Polizia municipale.

Coperti, attraverso l’assestamento di bilancio, i debiti fuori bilancio derivanti da sentenze passate in giudicato, come il ‘caso’ Di Zio; confermata l’erogazione dei 40mila euro quale contributo de minimis per la marineria di Pescara, contributo una tantum già annunciato all’assessore regionale Febbo; 50mila euro per rinnovare l’autoparco comunale; 30mila euro per il rifacimento dei sottopassi; 100mila euro per la riqualificazione di Pescara sud; e ancora 1milione 400mila euro per la sistemazione del lungomare sud; 70mila euro per la sistemazione della rete fognaria di via Salvatore Tommasi; infine nella manovra di assestamento sono stati calati i fondi derivanti dall’accordo con Terna, 3milioni 25mila euro, che verranno destinati, in parte, alla realizzazione del Piano anti-allagamenti a Pescara sud.

29/11/2011 09:42