Primarie Montesilvano, gli indagati in lista «ancora un rischio concreto»

Alessandro Biancardi

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MONTESILVANO. Continua lo scontro sulle primarie tra Rifondazione Comunista e Sel.

 

La prima contesta l’alleanza con il Pd senza aver posto chiare garanzie sulla ‘pulizia’ delle liste’ Ma Sel assicura che il candidato sindaco vigilerà, e poi domanda: «cosa avremmo dovuto fare? Correre ognuno per conto proprio e far vincere nuovamente il centrodestra?» Ma per Marco Fars, segretario provinciale di Rc il manifesto etico collegato al regolamento delle primarie è un «vero e proprio festival dell’ipocrisia».

«Il manifesto», commenta il segretario, «garantisce solo la libertà dei singoli partiti di decidere sulle proprie liste. I buoni auspici in esso contenuti sulle candidature nelle liste sono palesemente contraddetti dall’articolo 3 del Regolamento di cui è parte. Infatti Pd, Sel e Idv scelgono proprio nell’articolo 3 del regolamento di dare il via libera agli indagati nelle liste». La lettura dei commi 1 e 7 non lascia spazio a dubbi, sostiene Fars: «mentre per i candidati sindaci non sono ammessi gli indagati, per le liste, invece, si fa affidamento ai codici etici dei singoli partiti meno restrittivi. Basti citare il Codice etico del PD che notoriamente prevede la possibilità per gli indagati per reati contro la pubblica amministrazione di essere candidati». Lo stratagemma di affidare un potere di veto al candidato sindaco che dovesse risultare vincitore per Rifondazione «è una pura presa in giro. Ve lo immaginate un candidato sindaco ritirarsi o escludere delle liste a pochi giorni dalla competizione elettorale? Per fare una cosa seria bastava semplicemente estendere quanto si dice per i candidati sindaci anche alle liste elettorali. Ed è proprio la mancanza di tale regola, in un contesto come quello di Montesilvano, che è oltremodo scandaloso».

«E' falso affermare che questo accordo consenta a chi ha procedimenti giudiziari di potersi candidare nelle liste comunali», ribatte il Sel. «Vi sono nell'accordo precisi riferimenti alla probità morale dei singoli candidati e inoltre il candidato sindaco che uscirà vincente dalle primarie dovrà dare il suo consenso alle liste e ciò rappresenta una garanzia assoluta».
«Occorre una svolta vera, forte, profonda nei contenuti e nelle modalità del fare politica e amministrare all'insegna della trasparenza e della correttezza», INSISTE Sinistra Ecologia e Libertà. «Qual sarebbe stata l'alternativa? Andare tutti in ordine sparso, come nelle precedenti elezioni comunali di Montesilvano per consegnare la Città alla destra? Riteniamo di fronte al fallimento di 5 anni fa, scegliere una altra via: quella della paziente ricerca dell'unità attraverso la massima pulizia morale delle liste e con contenuti programmatici che ridiano speranza al cambiamento e forza alla parte produttiva e onesta di Montesilvano».

28/11/2011 11:28