Fontanelle reagisce alla violenza. Centinaia di fiaccole illuminano il quartiere

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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Fontanelle reagisce alla violenza. Centinaia di fiaccole illuminano il quartiere
PESCARA. «Gli sbirri fuori da Fontanelle». Ha il volto di una giovanissima donna affacciata al balcone la reazione scomposta dei contestatori della fiaccolata di sabato pomeriggio lungo via Caduti per servizio. (Foto: Adamo Di Loreto)*IL RACCONTO FOTOGRAFICO: FIACCOLE, SPERANZE E FUTURO

Un migliaio di partecipanti, decine di fiaccole e lumini accesi. Tanti esponenti della politica locale, di destra e di sinistra, dal sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia al sindaco di San Giovanni Teatino Luciano Marinucci. E poi assessori comunali, consiglieri regionali che si sono mischiati nella folla di uomini e donne, anziani e bambini.

E’ scesa in strada, nonostante il freddo pungente, la voglia di reagire e dire no alla criminalità che in queste ultime settimane è tornata a farsi sentire prepotentemente nel popoloso quartiere pescarese. Decine di manifesti e cartelli, ognuno con una richiesta, una «supplica», come la definisce Domenico Pettinari dell’associazione Codici. Ma anche decine di slogan ripetuti continuamente da un megafono: «20 famiglie non ci fermeranno», «un solo coro: vinceremo», «fuori la droga, da Fontanelle», «noi vogliamo sicurezza».

Oltre alle fiaccole nel quartiere erano ‘accese’ anche molte finestre: dietro i vetri persone che per paura hanno preferito non scendere in strada ma anche persone che non hanno condiviso la manifestazione, «perché a Fontanelle non c’è la criminalità». Questi ultimi non sempre sono stati in silenzio. Al civico 35 famiglie intere sui balconi, applausi di sfida al corteo e musica napoletana a tutto volume per coprire la voce della protesta. Poco più avanti, al quarto piano, due giovanissime donne affacciate ad un balcone, forse nemmeno maggiorenni. Hanno risposto agli slogan con toni di sfida, guardate a vista dall’imponente cordone di sicurezza di polizia. «Fuori la criminalità da Fontanelle», ha gridato la gente in strada. «Fuori gli sbirri da Fontanelle» hanno replicato le due, prima di scagliare giù un pezzo di legno che colpirà un fotografo di striscio. Lievissimi attimi di tensione subito sedati dalle raccomandazioni dell’associazione: «proseguiamo, lasciamoli stare».

Uno dei momenti più commoventi si è vissuto alle 19 e pochi minuti: la prima ‘stazione’ del lungo serpentone di fiaccole, come in una vera e propria via Crucis, sotto alla finestra di Nello Raspa. L’ex presidente dell’associazione ‘Insieme per Fontanelle’ è stato invitato a scendere al grido di «siamo tutti Nello Raspa». E lui è sceso e si è unito al corteo: «c’è voglia di reagire», ha ammesso, «ma c’è anche paura».

Alla finestra è rimasta la moglie, salutata dai manifestanti prima di ripartire: «Patrizia siamo tutti con te». E la via crucis è proseguita, tra case più o meno fatiscenti, androni sventrati e colonne incrostate di muffa. «Dite a quello che parla al microfono», ha tentato di spiegare un residente, «che Fontanelle è la parte più bella della città. Dove sta la criminalità? Solo perché hanno incendiato una macchina…?»

Ma la via crucis è andata avanti ancora tra macchine di grossa cilindrata in sosta vicino ad altre decisamente datate e malridotte, motorini scassate e scheletri di biciclette senza ruote. Nuova sosta e nuova ‘sfida’ a chi fa tremare il quartiere, perché le varie stazioni sono state scelte proprio tra le zone ritenute più ‘calde’. «Mi appello alle mamme degli spacciatori che sono dietro le finestre. Lo so, vi vedo e vi riconosco. Che futuro state dando ai vostri figli?», ha domandato don Max. «Tu non ti preoccupare», ha risposto una donna al balcone, sotto lo sguardo protettivo dei maschi della famiglia, radunatisi sotto al portone, con tanto di bimbi in braccio. «Che futuro state dando ai vostri figli», è andato avanti  il prelato, «riaprite le porte a Cristo». «Grazie per la bella messa», ha risposto ancora la donna, «adesso andatevene in pace».

E la via crucis è ripartita: «non siamo contro i rom», ha assicurato don Max, «siamo contro chi delinque».

Ultima stazione: il megafono è stato riposto per far parlare «il silenzio dei cittadini onesti» e per sentire «le loro sgommate, la loro musica ad alto volume i loro fischi». Poi si è ripartiti  per tornare al punto di partenza. «Stiamo vincendo», ha commentato il sindaco. «I loro fischi sono una vittoria perché fino a qualche tempo fa loro si sentivano i padroni del quartiere, invece ora si sentono braccati».

La fiaccolata si è avviata  alla conclusione: «non spegnete i riflettori su Fontanelle», ha chiesto Pettinari. «troppe volte abbiamo dovuto nasconderci nelle nostre case a guardare dietro le finestre, troppo volte abbiamo dovuto sopportare passivamente, atti intimidatori, violenze, angherie, per paura di ritorsioni verso la nostra famiglia. Stasera Fontanelle ha detto basta». 

Alessandra Lotti 26/11/2011 21:14