Ed ora City Moda rischia la chiusura: «autorizzazioni false e inesistenti» ma il Riesame dice no al sequestro

Alessandro Biancardi

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Ed ora City Moda rischia la chiusura: «autorizzazioni false e inesistenti» ma il Riesame dice no al sequestro
SPOLTORE. La situazione è talmente grave che la procura è stata costretta ad avvisare le autorità competenti (prefetto, Comune e Provicia) che la struttura aperta al pubblico potrebbe essere non sicura.

La struttura in questione è l’outlet City Moda che è al centro di un ulteriore filone dell’inchiesta che sta scandagliando la vita amministrativa e politica della cittadina in provincia di Pescara. La procura sostiene di avere le prove -ed il giudice per le indagini preliminari ha avallato- che il centro commerciale è stato costruito ed aperto su fondamenta solide: quelle della corruzione. Proprio per questo però le fondamenta vere potrebbero non essere così solide visto che le autorizzazioni ed i collaudi sono risultati falsi mentre mancherebbero le autorizzazioni e le certificazioni che la struttura segua le norme antisismiche. Per questo ieri la procura a notificato un documento alle autorità amministrative locali per informarli del pericolo concreto che la struttura possa avere delle pecche strutturali. E’ una ipotesi che salta fuori dagli accertamenti che gli inquirenti hanno fatto per giorni, anche al genio civile, dove si conferma che nessuna autorizzazione in materia antisismica è stata mai richiesta.

Una cosa grave se si pensa che proprio mentre si costruiva il centro commerciale L’Aquila veniva praticamente distrutta dal terremoto. Gli uomini della forestale, coordinati dal pm Gennaro Varone, hanno poi dimostrato errori in riferimento alle norme tecniche circa il calcolo del cemento e della progettazione (le norme dovevano essere «quelle di cui al DM 14/01/2008 entrato in vigore il 05/03/2008 . Risulta invece che il calcolo delle opere in cemento armato in opera e prefabbricate sia stato eseguito adottando le norme tecniche di cui al DM 16/01/1996»).

«Risultando quindi non corretta la normativa adottata per la progettazione dell’opera», si legge nel documento inviato anche al prefetto, «non è possibile esprimersi sulla correttezza dell’ipotesi di calcolo adottate nonché sugli atti progettuali e successivi atti depositati».

«Per quanto rilevato e potuto prendere atto, nel tempo avuto a disposizione per la redazione del presente verbale, si ritiene», scrive la procura agli enti locali competenti, «che non sussistano ad oggi le condizioni per il rilascio del certificato di conformità previsto dall’art. 28 della L.64/74, non essendo state rispettate le norme sismiche vigenti, come dinanzi argomentato. Si osserva che al Servizio Genio Civile ad oggi non risultano ancora depositati la dichiarazione di Conformità».

Ora starà a chi di dovere intervenire, eventualmente con urgenza, per risolvere questo problema burocratico che però sembra incidere pesantemente sulla sicurezza.

Nel frattempo, tuttavia, pende un ricorso della stessa procura di Pescara al tribunale del Riesame sul sequestro preventivo della struttura già rigettato dal gip. Sembra di capire che vi sono due tegole sul capo della struttura dell’imprenditore Giancarlo Fiore, indagato nell’inchiesta insieme all’ex sindaco Ranghelli. Difficilmente i vertici amministrativi degli enti coinvolti, o lo stesso Riesame, potranno pronunciarsi nel senso di rigettare i rilievi della procura e decretare di lasciare aperto un edificio al pubblico che manca dei certificati antisismici.

25/11/2011 10:14

IL TRIBUNALE DEL RIESAME DICE NO AL SEQUESTRO

 E stamattina il Tribunale del Riesame di Pescara ha rigettato il ricorso presentato dalla procura contro la decisione del gip Gianluca Sarandrea che, nelle settimane scorse, aveva detto no al sequestro preventivo della struttura. Secondo il Tribunale del Riesame, non emergerebbero «profili di attuale e concreto pericolo» del complesso. Secondo l'accusa, sin dalla sua apertura, CityModa sarebbe stata priva di alcune importanti autorizzazioni e agibilità previste dalla legge.

La decisione sarebbe stata presa sul filo del diritto e della procedura poiché sembrerebbe che i giudici abbiano obiettato alla procura di chiedere un sequestro per reati (edilizi) non contestati al momento dell’incardinazione del ricorso. In realtà tra la prima e la seconda decisione sarebbero emersi altri riscontri e conferme alla totale mancanza dio autorizzazione e omologazione alla normativa antisismica per cui potrebbero scattare ulteriori contestazioni specifiche a carico dell’imprenditore Fiore e dei diversi tecnici intervenuti nella procedura amministrativa autorizzativa. In sostanza il Riesame ha sostenuto di non poter sequestrare una struttura su presupposti di reati che non ineriscono il pericolo intrinseco e le mancanze documentali richieste.

Restano accertati come fatti la mancanza delle autorizzazioni (che potevano essere prodotte in giudizio dalle difese qualora fossero esistite) ed il pericolo di interventi inibitori da parte degli enti locali per una procedura amministrativa parallela e diversa dal procedimento penale.

25/11/2011 14:26

*TUTTO SULL'INCHIESTA DI SPOLTORE