Incendio Terra Verde, nelle acque sotterranee benzene 4 volte superiore al limite

Alessandro Biancardi

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Incendio Terra Verde, nelle acque sotterranee benzene 4 volte superiore al limite
PESCARA. Dopo l’incendio verificatosi presso la ditta Terra Verde di Città Sant’ Angelo il 30 ottobre scorso, l’Arta ha avviato delle attività di monitoraggio delle acque superficiali e sotterranee nelle zone circostanti.
 Ci erano voluti parecchi giorni per domare l’incendio e il sindaco Gabriele Florindi aveva emesso anche una ordinanza per vietare il pascolo e l’aratura in un’area di mille metri dallo stabilimento proprio per consentire ai tecnici dell’Arta di lavorare con tranquillità. Per quanto riguarda le acque superficiali, sono state eseguite due campagne di campionamento, nei giorni 2 e 8 novembre, prelevando le acque del fiume Fino a monte e a valle dell’impianto Terra Verde.

Sempre il 2 novembre, inoltre, in occasione di un sopralluogo eseguito sui luoghi dell’incendio è stato prelevato un campione di acque reflue risultanti dalle operazioni di spegnimento. Riguardo alle acque sotterranee, invece, il 10 e 11 novembre sono stati eseguiti i prelievi da 2 pozzi e 9 piezometri.

Tutti i campioni prelevati sono stati sottoposti ad analisi da parte dell’Arta che oggi ha reso noti i risultati. Le analisi eseguite sui campioni di acque sono state orientate in primo luogo alla ricerca degli stessi composti rinvenuti nei fumi di combustione del materiale incendiato. In tutti i campioni, si legge nella relazione, è stata rilevata la presenza di idrocarburi alchenici: propano, metilpropano e butadiene. E poi ancora benzene, toluene, etilbenzene, stirene. Nelle acque “di spegnimento” sono presenti «discrete» quantità degli stessi composti rilevati nei fumi di combustione; nelle acque superficiali del fiume Fino e Saline, con riferimento anche agli altri parametri chimici e microbiologici determinati, «non sono stati riscontrati dati anomali rispetto a quelli di norma rilevati dal distretto dell’Arta, con cadenza trimestrale».

Nelle acque sotterranee, in un pozzo posto ad una distanza di circa 165 metri, a valle rispetto allo stabilimento Terra Verde, sono state rinvenute le stesse sostanze presenti nei fumi di combustione (benzene, toluene, etilbenzene e stirene). «In particolare», si legge nella relazione, «la concentrazione del benzene, pari a 4 µg/L, risulta superiore alla concentrazione soglia di contaminazione (1 µg/L)».

Proprio a causa di questo dato, emerso «in un solo pozzo», assicura dalla Asl, è stato proposto al sindaco di ampliare l’ordinanza numero 96 del 1° novembre, con il divieto di utilizzo dei pozzi  insistenti nella zona di attenzione all’interno della quale sono già state sospese la lavorazione meccanica, l’aratura dei terreni ed ogni attività di pascolo». Il monitoraggio va avanti: i sindaci delle zone interessate, insieme alle forze dell’ordine, ai vigili del fuoco, alla Usl di Pescara e all’Arta hanno convenuto di continuare a tenere alta la guardia. 

Allo stato attuale, si legge nella relazione dell’Arta, «in generale, non sono stati riscontrati elementi di contaminazione nelle acque, sia superficiali che sotterranee, al di fuori delle aree comprese nel raggio di 1000 metri dal luogo dell’incendio».

Riguardo alla contaminazione rilevata nelle acque sotterranee, «si precisa», spiega ancora l’Arta, «che i suddetti composti non sono stati riscontrati nei piezometri più vicini alla zona dell’incendio, ma unicamente nel piezometro denominato Pz5, che è ubicato nelle immediate vicinanze del fosso Basile, nel quale potrebbero essere confluite acque reflue di spegnimento con conseguente infiltrazione nel sottosuolo».

Nei prossimi giorni verranno eseguite ulteriori indagini per verificare l’evoluzione dello stato di contaminazione, in termini di attenuazione o di diffusione.

23/11/2011 09:31