Al Consiglio c’è il vescovo e la giunta devolve parte dello stipendio ai poveri

Alessandro Biancardi

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LETTOMANOPPELLO. «Una seduta di consiglio comunale senza un vero ordine del giorno, solo per fare bella figura davanti al vescovo».

E’ così che, secondo il gruppo consiliare “Libera Scelta”, il vescovo Bruno Forte è stato accolto durante la sua visita a Lettomanppello il 19 novembre. Una scelta contestata dal gruppo laico che avrebbe preferito un’accoglienza meno trionfale (un’adunanza cittadina) ma che almeno ha portato i suoi frutti.

E infatti, i consiglieri laici, approfittando della presenza del vescovo in sala consiliare hanno chiesto al Consiglio di votare la proposta per la rinuncia al gettone di presenza della seduta consiliare (importo dato ai consiglieri comunali per la partecipazione alle sedute del consiglio comunale e alle commissioni) e la rinuncia da parte del Sindaco, dell’esecutivo e del Presidente del Consiglio, ad almeno il 10% della loro indennità di carica per il mese di novembre, (indennità pari a 900 euro per il sindaco,135 euro per vice sindaco, 90 euro per assessori) mettendo la somma a disposizione delle famiglie più bisognose.

E cosa avrebbero potuto fare il Consiglio in quell’occasione se non votare all’unanimità la richiesta, spogliarsi dei suoi amati gettoni e dimostrare magnanimità e cristiano senso di altruismo?

E infatti la proposta è passata all’unanimità. «Volevamo impostare la visita del vescovo più sotto il punto di vista laico culturale», dice Mario Di Mascio capogruppo di “Libera Scelta”, «consapevoli dell’intelligenza del teologo Forte. Avremmo preferito un ambiente più laico e dialettico per accoglierlo, una platea meno formale ma più viva in ossequio al carattere ed all’intelligenza della persona che, come ci risulta, non si sottrae di certo al confronto aperto e leale. Nonostante la miopia bacchettona della maggioranza amministrativa, “Libera Scelta” ha riconosciuto la sacralità universale dell’accoglienza  e si è onorata di salutare l’illustre ospite».

Altri paesi vicini come il  Comune di Turrivalignani, hanno preferito accogliere il vescovo in modo meno impegnativo senza coinvolgere i  Consigli comunali, mentre altri come Caramanico, o Abbateggio, hanno scelto la forma consiliare.

22/11/2011 10:49