Concorso al Comune di Pescara, «gravi profili di illegittimità»

Alessandro Biancardi

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Concorso al Comune di Pescara, «gravi profili di illegittimità»
PESCARA. Aspetti poco chiari sul concorso per dirigente tecnico Ingegnere-Architetto partito agli inizi di ottobre in Comune.

A chiedere lumi al primo cittadino sulle modalità delle procedure è il consigliere comunale del Partito Democratico Enzo Del Vecchio. Più di uno gli aspetti da chiarire ma tutti coinvolgono direttamente Maria Gabriella Pollio, dirigente del settore personale. Il 3 ottobre (determinazione numero 98), dopo la valutazione delle domande arrivate, il settore personale stila l’elenco dei candidati ammessi al concorso e quello dei non ammessi. Tra i non ammessi ci sono anche l’ingegner Amedeo D’Aurelio e l’ingegnere Marco Scorrano. Entrambi hanno in essere un rapporto di lavoro a tempo determinato con il Comune di Pescara. Il primo, infatti, è l’attuale direttore del dipartimento lavori pubblici e dirigente del settore Gestione del Territorio mentre il secondo è dirigente del settore tributi. Dopo essere stati scartati i due hanno reagito in maniera diversa: Scorrano ha impugnato il provvedimento di esclusione davanti al Tar e ha vinto (è stato dunque ammesso alla selezione pubblica). Il primo, invece, ha accettato l’esclusione senza protestare.

Ma il consigliere del Vecchio ha scoperto che sempre in data 3 ottobre (determinazione numero 97, dunque precedente alla lista dei non ammessi) la dirigente Pollio aveva già nominato la commissione esaminatrice del concorso. Presidente scelto Stefano Ilari, e i due componenti Antonello Colosimo e Amedeo D’Aurelio.

D’Aurelio: proprio il dipendente escluso che non ha fatto ricorso al Tar. «L’esclusione dal concorso e la nomina in commissione entrambe effettuate dalla Pollio», contesta Del Vecchio, «sono state fatte nella stessa giornata senza che la stessa dirigente potesse conoscere le eventuali iniziative che l’interessato (D’Aurelio, ndr) avrebbe potuto assumere circa un ricorso avverso l’esclusione».

«Come valuta», chiede il consigliere del Pd al sindaco in una interrogazione urgente, «il comportamento della dottoressa che ha inserito nella commissione concorsuale un soggetto risultato privo dei requisiti per accedere allo stesso concorso? Quali iniziative intende assumere sulla procedura concorsuale per Dirigente Tecnico che risulta chiaramente viziata da profili di illegittimità nella composizione della Commissione d’esami? Chi risponderà dell’eventuale danno patrimoniale che dovesse sorgere in presenza di ricorsi da parte dei concorrenti a conclusione del concorso in argomento?»

Ma Del Vecchio protesta anche perché a presiedere la commissione esaminatrice è stato scelto un dirigente e non il segretario comunale, «come prevede lo statuto». Ma per Pollio, che ha risposto al consigliere comunale, il regolamento per l’accesso (che «prevale sullo Statuto comunale») autorizza un dirigente a rivestire il ruolo di presidente di Commissione. «Lo statuto», sottolinea invece Del Vecchio, «che stabilisce che il presidente delle commissioni sia il segretario comunale, prevale sui regolamenti secondo l’art. 107 TUEL(testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti). Ai dirigenti, invece, spettano solo poteri residuali cioè tutti i compiti, compresa l'adozione di atti che impegnano l'amministrazione verso l'esterno, che la legge e lo statuto espressamente non riservano agli organi di governo dell'ente».

Ma il clima tra Pollio e Del Vecchio è teso tanto che la dirigente il 3 novembre scorso ha inviato un richiamo al consigliere scrivendo: «resta da chiedersi, a questo punto, come mai la stessa attenzione non sia stata prestata in precedenza ad atti non possibilmente illegittimi, ma sicuramente illegittimi come la nomina delle Commissioni da parte del Sindaco per tutti i concorsi (esterni, interni e stabilizzazioni) banditi antecedentemente giugno 2009».

«Non ritiene», chiede il consigliere del Pd al sindaco, «che un dirigente incaricato “intuiti personae” debba sapere e conoscere quali sono i compiti e le prerogative di un consigliere comunale e che non è dato a nessuno, men che meno ad un dirigente incaricato, di esprimere giudizi offensivi riguardo alle loro iniziative così come previste dalle norme regolamentari, statutarie e legislative? Quali iniziative ritiene di dover assumere nei confronti della Dott.ssa Pollio per il comportamento tenuto?»

22/11/2011 09:42