Palpeggia minorenne e una commessa, domiciliari nel reparto di psichiatria

Alessandro Biancardi

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PESCARA. A.D.E, 60enne di Penne arrestato nei giorni scorsi dopo aver tentato di baciare e palpeggiare una bimba e una commessa è uscito questa mattina dal carcere San Donato.

Per lui sono stati disposti gli arresti domiciliari. Lui, però, non tornerà a casa ma sconterà la pena (il tempo è direttamente proporzionale agli effetti delle terapie) presso l'ospedale civile di Pescara, reparto psichiatrico.

Il gip Maria Michela Di Fine questa mattina in sede di convalida dell'arresto ha infatti accolto la tesi difensiva della «grave malattia mentale» e «della necessità di cure» esposta dall'avvocato Anna Giovanna Romanelli, legale dell'uomo.

E' stata così disposta la scarcerazione immediata (l'uomo è stato per tre giorni al San Donato) e il trasferimento in psichiatria del nosocomio pescarese. L'avvocato Romanelli ha prodotto una copiosa documentazione sui problemi clinici del suo assistito, malato schizzofrenico. «Siamo in presenza di una persona malata che è in cura da diversi anni non di un criminale», ribadisce l'avvocato. Al momento non si sa quanto l'uomo dovrà restare in ospedale: «questo dipende», spiega il legale, «da come risponderà al trattamento dei medici. Adesso è fondamentale che si capisca che siamo di fronte ad un malato e non ad un delinquente».

Nei giorni scorsi l'uomo era stato arrestato in flagranza di reato dopo aver palpeggiato e baciato una commessa. Poco prima aveva aggredito allo stesso modo anche una bimba di 11 anni in attesa dello scuolabus. Dopo l'arresto gli inquirenti gli hanno attribuito anche un altro caso simile avvenuto qualche giorno prima sempre ai danni di una giovane donna.

19/11/2011 11.50