La fontana di Mascia, Marchegiani: «ossessione del sindaco contro D'Alfonso»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. L'idea del sindaco di centrodestra è quella di posizionare in piazza Salotto una nuova fontana che sostituisca definitivamente il calice di Toyo Ito.

PESCARA. L'idea del sindaco di centrodestra è quella di posizionare in piazza Salotto una nuova fontana che sostituisca definitivamente il calice di Toyo Ito.

L’intervento, che prevede un investimento pari a 1milione 100mila euro dovrà passare in Consiglio comunale, in quanto in variante al Piano regolatore. Ma l'annuncio ha già creato qualche mugugno. Come quello di Paola Marchegiani fedelissima dell'ex sindaco D'Alfonso. L'ex assessore alla Cultura si scaglia contro il primo cittadino in carica e sostiene che «solo chi non ha un'idea di città può impegnare una somma così cospicua per fare ciò che non serve. E' proprio l'assenza di un complesso e profondo pensiero sulla 'polis' che spinge Mascia a dirottare 1 milione e 100 mila euro per modificare un lavoro già compiuto, una piazza che già c'è».

Per Marchegiani la piazza, ristrutturata proprio all'epoca di D'Alfonso, «può non piacere, ma esiste, si può non condividerla, ma è già vissuta come luogo di incontro e di aggregazione. Credo - aggiunge - che sia deplorevole in un momento economico così grave per il paese non affrontare le priorità, mentre Mascia pensa a riqualificare ciò che è già qualificato».

Secondo Marchegiani si tratterebbe di «un problema etico» perchè ci sono in ballo soldi pubblici che non possono essere spesi «per qualcosa di cui si può fare sicuramente a meno». Nell'iniziativa la consigliera d'opposizione intravede «il fervore eccessivo e ossessivo di Mascia nel cercare di eliminare i segni lasciati dall'amministrazione D'Alfonso. Si tratta di una sorta di rivalsa che rasenta il ridicolo e di cui ne fanno le spese i pescaresi. Non voglio entrare in merito al progetto architettonico nè ai suoi zampilli luminosi; posso purtroppo solo immaginarlo perchè già visti. Penso che Pescara meriti un'amministrazione meno scialba e insignificante di quella che e' oggi al governo della città. Lasciati alla deriva - sottolina l'esponente del Pd - sono edifici importanti come l'ex Onmi, l'Ospizio di via Arapietra; si discute di un mega teatro nell'area di risulta e non si riesce ad aprire il teatro Michetti (problema da Corte dei Conti); non si rispettano gli impegni di donazioni prestigiose e non si riesce ad inaugurare il Museo del Mare pronto ormai da 3 anni. La mia amara riflessione - conclude Paola Machegiani - ricade sulla politica del non fare che si traduce nel fare cose inutili, e che possiede in se' il disinteresse per il bene comune».

18/11/2011 10.30

FOSCHI: «LE TRACCE DI D'ALFONSO SI CANCELLANO DA SOLE»

«Solo chi non frequenta piazza Salotto, come evidentemente il consigliere Marchegiani, può pensare che quell’area non abbia bisogno di essere riqualificata», replica il presidente della commissione consiliare Lavori Pubblici Armando Foschi. «Da mesi l’amministrazione comunale di Pescara continua a ‘mettere pezze’ per sistemare una pavimentazione installata male, per non parlare del degrado generato da una presunta opera, il Wineglass, andato in frantumi e che abbiamo dovuto coprire, oltre a un cubo nero che la città non ha mai capito a cosa servisse e che i bambini usano per saltarci sopra. Il progetto approvato dalla Commissione, dal Consiglio della Circoscrizione Castellamare e che lunedì andrà in Consiglio comunale, punta invece a restituire dignità, decoro e identità a una piazza che il centro-sinistra del consigliere Marchegiani ha snaturato, svuotandola. La nostra maggioranza di governo non ha bisogno di ‘cancellare le tracce lasciate dall’amministrazione D’Alfonso’ perché quelle tracce stanno già svanendo da sole, andando desolatamente in frantumi, proprio com’è accaduto al ‘calice’ di polimetilmetacrilato. Noi dobbiamo limitarci a rimuovere e smaltire le macerie».

19/11/2011 6.17