Testa contro l'assessore dimissionario. Pd e Idv: «non ci sono più i numeri, tutti a casa»

Alessandro Biancardi

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Testa contro l'assessore dimissionario. Pd e Idv: «non ci sono più i numeri, tutti a casa»
PESCARA. La lettera con cui l'assessore al Lavori Pubblici Roberto Ruggieri ha annunciato la volontà di rimettere il mandato non è andata giù al presidente Testa.

Un pò perchè, dice lo stesso Testa, il suo assessore in passato aveva già minacciato di andare via (ma poi è rimasto) e un po' perchè la lettera doveva essere protocollata agli uffici e non spedita alla stampa. Testa parla anche di «mancanza di correttezza» nei suoi confronti: «il presidente andrebbe avvisato di una simile decisione evitando che lo venga a scoprire attraverso un comunicato o un sms». Cosa si farà adesso? Di questo e di altro si parlerà lunedì prossimo in una riunione di maggioranza. E se il centrodestra userà il fine settimana per riflettere il Pd preme per staccare la spina. «Il presidente», suggerisce il segretario provinciale del Partito Democratico, Antonio Castricone, «prenda atto che la sua maggioranza non c’è più. Da settimane ormai l’ente è bloccato per i veti incrociati nel centrodestra e per le continue divisioni: prenda atto di questa situazione e consenta ai cittadini di Pescara di tornare al voto e scegliere un’amministrazione stabile».

«E’ impensabile proseguire in queste condizioni – spiega Castricone – Noi siamo pronti a chiedere in aula la verifica dei numeri su cui può contare Testa, anche attraverso una mozione di sfiducia».

«Le dimissioni dell’assessore Ruggieri è soltanto l’epilogo di una palese crisi politica che da troppo tempo vive il centrodestra al governo della Provincia», commentano i consiglieri dell'Idv Luciano Di Lorito, Antonella Allegrino, Attilio Di Mattia e Camillo Sborgia. «Il centrodestra in questi anni, non ha dato nessuna risposta alle tante questioni aperte nel territorio provinciale, dalle condizioni delle strade al patrimonio in stato di abbandono, dalle infrastrutture scolastiche alla drammatica crisi occupazionale, solo qualche spot di facciata. Testa prenda atto del fallimento della sua maggioranza sia politico che amministrativo e ne tragga le dovute conclusioni e si torni a nuove elezioni».

E ieri il capogruppo del Pd, Antonio Di Marco, ha denunciato «la grave latitanza» dell’amministrazione rispetto al coinvolgimento del governo nazionale sui temi della Provincia e del turismo. Si sono uniti al grido d'allarme anche i consiglieri Antonella Allegrino (IdV), Andrea Di Meo e Giancarlo Gennari (Pd), e Ferdinando Di Giacomo (PdL).

Di Marco, in qualità di vicepresidente della Commissione Turismo, ha subito voluto sottolineare il calo delle presenze turistiche e quanti fondi siano stati persi dalla Provincia e dalla Regione che, invece, avrebbero potuto rilanciare il settore.
«Uno fra tutti – ha dichiarato Di Marco – il progetto Ryanair, la compagnia che a gennaio scorso lanciò l'idea dei Borghi d'Italia, di cui l’Abruzzo era capofila. Occorreva, però, un investimento di 10 milioni di euro sugli aeroporti di II livello, ma l'assessore regionale Di Dalmazio ha temporeggiato e abbiamo perso quella grande occasione». Ma questo, ha aggiunto Di Marco, «è solo un esempio: molte proposte abbiamo avanzato negli ultimi due anni e mezzo, ma poco o nulla si è concretizzato”. 
E mentre l’Allegrino ha evidenziato, invece, «la mancanza di progetti e idee», che ad oggi «arrivano solo dall’opposizione», Di Meo ha portato l’esempio emblematico di Passolanciano: «l’impianto sciistico avrebbe dovuto ottenere 5 milioni e 800 mila euro di fondi Fas, ma il Governo, nonostante sia dello stesso colore politico di chi ci sta amministrando, lo ha dimezzato e ad oggi non sappiamo né se né quante risorse ci siano». 
Gennari, che ha assicurato che scoprirà che fine hanno fatto i 400 mila euro risparmiati non partecipando alla Bit di Milano, ha concluso: «Questa Regione ha una visione teramocentrica, dobbiamo alzare la voce perché siamo al buio a mezzogiorno».

18/11/2011 9.29