Aca condannata dalla Corte d'Appello ad assumere un precario

Alessandro Biancardi

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Aca condannata dalla Corte d'Appello ad assumere un precario
PESCARA. L’ultima sentenza che riguarda l’Aca potrebbe aprire nuovi scenari all'interno dell'azienda comprensoriale acquedottistica che rischia adesso di doversi difendere da altre cause simili.

Entrato come operaio (per l'esattezza autista conducente di autoespurgo) nove anni fa, dopo una serie di contratti a progetto rinnovati di anno in anno, Angelo Di Michele, attuale consigliere di maggioranza al Comune di Alanno con delega Bilancio e Tributi, dovrà adesso essere assunto a tempo indeterminato dall'Aca. E' solo uno dei tanti lavoratori della società con incarichi nelle amminstrazioni pubbliche o con legami con la politica locale. 

Persino una inchesta penale ha di recente stilato la lista di chi sarebbe stato assunto irregolarmente generando una serie di malumori tra i lavoratori e indignazione tra i cittadini poiché si tratta sempre di azienda che sfrutta ingenti somme pubbliche.
A Di Michele gli sono stati riconosciuti anche 40 mila euro di rimborso per indennità non riconosciute, straordinari e reperibilità. Una vittoria su tutta la linea, in pratica, per un precario che si guadagna così il posto fisso.
Lo ha deciso la Corte d'Appello de L'Aquila che ha dato ragione a Di Michele (che in primo grado aveva perso) e che oggi intima all'Aca di far presto a mettersi in regola.
E mentre il ''neo'' assunto festeggia la società non sorride, soprattutto perchè deve sborsare sull'unghia i 40 mila euro. 
In pratica la Corte d'Appello ha riconosciuto al lavoratore con contratto para subordinato un contratto a tutti gli effetti da dipendente subordinato dal 2003 ad oggi. Ben 8 anni. Le motivazioni si conosceranno solo nelle prossime settimane e anche l'azienda aspetta.
Quando l'Aca ha letto la sentenza ha chiesto una sospensione per mettersi in regola ma l'azienda non è stata accontentata come voleva e avrà un breve termine per mettere le carte a posto. Adesso si potrà procedere con il ricorso in Cassazione e a breve il termine ultimo scadrà. Al momento si dovrebbe decidere se ricorrere oppure no e sulla scrivania del presidente Ezio Di Cristoforo attende la procura da affidare all'avvocato esterno Sergio Della Rocca (Consigliere comunale di Popoli, Pd) che si dovrà occupare del caso eventualmente, scavalcando i sei avvocati interni.

«L'ente ha l'obbligo legislativo di ricorrere in Cassazione e difendersi in tutti i gradi di giudizio», commenta Domenico Pettinari dell'associazione Codici. «Auspichiamo che presidente firmi l'atto altrimenti incorrerebbe in una violazione molto grave per una azienda pubblica».
Ma non mancano mugugni da parte dei precari per la vicenda che coinvolge l'azienda, da sempre definita una sorta di carrozzone dove infilare, anche con contratti da rinnovarsi di anno in anno e a chiamata diretta, i propri protetti. E il bersaglio delle polemiche non è Di Michele ma «tutto il sistema italiano, politico che si rispecchia alla lettera anche nell'Aca». Adesso c'è anche il timore di una pioggia di cause. Il consigliere-autista di Alanno non è certo l'unico che ha collezionato rinnovi annuali di contratti a progetto e se qualcuno seguisse la sua trafila potrebbe finire per aggiudicarsi un posto fisso sul carrozzone con il beneplacito di Corte d'Appello. Insomma, una nuova gatta da pelare per l'azienda dopo il recentissimo scossone dei 438 mila euro non riscossi da un hotel di Farindola.  

17/11/2011 9.22