Antenne a San Silvestro, sciopero sospeso. A dicembre incontro con l’Agcom

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Solo un malore e l’intervento del sindaco di Pescara hanno fatto sospendere lo sciopero della fame e della sete contro il mancato spostamento delle antenne di San Silvestro.

 

Una vicenda che va avanti da oltre dieci anni, senza che però le ripetute promesse politiche di delocalizzazione o le denunce alla magistratura o i pronunciamenti favorevoli allo spostamento siano stati attuati. Tutto fermo, tralicci ancora più affollati di ripetitori, cittadini a dir poco esasperati per questa “distrazione” di chi dovrebbe assicurare il rispetto della legge che protegge la salute dei cittadini, visto che i limiti delle emissioni elettromagnetiche sono superati da sempre.

E così l’ennesimo sciopero di protesta, ieri mattina alle 9, ha registrato il malore di uno dei tre cittadini che partecipava alla protesta: subito soccorso dal 118 è stato ricoverato all’ospedale di Pescara. Poco più tardi è arrivato Luigi Albore Mascia che ha avuto un lungo colloquio con gli altri due, ai quali ha consegnato anche documenti che dimostrano la ferma volontà dell’amministrazione comunale di procedere sulla strada della delocalizzazione a mare di tutte le antenne. Il sindaco ha consegnato anche la bozza dell’ultima delibera che sarà approvata nei prossimi giorni proprio sull’argomento antenne di San Silvestro.

«Ho chiaramente detto ai cittadini, soprattutto a quelli che erano in sciopero della fame e della sete, che l’unica soluzione su cui la mia amministrazione è impegnata è quella già più volte segnalata: San Silvestro non più sito per le antenne, costruzione di un piattaforma a mare da dove i segnali possono coprire tutto il territorio. D’altra parte – ha concluso il sindaco – noi seguiamo quello che dicono l’Agcom e la Fondazione Bordoni che sull’argomento sono le due massime autorità».

 L’impegno del sindaco è stato apprezzato e lo sciopero è stato sospeso. Ma la protesta continua, perché non è la prima volta che le istituzioni promettono e poi non se ne fa nulla perché le resistenze dei proprietari dei ripetitori sono più forti della volontà di spostarle, con grande delusioni dei cittadini di San Silvestro. Il paradosso della situazione dipende dal fatto che sia il sindaco (che aveva inserito lo spostamento delle antenne nel suo programma elettorale) sia la Regione si sono impegnate sull’argomento, ma finora senza esito. Addirittura la Regione ha commissionato uno studio all’Università dell’Aquila, già da tempo realizzato, dove si dimostra con dati scientifici inoppugnabili che la soluzione della piattaforma a mare non solo è la migliore, ma anche al più praticabile. Ma la guardia resta alta tra i residenti, perché è molto strano il balletto del Ministero che una volta cancella il sito di San Silvestro dal piano per le antenne, un’altra lo inserisce di nuovo. Adesso si attende l’ultimo incontro con l’Agcom ai primi di dicembre per definire la questione “sito” e scongiurare la presenza di San Silvestro nei piani nazionali, individuando postazioni alternative come la piattaforma marina. In quell’occasione la stessa Agcom comunicherà i risultati di un suo studio sullo specifico argomento. Quanto alle risultanze dello studio dell’università dell’Aquila «abbiamo da tempo dimostrato – spiega il professor Graziosi – che dal punto di vista radio elettrico la piattaforma a mare può ospitare tranquillamente il sito delle antenne. L’unica difficoltà che oggi viene frapposta è quella strutturale, cioè come far convivere i ripetitori se solo su un traliccio grande o su più tralicci. Ma questi sono problemi facilmente superabili». In pratica se c’è la volontà (meglio sarebbe dire la forza) politica, si può trovare la soluzione per far convergere su una piattaforma off-shore tutte le antenne di San Silvestro. Alla fine della giornata di ieri è rimasta però sospesa una domanda che i residenti fanno alle autorità locali e nazionali: «E se la collina di San Silvestro franasse? In quanto tempo sarebbero riattivate le antenne?»

Intanto per stamattina è stata sospesa anche la manifestazione delle mamme che si sarebbero incatenate accompagnate dai bambini vestiti da topi-cavia.

Sebastiano Calella  17/11/2011 9.16