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Dieselgate: Ue chiede nuovi chiarimenti su Fiat 500X

Commissione invia lettera messa in mora complementare a Italia

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Dieselgate: Ue chiede nuovi chiarimenti su Fiat 500X

BRUXELLES. La questione per Bruxelles non è ancora chiusa, ma servono ulteriori chiarimenti sulla questione delle emissioni della Fiat 500X diesel. E' il senso della lettera di messa di mora complementare che la Commissione Ue ha deciso di inviare all'Italia, tenendo aperta la procedura infrazione lanciata un anno fa ma senza aggravarla con il passaggio alla seconda tappa del parere motivato. Bruxelles si prepara infatti a varare domani un cospicuo pacchetto di infrazioni per tutti i 28, con un focus particolare su ambiente, aria, salute ed emissioni. L'Italia non è la sola a essere entrata nel mirino Ue per il Dieselgate, anzi, a precederla c'è stata la Germania, all'origine dello scandalo con Volkswagen, insieme ad altri 6 Paesi (Gran Bretagna, Lussemburgo, Spagna, Grecia, Lituania e Repubblica ceca) e che dovrebbero almeno in parte tornare ugualmente sotto la lente di Bruxelles. Il caso della Fiat 500X nasce quando nell'estate 2016 la Germania, nel pieno dell'onda del Dieselgate, effettua test sul modello Fca e sostiene che questo sfori i limiti di emissioni consentite.

Nel settembre successivo parte così una mediazione con la Commissione Ue che, alla luce delle informazioni scambiate, decide di aprire un'infrazione un anno esatto fa. Tre i nodi: la legalità del sistema di protezione del motore, le misure correttive adottate e le sanzioni al costruttore auto. L'Italia ha già fatto presente che il software usato per non surriscaldare il motore, una volta pubblicate le linee guida della Commissione Ue che hanno fatto chiarezza dopo il Dieselgate, è stato aggiornato. E, con la campagna di ricalibratura lanciata per le Fiat 500X ancora prima che i risultati dei test tedeschi fossero noti, è stato sistemato l'80% della flotta circolante.

L'Italia, quindi, non ha mai ritenuto di dover imporre sanzioni a Fca per violazione dei limiti sulle emissioni di NOx. Bruxelles potrebbe insistere però sulla necessità di un'indagine terza indipendente. Intanto sul fronte delle emissioni diesel, Amburgo fa da capofila per le limitazioni alla circolazione: istallati i cartelli stradali per identificare le zone a traffico limitato per i veicoli diesel fino ai modelli euro 5; l'entrata in vigore non è ancora stata fissata ma si presume entro una decina di giorni.