LA PICCHIATA

Ryanair, pilota: «pagati ad ore e senza ferie». In Italia tagliati 700 voli, l’Enac interviene

Un pasticcio che costerebbe 35mln di euro alla società. Ma il problema vero è la fuga dei piloti

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Ryanair,  pilota: «pagati ad ore e senza ferie». In Italia tagliati 700 voli, l’Enac interviene

 


ROMA.  "Alla Ryanair circa il 70% della forza lavoro piloti lavora a cottimo, non è assunta dalla compagnia ma tramite agenzie interinali, inglesi o italiane, e lavorano per ore di volo. Non hanno uno stipendio base, non hanno ferie pagate, non hanno la tredicesima, non hanno la malattia pagata".

Lo racconta un ex pilota Ryanair alla agenzia Ansa, che chiede l'anonimato e che oggi lavora in un'altra compagnia, aggiungendo che "l'altro 30% è invece assunto da Ryanair" ma "con un contratto irlandese, nonostante vivano e lavorino in Italia".

In Ryanair "di fatto non ci sono sindacati", sottolinea l'ex dipendente della compagnia.

"L'iscrizione ai sindacati è libera ma loro (la società ndr) non lo considerano, non ci parlano, non negoziano. Si applica la legge irlandese".

E in Irlanda, spiega, "le leggi sono tali da favorire le aziende, non i sindacati, quindi Ryanair si può permettere di evitare anche i sindacati irlandesi e il gioco è fatto".

La low cost di Dublino "utilizza i vantaggi del sistema irlandese, però lavorando in Italia. In Francia non lo fanno più perché li hanno cacciati", afferma il pilota, spiegando poi che alla Ryanair "normalmente si fanno cinque giorni di lavoro e quattro di riposo" e questi quattro giorni di riposo non sono pagati al 70% dei piloti".

Chi lavora a cottimo è un interinale "ma non è assunto da una società interinale, come avviene in Italia", sottolinea.

E spiega che vengono utilizzati meccanismi, come la creazione di srl da parte dei piloti: in pratica il pilota è "imprenditore di se stesso". Sugli stipendi, l'ex pilota Ryanair sostiene che un comandante della compagnia, dopo aver pagato le tasse, porta a casa 6-7 mila euro. "Ma questo comandante, che vive e lavora in Italia, ha una Srl in Irlanda che però opera in Italia".

Si tratta di "un'attività regolamentata in Italia, quindi c'e un rischio d'impresa nel quale il comandante o il pilota si prende una responsabilità".

Anche di tipo fiscale, spiega il pilota, che aggiunge: "Queste persone non volano tranquille. L'agenzia delle entrate, in Italia, Germania e altri Paesi, sta facendo dei controlli sui piloti e dunque c'è un rischio", avverte.

"Con questo tipo di condizioni di lavoro, un pilota Ryanair appena acquisisce un po' di esperienza cerca di andarsene" e "centinaia di piloti se ne stanno andando ora che il mercato si è un po' aperto", racconta.

"Compagnie come Easyjet, Vueling, Norwegian, che operano in Italia, offrono contratti italiani con stipendio base, ferie pagate, tredicesima, malattia pagata: tutto ciò che Ryanair non dà", conclude.


700 VOLI TAGLIATI IN ITALIA: L’ENAC INTERVIENE

Intanto sono 700 i voli sono stati cancellati solo in Italia. In tutta Europa più di 400.000 viaggiatori sono alla disperata ricerca di un nuovo volo dopo che un'ineffabile e-mail gli ha annunciato la cancellazione del viaggio appena il giorno prima.

Settecento piloti in fuga da una compagnia aerea, senza rappresentanze sindacali, senza contratto collettivo e che chiede al personale di bordo di fare pure il piazzista. Questa la scena del disastro Ryanair che in Italia viene convocata urgentemente dall'Enac, l'ente che vigila sulla corretta applicazione delle norme sui diritti dei passeggeri, per spiegare le criticità che si sono create e per definire misure che consentano di ridurre al massimo i disagi: l'incontro si terrà giovedì ma già è iniziato uno stretto monitoraggio delle attività della compagnia irlandese. In borsa il titolo tiene. Sulla piazza d'affari di Dublino il titolo della compagnia aerea low cost oggi ha ripreso le perdite di ieri e ha chiuso persino in rialzo, sfiorando i 20 euro.

Ma la voce sempre più insistente è che il vero problema sia la fuga continua di piloti e assistenti di volo verso compagnie, anche low cost, che offrono contratti e condizioni di lavoro meno massacranti. La Filt Cgil chiede al Ministero dei Trasporti e all'Enac in una lettera una "efficace ed immediata verifica" delle "reali cause che stanno portando alla cancellazione" dei voli.

"Risulta poco credibile che Ryanair si accorga d'improvviso che debba porre, senza alcun ritardo, in ferie parte del proprio personale. La stessa dizione di ferie ci appare surreale" afferma il sindacato. Dura la presa di posizione del ministro dei trasporti Graziano Delrio: "Non si fanno sconti a nessuno. Il passeggero è un cittadino che ha i suoi diritti, tutelati dalla legge. E quindi se Ryanair li ha violati, ne pagherà le conseguenze" ha detto.

Per arginare un disastro che potrebbe pesare sui conti fino a 35 milioni in rimborsi, Ryanair - secondo la stampa irlandese - avrebbe appena offerto un bonus da 12.000 euro ai piloti e un bonus da 6.000 euro al personale navigante se rinunciano a parte delle ferie.

Per il momento tutto tutti i voli cancellati pubblicati sul sito Ryanair restano confermati.

Scorrendo la lista si scopre che l'Italia è in testa (702 voli su un totale di 2.100).