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Terremoto, interrogazione all'Ue: dove sono finiti i fondi per l’Abruzzo?

Pedicini: «per i prossimi anni sono disponibili oltre tre miliardi di euro»

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Terremoto, interrogazione all'Ue: dove sono finiti i fondi per l’Abruzzo?

ABRUZZO. Dopo il tragico terremoto del 24 agosto scorso che ha colpito Amatrice e altri comuni del Centro Italia, il M5s Europa ha presentato un'interrogazione alla Commissione Ue per chiedere come sono stati utilizzati i fondi europei previsti e stanziati nel corso degli anni per i lavori di messa in sicurezza dal punto di vista sismico delle case e degli edifici a rischio delle regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo.

In particolare, gli eurodeputati del M5s hanno invitato la Commissione europea a rendere noto il dettaglio dei fondi europei assegnati, nonché i progetti stilati per tali interventi, per le programmazioni 2000-2006, 2007-2013 e 2014-2020. Inoltre, è stato chiesto all'organismo esecutivo dell'Ue di comunicare se intende aprire un’indagine approfondita al fine di valutare se i fondi stanziati sono stati utilizzati in maniera conforme agli obiettivi previsti, soprattutto nelle aree prevalentemente colpite dal terremoto.

Su queste stesse tematiche, il 18 settembre scorso, durante un dibattito all'assemblea plenaria di Strasburgo, la commissaria Ue per la politica regionale Corina Crețu lanciò un duro atto d'accusa contro l'Italia sostenendo che «non si capisce che fine abbiano fatto i mille e trecento miliardi di euro versati dall'Ue negli ultimi cinque anni nelle casse di governo nazionale, Regioni e Comuni italiani per la prevenzione dalle catastrofi naturali. Con questi soldi, stanziati a seguito dei terremoti a L’Aquila e in Emilia, - disse la commissaria Cretu - si dovevano mettere in sicurezza gli edifici pubblici delle aree più a rischio. L'Ue - aggiunse - è pronta a concludere il programma operativo regionale, ma per quanto riguarda gli eventi degli ultimi anni in Italia si può dire che molto è stato messo a disposizione».

«Sul dramma catastrofi naturali - ha commentato Piernicola Pedicini, uno degli eurodeputati che ha presentato l'interrogazione - il M5s non consentirà più errori, negligenze o sottovalutazioni provocati dalla cattiva amministrazione e dalla cattiva politica. I lutti e le distruzioni che periodicamente sconvolgono l'Italia sono inaccettabili e non bisogna fare l'errore di piangere e gridare allo scandalo quando si verificano per poi dimenticarsene, e lasciare tutto come prima, dopo i tragici eventi. Ancora di più - ha aggiunto Pedicini - non lo farà uno come me che ha vissuto il terremoto del 1980 in Irpinia e Basilicata che provocò circa 2900 morti. Per questo, - ha spiegato l'eurodeputato - il M5s propone un capillare piano di interventi di prevenzione volto alla ristrutturazione del patrimonio edilizio italiano con criteri antisismici. Un pianoche venga finanziato attraverso l'utilizzo trasparente dei 2,3 miliardi di euro di fondi europei previsti dall'Obiettivo tematico 5 della programmazione 2014-2020 dei fondi di coesione Fesr e Feasr che sono dedicati proprio alla prevenzione e alla gestione dei rischi sismici, oltre al cofinanziamento nazionale obbligatorio che, per l'Obiettivo tematico 5, ammonta a poco più di un miliardo di euro».

«Inoltre, - ha concluso Pedicini - il M5s Europa si batte affinché venga scorporata dal Patto di stabilità la quota di cofinanziamento dei fondi strutturali, compresi quelli per la prevenzione dei terremoti».