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Fondi agricoltura, Bruxelles bacchetta l’operato della Regione

Febbo e Sospiri: «grave colpo all’imprenditoria agricola»

Redazione Pdn

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ABRUZZO. Forte e duro richiamo da parte di Claudia Muresan, Programme Manager – Country Coordinator per l’Italia della Commissione Europea, alla Regione Abruzzo, in particolare alla direzione Politiche Agricole.

Dopo le denunce e osservazioni negli ultimi due anni da parte del centrodestra, adesso anche l’Europa bacchetta l’operato di un settore importante e fondamentale come quello dell’agricoltura.

La lista di osservazioni che la Commissione Europea rivolge all’Autorità di Gestione, al fine di correggere un PSR che sta dimostrando tutte le sue falle, è bella lunga. Ben 12 punti tutti esplicativi: «la modifica non si capisce», «la modifica riguardante la localizzazione degli interventi Leader non è condivisibile (…)»,«manca o risulta incompleta un’esatta descrizione e una chiara giustificazione della modifica: cambiano i beneficiari? Cosa c’entrano gli Enti pubblici?», «la presentazione della modifica è molto confusa»… e così via.

«Un grave colpo all’imprenditoria agricola e alle aziende abruzzesi», denunciano il presidente della Commissione vigilanza Mauro Febbo e il capogruppo regionale di Forza Italia Lorenzo Sospiri.

Si parla di fondi europei per oltre 432 milioni di euro a cui si dovrà sommare la quota privata per un totale di 750 milioni di euro che darebbero sicuramente una svolta al Pil non solo agricolo ma dell’intera economia regionale. A oggi queste risorse sono ferme per il 99% nelle casse di Bruxelles. «Siamo rimasti allibiti – spiegano Febbo e Sospiri - poiché dopo le svariate osservazioni redatte dalla Commissione Europea è stato fatto, a nostro giudizio, pochissimo per la revisione di un Programma che appare ancora inadeguato e superficiale: dai servizi di consulenza e formazione, agli investimenti nella banda larga e nelle energie rinnovabili senza contare la distribuzione delle risorse».

Nello specifico, in settori strategici e prioritari come gli "Aiuti all'avviamento aziendale per giovani agricoltori" (misura 6), sono state impegnate meno risorse rispetto alle altre regioni e dopo un grave ritardo, oggi si ci trova con un Bando aperto alla quarta proroga e con ipotesi di una quinta sia per malfunzionamento dei portali sia per l’enorme quantità di quesiti posti dai futuri beneficiari, a spregio della semplificazione sempre annunciata dall’attuale Assessore regionale Dino Pepe.

Conseguenza di ciò è che ad oggi risultano solo 90 domande di giovani sul portale, tradendo le aspettative di diverse centinaia di giovani, soprattutto per la complessità delle procedure che scoraggiano la partecipazione.

Cosa grave è l’osservazione fatta alla Misura 19, relativa ai Gal, con la quale vengono messe in discussione addirittura molte delle aree ammissibili mentre vi è un Bando aperto con società consortili in via di definizione e con scadenza a settembre.

Questo significa, fanno notare Febbo e Sospiri, che vi sono gravi incongruenze che rischiano di bloccare e mandare all’aria un’azione fondamentale come quella dei Leader, con una dotazione finanziaria di quasi 25 milioni di euro. Inoltre, non aiuta a fare chiarezza procedurale l’ultimo avviso in ordine alla selezione di soggetti per la partecipazione al comitato di selezione dei GAL (Leader) pubblicato il 03/08/2016. Infatti per candidarsi occorre possedere una laurea generica ed una semplice esperienza in campo dello sviluppo locale. Per la selezione di questi esperti, il bando invece non prevede quali requisiti saranno valutati e quanti saranno gli esperti da selezionare.

«E soprattutto, perché non si è utilizzato prima il personale regionale e poi il ricorso a docenti universitari specializzati come si è fatto nel periodo di Mauro Febbo», insistono i due consiglieri.

C’è poi l’enorme ritardo delle Azioni Strutturali (Misura 4) dove vi sono le sostanziali e vere risorse attese dalle tante aziende agricole. Bandi in attesa di pubblicazione già dal mese di maggio, poi posticipati a luglio e secondo indiscrezioni saranno pronte solo prima della fine dell’anno.

«E’ indispensabile fare chiarezza su chi gestirà la formazione, l'assistenza e i servizi di consulenza, che non erano state specificate sul PSR. In sostanza siamo preoccupati – sottolineano i due Consiglieri regionali – di come viene gestito il Programma di Sviluppo Rurale, che è il documento programmatico che ogni singola Regione italiana redige per utilizzare “al meglio”, le risorse finanziarie che la Comunità Europea destina all’ammodernamento delle zone rurali, per renderle maggiormente vive e competitive e per migliorare la sostenibilità ambientale e rurale».

«Non si è riusciti a interpretare quelle che sono le reali esigenze delle nostre aziende agricole», proseguono i due esponenti di Forza Italia. «In questo momento di crisi già evidente e stante la difficoltà della Direzione Agricoltura a scrivere i bandi, sarebbe stato sicuramente opportuno far predisporre delle domande di preadesione, in modo che le aziende motivate avrebbero comunque potuto procedere agli acquisti salvo poi il buon fine del finanziamento».

Commissione Europea Abruzzo Modifiche PSR