SOLIDARIETA'

Medicinali da Pescara per bimbi in campo profughi a Idomeni

Missione umanitaria in aiuto migranti. Informazioni su Facebook

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

62

Medicinali da Pescara per bimbi in campo profughi a Idomeni






PESCARA. Medicinali per le migliaia di bambini che da mesi vivono nel campo profughi di Idomeni, al confine tra Grecia e Macedonia: li hanno portati Marco Taucci e Marco Manzo, i due pescaresi ideatori di "Agire a Idomeni", missione umanitaria nata per aiutare i migranti, prevalentemente siriani, in fuga dalla guerra, costretti - attualmente in 12mila (il 40% sono bambini) - in condizioni estreme in un'area vicina a un campo di patate.
Dopo una prima missione a marzo, che grazie alla solidarietà di centinaia di abruzzesi ha consentito loro di acquistare cibo e generi di prima necessità, i due amici sono ripartiti, forti del sostegno di molti dei 1300 fan della pagina Facebook "Agire a Idomeni".

«In pochi giorni, grazie alla collaborazione di realtà tra cui l'associazione PiùAbruzzo, siamo riusciti ad aprire un ponte umanitario per garantire pasti caldi e servizi di assistenza sanitaria ai profughi accampati a Idomeni».

Tra gli abitanti del campo ci sono circa seicento donne incinte, secondo Medici senza frontiere. Molte viaggiano da sole con i figli. I mariti sono partiti prima di loro per raggiungere l’Europa, con la promessa di ricorrere ai ricongiungimenti familiari, poi sono rimasti intrappolati nelle maglie della burocrazia europea.

«Abbiamo già ordinato alcune tonnellate di riso e legumi - spiega Taucci - che acquisteremo sul posto e porteremo per la distribuzione ai volontari greci che gestiscono il campo profughi».

E infatti una volta sul posto i due abruzzesi sono passati a ritirare 50mila pasti (soprattutto riso e legumi), equivalenti a cinque giorni per gli ospiti indesiderati dall'Europa ed accampati nella tendopoli a Idomeni.

«Nel nostro primo viaggio», ricorda Taucci, «partimmo da Pescara con un furgone e un carico di due tonnellate, altre nove tonnellate di derrate alimentari le acquistammo sul posto. Nel frattempo la solidarietà è cresciuta e alla nuova missione hanno voluto contribuire in tanti, comprese le scolaresche di alcuni istituti superiori».

E proprio dalla pagina di Agire ad Idomeni Manzo e Taucci lanciano un appello per tutti coloro che vogliono partire per fare volontariato a Idomeni: «qui c'è tanto bisogno di persone volenterose, non esiste nessun modo di pianificare, c'è solo da arrivare con mezzi propri e soldi per mantenersi, si può dormire in tenda ovviamente portandosela o in hotel pagandolo di tasca propria, come fanno tutti i ragazzi che sono qui adesso».

Il campo è sorto circa un anno fa come un insediamento di transito per i profughi che provavano a raggiungere l’Europa del nord, poi negli ultimi mesi si è trasformato in un campo stanziale anche perché la Macedonia ha vietato il passaggio. Dunque tutti intrappolati ad Idomeni.