Greenpeace Olanda rivela i testi segreti del TTIP

«Confermati rischi per clima, ambiente e sicurezza dei consumatori»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

482

Greenpeace Olanda rivela i testi segreti del TTIP

ITALIA. I cittadini hanno diritto di sapere: Greenpeace Olanda pubblica oggi su www.ttip-leaks.org parte dei testi negoziali del TTIP (248 pagine) per garantire la necessaria trasparenza e promuovere un dibattito informato su un trattato che interessa quasi un miliardo di persone, nell’Unione Europea e negli USA.

È la prima volta che i cittadini europei possono confrontare le posizioni negoziali dell’UE e degli USA.

Greenpeace Olanda non offre l’accesso ai documenti originali dato che, molto probabilmente, contengono marcatori (come deliberati errori tipografici o di formattazione) inseriti per identificare l’origine dei documenti.

Dopo aver ricevuto i documenti, Greenpeace Olanda e una nota partnership tedesca di ricerche investigative (Rechercheverbund NDR, WDR und Süddeutsche Zeitung), li hanno analizzati e confrontati con documenti esistenti. Il Rechercheverbund, che consiste di vari media tedeschi, si è occupato, tra le investigazioni più note, degli Snowden leaks e del recente scandalo delle emissioni della Volkswagen.


COS’E’ IL TTIP

Il TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership – Trattato transatlantico per il commercio e gli investimenti) è potenzialmente il più grande accordo commerciale al mondo. Coprirebbe gli scambi tra l’Unione europea e gli Stati Uniti d’America, che da soli rappresentano circa la metà del PIL mondiale e quasi un terzo dei flussi commerciali globali. Il TTIP avrebbe ricadute praticamente su ogni settore economico, dall’agricoltura al tessile e dall’informatica ai servizi (l’unico settore formalmente escluso dalle negoziazioni – come richiesto dal governo francese – è l’industria cinematografica e musicale). Lo scopo del trattato è quello di eliminare ogni ostacolo agli scambi commerciali tra l’Unione europea e gli Stati Uniti, e soprattutto di proteggere gli investimenti stranieri prima di ogni altra cosa.


IL FULCRO

Il fulcro delle negoziazioni tra gli Stati Uniti e la Commissione europea – che porta avanti le trattative per conto dell’Unione europea – è la rimozione delle cosiddette “barriere” al commercio. La maggior parte delle barriere, come i dazi elevati sulle importazioni, sono già state eliminate decenni fa tramite accordi con l’Organizzazione Mondiale del Commercio. Difatti, al momento i dazi tra Unione europea e Stati Uniti sono di media inferiori al 3 per cento. Il punto focale del trattato è dunque l’armonizzazione delle normative tra i due blocchi economici e la rimozione delle cosiddette barriere “non-tariffarie”.


DOCUMENTI INCOMPLETI

I documenti sono una parte importante dei testi del negoziato: si tratta di 13 dei 17 capitoli che si ritiene siano arrivati alla fase di “testo consolidato” dei negoziati. I capitoli che si ritiene che siano arrivati alla fase di “testo consolidato”, ma che non sono in possesso di Greenpeace Olanda, sono quelli relativi a: e-commerce, servizi finanziari, norme di origine e misure protezionistiche. I capitoli che si ritiene non abbiano ancora raggiunto la fase di “testo consolidato”, anch’essi non in possesso di Greenpeace Olanda, sono quelli relativi a: energia e materie prime, protezione degli investimenti, diritti di proprietà intellettuale, questioni legali e istituzionali, sussidi, sviluppo sostenibile, prodotti tessili e abbigliamento.


LE PREOCCUPAZIONI DI GREENPEACE

Dal punto di vista della protezione dell’ambiente e dei consumatori, quattro gli aspetti «seriamente preoccupanti» secondo Greenpeace


TUTELE AMBIENTALI ACQUISITE DA TEMPO SEMBRA SIANO SPARITE

«Nessuno dei capitoli che abbiamo visto fa alcun riferimento alla regola delle Eccezioni Generali (General Exceptions). Questa regola, stabilita quasi 70 anni fa, compresa negli accordi GATT (General Agreement on Tariffs and Trade) della World Trade Organisation (WTO – in italiano anche Organizzazione Mondiale per il Commercio, OMC) permette agli stati di regolare il commercio “per proteggere la vita o la salute umana, animale o delle piante” o per “la conservazione delle risorse naturali esauribili”. L’omissione di questa regola suggerisce che entrambe le parti stiano creando un regime che antepone il profitto alla vita e alla salute umana, degli animali e delle piante»


LA PROTEZIONE DEL CLIMA SARÀ PIÙ DIFFICILE CON IL TTIP

Gli Accordi sul Clima di Parigi chiariscono un punto: dobbiamo mantenere l’aumento delle temperature sotto 1,5 gradi centigradi per evitare una crisi climatica che colpirà milioni di persone in tutto il mondo. Il commercio non dovrebbe essere escluso dalle azioni sul clima. Ma non c’è alcun riferimento alla protezione del clima nei testi ottenuti.


LA FINE DEL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE

Il principio di precauzione, inglobato nel Trattato UE, non è menzionato nei capitoli sulla “Cooperazione Regolatoria”, né in nessuno degli altri 12 capitoli ottenuti. «D’altra parte, la richiesta USA per un approccio “basato sui rischi” che si propone di gestire le sostanze pericolose piuttosto che evitarle, è evidente in vari capitoli», spiegano gli ambientalisti. «Questo approccio mina le capacità del legislatore di definire misure preventive, per esempio rispetto a sostanze controverse come le sostanze chimiche note quali interferenti endocrine».


PORTE APERTE ALL’INGERENZA DELL’INDUSTRIA E DELLE MULTINAZIONALI

«Mentre le proposte contenute nei documenti pubblicati minacciano la protezione dell’ambiente e dei consumatori, il grande business ha quello che vuole», sottolinea ancora Greenpeace. «Le grandi aziende ottengono garanzie sulla possibilità di partecipare ai processi decisionali, fin dalle prime fasi».