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Pesca vietata in area protetta tra Abruzzo e Croazia, multati 4 pescherecci

Sequestrati 53 chili di pesce

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Pesca vietata in area protetta tra Abruzzo e Croazia, multati 4 pescherecci

PESCARA. Gli uomini della Guardia Costiera di Pescara, nell'ambito dell'attivita' di vigilanza sulla pesca, tra le giornate di martedi' e mercoledi' scorso hanno intercettato quattro pescherecci, due appartenenti alla marineria di Ortona, uno a quella di Pescara e uno a quella di Corigliano Calabro, ma in attivita' a Pescara, tutti e quattro sorpresi in attivita' di pesca con reti a strascico all'interno della Fossa di Pomo. L'intercettazione, avvenuta grazie all'impiego delle apparecchiature di bordo installate sui mezzi aerei e delle apparecchiature in uso alla sala operativa della Capitaneria di porto per il monitoraggio delle traffico navale, ha comportato per i quattro pescherecci, una volta rientrati nei rispettivi porti, il sequestro delle attrezzature e del pescato (circa 53 chili in totale) e l'elevazione di quattro verbali amministrativi per un totale di 16mila euro.

Il fatto e' particolarmente significativo proprio per l'area di mare in cui e' avvenuta l'infrazione.

Il mare Adriatico e' un bacino semichiuso dalla profondita' modesta, ma di fronte alla citta' di Pescara, al confine tra le acque internazionali e le acque croate, si trova una depressione, dove i fondali raggiungono profondita' ragguardevoli, oltre i 200 metri in media, per arrivare in alcuni punti a 1.200 metri.

La depressione si estende inoltre per un'area ampia ben 2.100 chilometri quadrati, 1.400 dei quali in acque croate denominata Fossa di Pomo, il cui confine e' segnato dall'isolotto Jabuka.

L'estensione, la profondita' e la particolare conformazione dei fondali della Fossa di Pomo attraggono molte specie ittiche che qui trovano l'ambiente ideale per la riproduzione, rendendo cosi' la fossa un'area di importanza fondamentale per la conservazione della biodiversita' della fauna sottomarina adriatica.

Ma insieme ai pesci, da anni la fossa attrae anche molti pescherecci, in particolare italiani e croati, certi di poter contare su ricche battute di pesca.

Per questo motivo nel 1998, quando parte della Fossa di Pomo e' stata dichiarata Zona di Tutela Biologica, vi e' stata vietata la pesca a strascico.

Tuttavia, la mancanza di regolamenti attuativi e la difficolta' di applicare il divieto anche alla flotta peschereccia croata hanno reso vana la norma, permettendo la continuazione di attivita' illegali di pesca a strascico.

A occuparsi del problema e' tornato il ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, che con un decreto del luglio scorso ha imposto il divieto di pesca a strascico nella Fossa di Pomo per il periodo di un anno, a partire dal 26 luglio 2015, demandando al Corpo delle Capitanerie di porto - Guardia Costiera il compito di vigilare.

Per questo motivo i militari della Guardia Costiera di Pescara hanno intensificato i controlli, sia in mare che in cielo con l'impiego sinergico delle motovedette e dei velivoli, dotati di apparati di bordo in grado di intercettare i pescherecci che violano il divieto.

Tale attivita', solo dall'inizio dell'anno ha portato all'elevazione di 25 sanzioni amministrative nei confronti di quei pescherecci intenti a praticare la pesca a strascico all'interno della Fossa o responsabili di aver oscurato gli apparecchi di localizzazione prima di entrare nella fossa.