INFERNO E PARADISO

Panama papers. Miliardi in paradisi fiscali, «c’è anche Jarno Trulli»

'Panama Papers', in milioni documenti Putin, Xi, Poroshenko

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Panama pepers. Miliardi in paradisi fiscali, «c’è anche Jarno Trulli»

ROMA. Una gigantesca massa di denaro dirottata da studi legali internazionali e banche verso paradisi fiscali per conto di criminali, leader politici e funzionari d'intelligence.

Lo denunciano milioni di documenti fatti trapelare sui media internazionali, già battezzati Panama Papers. Fra i beneficiari di questi schemi ci sarebbero persone indicate come vicine al presidente russo Vladimir Putin, familiari del leader cinese Xi Jinping, del presidente ucraino Poroshenko, del re saudita, dei premier di Islanda e Pakistan.

Le rivelazioni sono contenute in milioni di documenti (denominati Panama Papers) fatti trapelare da uno studio legale non molto noto, Mossack Fonseca, ma con sedi a Miami, Hong Kong, Zurigo e 35 altre localita'. Documenti passati al giornale tedesco Suddeutsche Zeitung e da questo condivisi poi con un pool di reporter investigativi di vari media internazionali fra cui i britannici Guardian e Bbc. Per l'Italia l'esclusiva è de L'Espresso.

Tra gli italiani spiccano Luca di Montezemolo, l'imprenditore Giuseppe Donaldo Nicosia, latitante, coinvolto in un'inchiesta per truffa con Marcello dell'Utri, e anche il pilota abruzzese Jarno Trulli oltre a Ubi e Unicredit.

Trulli da quanto emerso fino a questo momento compare come «azionista» della Baker Street sa, una società che Mossack Fonseca avrebbe collaborato a registrare non a Panama, ma nelle Seychelles.

Circa un migliaio di clienti - si legge nell'articolo che compare sul sito de l'Espresso - provenienti dal nostro Paese sono citati, a vario titolo, nei documenti che il settimanale ha consultato. Imprenditori, professionisti, volti noti dello spettacolo, ma anche moltissimi personaggi sconosciuti alle cronache sono approdati a Panama per mettere al sicuro il patrimonio di famiglia. Nei prossimi giorni, una volta completate le nostre verifiche, daremo conto di questi affari offshore».

I documenti analizzati da l'Espresso «confermano che lo studio Mossack Fonseca ha curato anche gli interessi del presidente di Alitalia. Nei primi mesi del 2007 sono stati siglati una serie di contratti che, tra l'altro, indicano Montezemolo come procuratore di Lenville. Il manager, a quell'epoca al vertice di Ferrari e presidente di Fiat, avrebbe ricevuto la delega per operare su un conto alla Bim Suisse, filiale elvetica dell'italiana Banca Intermobiliare. Raggiunto da l'Espresso, Montezemolo non ha risposto alle richieste di chiarimenti».

«Mossack Fonseca non risulta essere un consulente fiscale della capogruppo» è stata invece la replica del portavoce di Unicredit mentre Ubi Banca dice «Non abbiamo società controllate in quelle località» di Panama e Seychelles.



PUTIN

Il Guardian si concentra in apertura della sua edizione online solo su Putin, che viene ritenuto coinvolto indirettamente attraverso la figura di Sergei Roldugin: un musicista, indicati fra i migliori amici del presidente russo e padrino di una delle sue figlie, che sarebbe il terminale almeno nominale di uno spostamento di due miliardi di dollari partiti da Bank Rossya, un istituto di credito guidato da Yuri Kovalciuk, che gli Usa sostengono essere una sorta di banchiere del Cremlino, indirizzati verso Cipro e il paradiso off-shore delle Isole Vergini Britanniche. Sospetti che peraltro il Cremlino respinge come una montatura, assicurando che la Mosca ha i mezzi per difendere in sede legale la reputazione di Putin.


GHEDDAFI E PLATINI

E nella lunga lista di nomi coinvolti nello scandalo dei paradisi off-shore ci sono anche parenti e persone vicine al presidente siriano Bashar Al Assad, ma anche il defunto Muammar Gheddafi e l'ex presidente egiziano Hosni Mubarak. Lo riporta la Bbc. L'elenco continua ad allungarsi di ora in ora e spazia dalla politica, allo spettacolo, allo sport. Tra gli altri ci sono i nomi del presidente dell'Argentina Mauricio Macri, di parenti del presidente dell'Azerbaigian Ilham Aliyev.

Compare anche il nome di Michel Platini, ex fuoriclasse della Juventus e dirigente attualmente sospeso dell'Uefa. Secondo Le Monde, Platini fece aprire una società offshore circa un anno dopo la sua elezione ai vertici del calcio europeo e chiese agli avvocati della Mossack Fonseca di amministrare la Balney Enterprises Corp., nata a Panama il 27 dicembre 2007. Il quotidiano francese non ha avuto risposta alle domande poste a Platini sulle finalità di questa società, ma attraverso un suo portavoce ha fatto sapere che «i suoi affari sono assolutamente legali».

Nei documenti figurano anche il calciatore Lionel Messi e l'attore cinese Jackie Chan. Accanto, nell'immensa lista dei Panama Papers, anche i re del Marocco Mohamed VI, e quello dell'Arabia Saudita Salman, che furono aiutati da Mossack Fonseca - lo studio legale che risulta all'origine della diffusione di questi documenti - nell'acquisizione di yacht di lusso. C'è anche il nome del padre dell'attuale primo ministro britannico, David Cameron, morto nel 2010. Citati anche dirigenti sportivi sudamericani gia' comparsi nello scandalo Fifa, come l'ex vicepresidente del calcio mondiale Eugenio Figueredo e suo figlio Hugo, nonche' l'uruguaiano Juan Pedro Damiani, del comitato etico della stessa Fifa. Il nome di Messi viene collegato ad una societa' con sede a Panama denominata Mega Star Enterprises Inc. e creata nel 2012 - apparentemente per sottrarre capitali al fisco - da Mossack Fonseca.



«SEMPRE OPERATO LEGALMENTE»
Mossack Fonseca replica alle rivelazioni apparse sui media internazionali sul ruolo dello studio nella gestione di finanze offshore per leader e vip mondiali, affermando di aver sempre rispettato i protocolli internazionali per essere certi che le società da esso messe in piedi non fossero usate per evasione fiscale, riciclaggio, finanziamento del terrorismo o altre attività illecite. Citato dalla Bbc, lo studio legale esprime rincrescimento per eventuali abusi fatti utilizzando i suoi servizi e aggiunge: «Per 40 anni Mossack Fonseca ha operato in maniera irreprensibile nel nostro paese e in altre giurisdizioni dove siamo attivi. La nostra società non è mai stata accusata o incriminata per legami con attività criminali. Se notiamo attività sospette o condotte poco chiare, siamo rapidi nel denunciarle alle autorità. Nello stesso modo, quando le autorità ci mostrano prove di possibili illeciti, noi cooperiamo pienamente». Lo studio ricorda poi che le società offshore sono comuni in tutto il mondo, ed usate per molti fini legittimi.


I NUMERI

11,5 milioni (2,6 terabyte) - i documenti segreti analizzati dai giornalisti per oltre un anno.

307 - i giornalisti di tutto il mondo che si sono occupati dell'inchiesta riuniti nell'International Consortium of Investigative Journalists.

76 - i Paesi dai quali provengono i reporter.

140 - tra politici, personaggi famosi, imprenditori e sportivi o persone a loro vicine citate nei documenti segreti.

12 - i leader politici tra re, presidenti e primi ministri coinvolti dallo scandalo

33 - tra persone e società citate nell'inchiesta sono inserite nella 'lista nera' degli Stati Uniti per legami con il terrorismo.

214.000 - le società offshore che compaiono nei file, legate a oltre 200 paesi diversi.

38 anni - dal 1977 al 2015, gli anni ai quali fanno riferimento i documenti.

14.000 - i clienti dello studio legale di Panama Mossack Fonseca, al centro dello scandalo, che ha uffici in 42 paesi in tutto il mondo e 600 impiegati.

TRULLI:«VIVO ALL’ESTERO PERCHE’ LE TASSE IN ITALIA SONO ALTE»

Trulli sentito telefonicamente a SkyTg24 ha detto che è vero la società è intestata a lui, come pure una società immobiliare in Italia ma che è «tutto regolare» ricordando anche le indagini subite tempo fa dalla guardia di finanza su una ipotesi di evasione fiscale.

Jarno Trulli ha poi ricordato che ha ormai residenza all'estero da 18 anni dove è nata anche la sua ultima figlia. La conduttrice gli ha poi chiesto perchè tenere residenza all'estero e lui ha risposto: «in Italia le tasse sono alte».