BANCHE ROTTE

Scandalo Euribor, mandato d'arresto per 5 banchieri

Gb da' la caccia a ex trader di Deutsche Bank e Societe Generale

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 Scandalo Euribor, mandato d'arresto per 5 banchieri

LONDRA.  Dopo le multe miliardarie ad alcune fra le più grandi banche del mondo, sono ora i singoli trader a dover rispondere dello scandalo Euribor. Gli inquirenti britannici del Serious Fraud Office (SFO) hanno ottenuto un mandato di arresto europeo per cinque manager sospettati di aver manipolato il tasso interbancario di offerta in euro fra il 2005 e il 2009.

Secondo il Financial Times online, quattro dei ricercati sono in Germania e sono ex funzionari Deutsche Bank (Andreas Hauschild, Joerg Vogt, Ardalan Gharagozlou e Kai-Uwe Kappauf), mentre il quinto e' un francese, Stephane Esper, che lavorava per Societe Generale. L'inchiesta penale dell'Sfo era stata avviata dopo che Deutsche Bank, Barclays e Societe Generale avevano ammesso nel 2013 il loro coinvolgimento nella vicenda.

L'istituto tedesco e quello transalpino avevano pagato multe per 690 milioni di sterline in sede europea, e due anni dopo Deutsche altri 2,5 miliardi di dollari alle autorità americane e britanniche.

Quanto al gigante britannico Barclays, avendo dato piena collaborazione all'inchiesta Ue, si era vista concedere la clemenza di Bruxelles: venendo cosi' 'graziata' dal versamento di una penale da 690 milioni di euro. Ma aveva comunque dovuto sborsare 453 milioni di dollari a Usa e Gran Bretagna.

I mandati resi noti oggi sono stati emessi dopo che i cinque accusati non si erano presentati di fronte al tribunale inglese che intende contestare loro il reato di truffa. Il legale di Stephane Esper ha affermato che il suo assistito vuole rispondere alla giustizia in Francia e non in un altro Paese.

Altri sei banchieri coinvolti nel caso, due di Deutsche e quattro di Barclays, tutti residenti in Gran Bretagna, sono da parte loro già stati incriminati: e il processo che li riguarda inizierà fra qualche mese in riva al Tamigi. In un'inchiesta relativa a un scandalo analogo parallelo, gli stessi inquirenti britannici avevano incriminato nei mesi scorsi una decina di persone nel quadro del caso Libor, relativo alla manipolazione del tasso interbancario di Londra.

Vicenda per la quale lo scorso agosto il 35enne inglese Tom Hayes, ex trader di Ubs e Citigroup, e' stato il primo a subire una condanna. La Southwark Crown Court della capitale britannica gli ha inflitto una pena severissima, 14 anni di carcere, per attivita' fraudolente compiute nel periodo 2006-2010 in associazione con altri dipendenti di una decina di istituti, fra cui Ubs, Rbs, ancora Deutsche Bank e JP Morgan Chase. Diversi fra i suoi presunti complici, tuttavia, sono stati successivamente assolti in un secondo filone processuale.