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Zika: Oms a favore dell'aborto; in Italia già decimo caso

Messico, misure in vista del viaggio del Papa

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Zika: Oms a favore dell'aborto; in Italia già decimo caso

ROMA. «Le donne che vogliono mettere fine a una gravidanza per paura della microcefalia dovrebbero avere accesso a servizi sicuri per abortire. Dovrebbero consultare uno specialista per avere informazioni accurate su come accedere a servizi di interruzione della gravidanza sicuri».

 Lo scrive l'Oms in un 'decalogo' rivolto alle donne sul virus Zika. La posizione dell'Oms arriva dopo quello dell'Onu, sulla stessa linea, della scorsa settimana.

 Il tema resta alto nella vicenda che vede al centro dell'attenzione la continua preoccupazione per le donne in gravidanza. La posizione da parte della Chiesta resta ferma. La Conferenza episcopale brasiliana (Cnbb) e' infatti contraria ad ogni ipotesi di ammettere l'aborto, attualmente illegale nel Paese sudamericano, anche nei casi di microcefalia fetale provocata dal virus Zika: «Così si favorisce l'eugenetica, ovvero la pratica di selezionare persone perfette», ha detto il segretario generale della Cnbb, don Leonardo Steiner, al quotidiano 'Estado de S.Paulo'.

«La microcefalia è presente in Brasile da anni. Ci si sta approfittando del momento per introdurre di nuovo il tema dell'aborto», ha aggiunto il religioso. Si estende il contagio da virus Zika, con la lista dei paesi colpiti che continua ad allungarsi giorno dopo giorno. Dopo l'annuncio del primo caso in Cina, in Italia si e' arrivati a 10 casi in tutto.

L'ultimo e' un riminese di 30 anni, rientrato da una vacanza a Santo Domingo. Nuova segnalazione pure in Australia dove - dopo alcuni casi già registrati negli Stati Uniti, uno in Catalogna ed un altro sempre in Australia - una donna incinta al rientro da un viaggio all'estero è risultata positiva a Zika. Ed è allerta in vista del viaggio di Papa Francesco in Messico: le autorità del Chiapas e del Michoacan hanno infatti attivato una serie di misure sanitarie contro il virus in vista della visita papale in programma nei prossimi giorni nei due stati messicani. Sia a San Cristóbal de las Casas sia a Tuxtla Gutiérrez è stato preparato un «blindaggio epidemiologico», sottolinea la stampa del Chiapas, ricordando che il piano contro il virus prevede tra l'altro misure di monitoraggio ambientale, fumigazioni e controlli sanitari in diverse aree delle due città. Misure simili sono state attivate anche a Michoacan.

Al programma anti-zika prendono parte tra l'altro 120 medici, 145 infermieri, 60 tecnici sanitari e 45 psicologi. Ma a preoccupare le autorità sanitarie mondiali è soprattutto la velocità del propagarsi di Zika, mentre nei laboratori internazionali continua la corsa per la messa a punto di un vaccino, che non sarebbe però imminente.

 Un'ulteriore conferma della pericolosità delle complicanze del virus arriva poi da uno studio appena pubblicato sulla rivista JAMA Ophthalmology: anche gravi patologie della vista (come anomalie retiniche e del nervo ottico) potrebbero essere incluse tra le presunte complicanze dell'infezione in gravidanza.