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Twitter non sfonda, non regge confronto con Facebook e crolla in Borsa

Titolo arriva a perdere il 7%. Via 4 vicepresidenti e capo Vine

Redazione Pdn

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Twitter non sfonda, non regge confronto con Facebook e crolla in Borsa

 

NEW YORK.  Rivoluzione ai vertici di Twitter, che pero' continua a crollare in Borsa, con uno scivolone del 7% durante le contrattazioni di Wall Street.

Il numero uno Jack Dorsey ha annunciato l'uscita "volontaria" di un nutrito gruppo di top manager, tra cui quattro vicepresidenti. Con un comunicato che ha posto fine alle indiscrezioni dei giorni scorsi, li ha tutti ringraziati, augurando loro un meritato periodo di riposo. Un augurio che in realta' suona come un ben servito.

La decisione era attesa da tempo, da quando Dorsey nell'ottobre 2015 e' subentrato al suo predecessore Dick Costolo. E rappresenterebbe solo il primo passo di una ristrutturazione ben piu' profonda di Twitter. Non solo dei quadri dirigenti, ma anche della stessa natura del social media dei 140 caratteri. La missione di Dorsey e' quella di rilanciare la sua creatura, sempre piu' in crisi di fronte alla concorrenza di molti altri social media.

La platea degli utenti - a differenza di quanto accade per Facebook - stenta infatti a crescere. L'obiettivo e' quindi quello di rinnovare l'ambiente e il prodotto, sviluppando piani in grado di riconquistare la fiducia degli investitori. I manager in uscita sono tutti di primissimo piano: il responsabile sviluppo e progettazione Alex Roetter, il capo della sezione prodotti Kevin Weil, quello della gestione delle risorse umane Brian Schipper e la responsabile di rapporto coi media Katie Stanton.

Via anche Jason Toff, reponsabile di Vine, il servizio di condivisione dei video acquistato a suo tempo da Twitter. Il Wall Street Journal scrive che nel board del gruppo entreranno a breve due nuovi membri, tra cui una personalita' di spicco dell'industria dei media. Un primo passo per arrivare a un ricambio totale del board, condizione che Dorsey aveva posto per tornare a fare il Ceo.

A rischio, dunque, anche il posto di Evan Williams, l'altro co-fondatore di Twitter che possiede gran parte delle azioni del gruppo. Intanto vanno avanti i progetti per rendere Twitter - come ha piu' volte detto Dorsey - piu' facile da usare. Come quando il pulsante della stella e' stato sostituito da un nuovo pulsante 'like' a forma di cuore.

 E si continua a studiare la possibilita' di sforare nei messaggi qui 140 caratteri che finora sono stati il marchio di fabbrica di Twitter. Si pensa di portare il limite addirittura a 10 mila caratteri, la lunghezza di 71 tweet.

 Ma per ora le novita' introdotte e quelle annunciate non hanno prodotto grandi scossoni in Borsa, dove Twitter dall'arrivo di Dorsey ha perso il 37%, attestandosi sui 17,84 dollari ad azione, dopo aver toccato anche i 16,69 dollari.