SALUTE

Il virus Zika arriva in Europa, 4 casi in Italia e 3 in Gb

Italiani rientrati dal Brasile nel 2015, ora stanno bene

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Il virus Zika arriva in Europa, 4 casi in Italia e 3 in Gb

ROMA. Dopo aver colpito 22 Paesi dell'America Latina, facendo scattare l'allarme rosso per i rischi alla salute pubblica, il virus Zika, associato alla comparsa di gravi patologie nei neonati, ha raggiunto anche l'Italia: 4 casi di contagio sono stati segnalati nel nostro Paese, tutti in uomini che rientravano dal Brasile.

''I casi sono relativi alla Primavera del 2015 ed ora - ha spiegato il direttore scientifico dell'Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani di Roma, Giuseppe Ippolito - i pazienti stanno bene. Tre di loro sono stati trattati allo Spallanzani ed uno a Firenze''. Ma pur trattandosi di un virus meno letale del temutissimo Ebola, la preoccupazione delle autorità sanitarie mondiali per il diffondersi di Zika aumenta: i primi tre casi di contagio sono stati infatti registrati anche in Gran Bretagna e due casi sarebbero stati segnalati in Spagna, mentre almeno due casi (di cui uno è un bimbo nato con microcefalia) sono stati rilevati negli Stati Uniti. Gli epidemiologi tranquillizzano, sottolineando che questo virus, trasmesso attraverso le zanzare del genere Aedes, non è naturalmente presente in Europa e non vi sono evidenze di trasmissione da uomo a uomo. Il motivo per cui Zika sta però allarmando le autorità sanitarie, dai Centri statunitensi per la prevenzione e controllo delle malattie Cdc all'Organizzazione mondiale della sanità, è che sembra colpire in maniera grave i feti nel grembo di donne infettate: gli esperti indicano infatti un possibile legame del virus con la comparsa di gravi patologie nei neonati, come la microcefalia fetale che, caratterizzata da uno sviluppo minore del cranio, può determinare seri ritardi cognitivi e problemi alla vista e all'udito. In Brasile sono 3.893, ad oggi, i casi sospetti di microcefalia causata da Zika, mentre in Colombia esiste finora solo un caso confermato. Tanto è bastato per spingere il governo brasiliano a misure drastiche, sconsigliando alle donne di rimanere incinte almeno fino al prossimo luglio.

 Analoghe avvertenze sono state diffuse anche dalle autorità colombiane e del Salvador, dove il governo ha sconsigliando fortemente le gravidanze per tutto il biennio 2016-2017. Ad oggi, sono 22 i paesi dell'America Latina dove il virus è presente e nei quali il Cdc ha sconsigliato viaggi alle donne in gravidanza. Una minaccia, quella rappresentata da Zika, che non va dunque sottovalutata, come ammonisce anche la rivista scientifica Lancet, secondo cui il virus - scoperto per la prima volta nella foresta di Zika in Uganda nel 1947 - potrebbe diventare una emergenza sanitaria globale nel 2016. Anche perchè, al possibile legame del virus alle malformazioni fetali, si è aggiunta la possibilità, secondo ricercatori brasiliani, che l'infezione virale possa causare negli adulti la Sindrome di Guillaume-Barrè, in cui il sistema immunitario attacca i neuroni causando paralisi temporanee. Al momento, non esiste una cura per l'infezione da virus Zika. Per questo il governo brasiliano si sta impegnando nella ricerca per la messa a punto di un vaccino, mentre Oms e Organizzazione panamericana per la salute hanno emesso una nota di allerta epidemiologica internazionale affinchè vengano prese misure urgenti di diagnosi e monitoraggio dei casi.

 

Si ipotizza che l'infezione inizi dalle cellule dendritiche vicine al sito di inoculo, seguito da uno gruppo di linfonodi limitrofi e quindi attraverso il flusso sanguigno. In genere, i flavivirus si replicano nel citoplasma, ma l'antigene del virus Zika è stato trovato in nuclei della cellula infetta.

La malattia provocata da questo virus è asintomatica nel 25% dei casi, oppure determina una sintomatologia lieve, come nella Dengue, con cui può essere confusa. In tal caso, i sintomi possono essere febbre lieve, eruzioni cutanee (esantema), congiuntivite e dolore alla testa. L'infezione virale da virus Zika è in genere mite, con sintomi che durano solo pochi giorni. Non esiste una cura per la malattia. Il trattamento si concentra su come alleviare i sintomi.

La prevenzione e il controllo si basano sulla riduzione dello sviluppo di zanzare del genere Aedes e riducendo al minimo il contatto tra le zanzare vettori e le persone, per mezzo di barriere (come repellenti, zanzariere), riducendo i ristagni d'acqua che sostengono lo sviluppo delle larve di zanzara e riducendo, con disinfestazioni, lo sviluppo di popolazioni di zanzara adulta nelle comunità a rischio.

Non esiste nessun trattamento antivirale specifico per la malattia da virus Zika. Il trattamento è generalmente favorevole e include il riposo, fluidi, e l'uso di analgesici e antipiretici. A causa di simile distribuzione geografica, i pazienti con sospetta infezione da virus Zika anche dovrebbero essere valutati e gestiti come fossero affetti da una possibile infezione da virus dengue o da chikungunya. L'aspirina e altri farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS) per tanto dovrebbero essere evitati, almeno fin tanto che la dengue viene esclusa come causa dei sintomi, ciò per ridurre il rischio di emorragia.