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«La Russia finanzia i partiti anti-Ue», Usa indagano

Washington non specifica quali. Telegraph evoca anche Lega Nord

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«La Russia finanzia i partiti anti-Ue», Usa indagano

ROMA. Per decenni l'Unione sovietica ha foraggiato i partiti comunisti in Europa. Ora la Russia di Vladimir Putin starebbe finanziando in segreto partiti euroscettici dell'Ue, come - sostiene il Telegraph - la Lega in Italia, il Front National in Francia e Jobbik in Ungheria. Lo sospetta il Congresso degli Stati Uniti - scrive in esclusiva il domenicale del quotidiano britannico - che ha incaricato il responsabile dell'intelligence nazionale, James Clapper, di avviare un'ampia indagine sui fondi segreti versati dalla Russia ai partiti europei in questi ultimi dieci anni.

A Washington si temono rigurgiti da guerra fredda, con la volontà di Mosca di indebolire la Nato, di arginare i programmi missilistici europei e di porre un termine alle sanzioni internazionali dopo l'annessione della Crimea. Nei documenti riservati consultati da The Telegraph si parla di operazioni russe in Francia, in Olanda, in Ungheria oltreché in Austria e Repubblica Ceca, considerati una sorta di porta di ingresso dell'area di libera circolazione europea di Schengen. Scrive il quotidiano: «Fonti ufficiali hanno rifiutato di dire quali potrebbero essere i partiti nel mirino, ma generalmente si pensa che probabilmente includano gruppi di estrema destra tra cui Jobbik in Ungheria, Alba Dorata in Grecia, la Lega Nord in Italia e il Front National in Francia, che ricevette un prestito di 9 milioni di euro da una banca russa nel 2014».

 Ci sarebbero anche diversi legami con l'Austria: come il finanziamento della visita di un deputato di Vienna in Crimea favorevole all'annessione e il caso di spie russe con documenti austriaci. Il domenicale parla anche del caso del referendum in calendario in Olanda ad aprile per tentare di bloccare l'accordo di associazione con l'Ucraina, ora che il sito satirico che ha raccolto le firme, Geenstijl, ha ampiamente superato il quorum di 300mila.

La consultazione non è vincolante, ma in caso di successo obbliga il governo a esaminare eventuali modifiche. Secondo The Telegraph, i fautori del no all'accordo fanno ragionamenti molto simili alla propaganda russa. Le fonti del quotidiano parlano anche del caso britannico, con la prospettiva del referendum sulla Brexit e l'elezione di Jeremy Corbyn come leader dei laburisti in quanto «potenziali opportunità per indebolire l'Europa».

 Se confermato, attraverso questo ultimo caso ci avviciniamo alla propaganda sovietica degli anni Ottanta, quella avviata contro i Pershing e i Cruise prospettati come risposta agli euromissili Ss-20 e decisamente avversati dai pacifisti occidentali.

«Il pacifismo è ad ovest, gli euromissili sono ad est. Penso il rapporto sia squilibrato», disse nel 1983 il presidente francese François Mitterrand, riassumendo brillantemente la situazione.