SALVATAGGIO E TRADIMENTO

Salva banche, si cerca la strada (legale) per gli indennizzi: insidie e incertezze

Si lavora a decreti, no risarcimenti ma alleviare perdite

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“Salva banche” chi ha deciso? Scontro Bankitalia-Ue. Per clienti beffati speranze al lumicino

L'Ue vigila

 

ROMA. Prove di dialogo fra i vertici delle quattro nuove banche e i risparmiatori colpiti dall'azzeramento delle subordinate mentre si lavora ai decreti che dovranno definire i parametri per accedere agli indennizzi senza configurarli come risarcimenti del danno ma piuttosto come un meccanismo concesso per alleviare le perdite.

E si avvia verso la fase finale la riforma delle Bcc dopo lo stallo dei mesi scorsi. A tendere la mano verso i risparmiatori è il presidente delle quattro nuove banche, Roberto Nicastro, che ha deciso di allargare l'incontro previsto per la sola Banca Etruria a tutti e quattro gli istituti coinvolti spostandolo così da Arezzo a Roma e fissandolo a venerdì.

Ci saranno quindi anche gli altri amministratori e la consigliera indipendente Maria Pierdicchi in modo da affrontare in maniera più ampia la vicenda.

Nicastro ha lanciato già nei giorni scorsi segnali verso gli obbligazionisti chiedendo che dei proventi derivanti dalle azioni di responsabilità avviate dai nuovi vertici verso gli ex amministratori possano beneficiare anche loro.

Di certo le nuove banche vogliono evitare una fuga dei clienti (dei 12mila obbligazionisti oltre 10mila erano correntisti delle 4) e abbassare i toni dopo le manifestazioni di queste settimane davanti alle sedi degli istituti di credito.

In gioco, si sottolinea, c'è il futuro dei lavoratori e anche i territori stessi perché senza la vendita ai privati, prevista per primavera, difficilmente queste banche possono resistere da sole. Certo i tempi per gli indennizzi non sono velocissimi malgrado il meccanismo messo in piedi dal governo con il decreto di novembre preveda, più che la costituzione di un arbitrato sull'intera materia, un esame limitato al tema delle quattro banche affidato appunto all'Anac.

Lo stesso numero uno dell'anticorruzione Raffaele Cantone in un'intervista al Messaggero ricorda che servono due decreti: uno che fissa i presupposti per accedere agli indennizzi, l'altro che stabilisca la procedura e individui il coinvolgimento della camera arbitrale. Per questo, secondo alcuni, non potranno arrivare nei prossimi giorni ma servirà più tempo.

Secondo fonti giuridiche i criteri saranno delineati in modo da non configurarli come un risarcimento di danno e l'arbitrato sarà una sorta di 'corsia preferenziale' rispetto a un parallelo eventuale procedimento civile. Il giudice, se dovesse essere in corso l'arbitrato, potrebbe infatti rimandare il procedimento al termine del percorso della camera dell'Anac. Ovviamente al netto di eventuali situazioni di rilevanza penale come truffe o firme false sui documenti.

Non si creeranno quindi precedenti giuridici sia perchè l'ordinamento italiano non li contempla sia perchè appunto l'autorità valuterà 'caso per caso'. Per non incorrere nel veto Ue sul ristorno quindi si tratterà piuttosto di alleviare le perdite di chi ha investito buona parte del proprio patrimonio nelle obbligazioni con meccanismi graduali a seconda del volume del risparmio.

Ma il settore bancario, piccolo e grande, sarà sotto i riflettori anche nel 2016. La riforma delle Bcc, dopo lo stallo dei mesi scorsi dovuto ai conflitti interni al mondo della cooperazione sul nuovo assetto, dovrebbe arrivare alla fase finale. Il decreto dovrebbe arrivare in uno dei primi cdm del mese, forse già venerdì ma sul ruolo dell'Iccrea come holding unica c'è ancora contrapposizione anche se una soluzione potrebbe essere appunto fissare le linee generali nel decreto per definire poi i dettagli nella normativa secondaria. Sulle grandi poi la presa della Bce non si arresterà.

Ci saranno i nuovi stress test dopo quelli per il 2014 finiti con una strigliata per le italiane e la vigilanza nelle sue 5 priorità per l'anno già avvisa: la principale sarà "il rischio di modello imprenditoriale e di redditività". Un aspetto ancora debole per le nostre banche che solo ora stanno rivedendo dei margini dopo la lunga crisi.