IL MONDO TREMA

La Corea del Nord fa test con bomba H e per Razzi va bene così

In un annuncio si spiega che è per «difendersi dagli Stati Uniti»

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La Corea del Nord fa test con bomba H e per Razzi va bene così

Antonio Razzi

ABRUZZO. La Corea del Nord ha annunciato di aver effettuato «con successo» un nuovo test nucleare con una bomba all'idrogeno alle 10 ora locale, le 2.30 del mattino in Italia. Il test sarebbe stato effettuato a Punggye-ri, nell'est del paese nota per essere l'area per gli esperimenti nucleari di Pyongyang.

La notizia è stata comunicata da un'annunciatrice della tv statale, seguita su un megaschermo da una folla di nordcoreani nel piazzale della stazione della capitale.

Poco prima le autorità sudcoreane e il Servizio geologico americano avevano rilevato un sisma di magnitudo 5.1 a 49 km a nord di Kilju, vicino Punggye-ri.

«Abbiamo effettuato con successo un test nucleare per difenderci dagli Stati Uniti», si legge nel comunicato ufficiale.

«Se gli Usa non violeranno la sovranità della Corea del Nord non useremo l'arma nucleare», è scritto ancora. Se confermato sarebbe il quarto test nucleare effettuato da Pyongyang, il primo con una bomba all'idrogeno. Secondo 007 sudcoreani potrebbe però trattarsi di una bomba atomica, quindi meno potente. Gli esperti sostengono che ci vorranno «giorni o settimane» per stabilire la veridicità del test, tuttavia la reazione dei paesi più vicini alla Corea del Nord dalla Cina al Giappone è stata immediata.

 Da molti mesi il senatore Antonio Razzi ha stretto relazioni di «amicizia» proprio con la Corea del Nord.

«Penso che qualsiasi nazione che debba difendere i propri cittadini può affidarsi a certe 'soluzioni'», ha detto il senatore abruzzese di Forza Italia che vanta ottime relazioni con la Corea del Nord, giustifica il test nucleare compiuto da Pyongyang.

l'Italia , è la sua opinione, non dovrebbe scegliere la linea della contrapposizione con il regime del paese asiatico.

«Credo che in questi casi – ha detto all’Ansa- la via migliore sia quella del dialogo. In tal senso noi italiani siamo i migliori e possiamo insegnare molto al mondo intero. Insomma, non facciamo come i bambini a scuola perché con un piccolo sforzo si possono evitare bombe e minacce».

 Razzi mostra anche dei dubbi sul fatto che il terremoto registrato subito dopo l'esplosione della bomba all'idrogeno sia stato effettivamente determinato dall'esperimento: «Bisogna fare attenzione. I terremoti capitano ovunque nel mondo e con tutte le esplosioni che ci sono ogni giorno, chi può dire con certezza di chi sia la responsabilità? E poi, in questo caso non so se sia vero quel che si dice, cioè che il sisma sia stato provocato dal test nordcoreano».

 Razzi, che è stato l'ultima volta in visita in Corea del Nord un anno e mezzo fa insieme al leader leghista Matteo Salvini e a una delegazione di imprenditori, parlerà del test nucleare nell'incontro che ha in programma lunedì 11 gennaio con l'ambasciatore nordcoreano a Roma.

Poi, ad aprile, sarà di nuovo a Pyongyang, città nella quale è ormai di casa. Questa volta si tratterà di un'iniziativa culturale: «Porterò dall'Abruzzo l'unico concerto occidentale nella capitale, in occasione della settimana della musica, un concerto di musica sinfonica con musicisti di Lanciano, diretti dal maestro Alessandro Trapasso».

«A me, ribadisco, piace il dialogo e credo che il dialogo piaccia anche ai coreani del nord, per questo - conclude - è ora di riallacciare i rapporti con loro e di togliere l'embargo, cosa che va fatta pure con la Russia».

 LA SFIDA AL MONDO

La mossa della Corea del Nord  ha spiazzato la Cina, l'alleato storico, e che ha trovato l'immediata e durissima condanna di Usa, Corea del Sud, Giappone (e Russia), con tanto di convocazione d'urgenza del Consiglio di sicurezza dell'Onu.

Il segretario generale Ban Ki-moon ha chiesto «l'immediata sospensione di ogni attività» capace di «destabilizzare in profondità la regione» su cui, al contrario, il riavvio di un faticoso dialogo tra Nord e Sud aveva fatto sperare in meglio sul futuro della penisola.

«Un inizio d'anno ad alta intensità», ha commentato con l'Ansa un'autorevole fonte vicina alle questioni di Pyongyang e che, «più che la richiesta di colloquio diretto con Washington e la richiesta di aiuti, mette Pechino in una posizione ormai insostenibile verso il riottoso vicino, nel mezzo delle nuove difficoltà economiche sul fronte domestico».

Condanne unanimi anche da Gran Bretagna, Francia e Italia, con il ministero degli Esteri, Paolo Gentiloni che ha parlato di «grave violazione del diritto internazionale».

 Intanto il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha convocato un vertice straordinario per «un esame immediato della situazione» e la successiva condanna senza appello del test. Mentre il capo dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per il Trattato sul bando dei test nucleari, Lassina Zerbo, ha chiarito che, se confermata, la prova di forza del Nord «sarebbe una violazione e una grave minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale».

 Di sicuro, l'avvio di un nuovo ciclo di negoziati ad altissima tensione.

 4 TEST NUCLEARI E 20 ANNI DI SANZIONI ONU

Il quarto test nucleare effettuato dalla Corea del Nord oggi potrebbe tradursi in un inasprimento delle sanzioni già imposte dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e dall'Unione europea contro Pyongyang. Negli anni, infatti, i programmi nucleari e missilistici della Corea del Nord hanno dato vita a sanzioni a più riprese, sia da parte dell'Onu e della Ue, sia da parte dei singoli paesi. ONU - Per quanto riguarda il Consiglio di Sicurezza Onu, l'organismo ha imposto e ampliato sanzioni in quattro riprese, seguite rispettivamente al test missilistico del luglio 2006, ai test nucleari dell'ottobre 2006 e del maggio 2009 e al lancio di un razzo il 12 dicembre 2012.

Le sanzioni del Consiglio di sicurezza vengono applicate da tutti i Paesi membri e includono: L'embargo sulla vendita, la fornitura e il trasferimento di armi e materiale bellico alla Corea del Nord, oltre al divieto di ottenere questo tipo di materiale dalla Corea del Nord. Il divieto sull'import e l'export di numerosi prodotti e tecnologie contenute in un elenco dettagliato dell'Onu. Il divieto all'export di beni di lusso. Il congelamento di fondi e risorse della Corea del Nord. Il divieto d'ingresso nel territorio di persone nominate in un elenco Onu.

  BOMBA H, FINO MILLE VOLTE PIÙ POTENTE DI HIROSHIMA

Da 100 a mille volte più potente delle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki e molto più compatte e "trasportabili". Sono le bombe a fusione termonucleare, più comunemente conosciute come bombe all'idrogeno o 'bombe H' che sono di fatto standard oggi negli arsenali delle potenze nucleari mondiali. In questo ristretto club potrebbe oggi essere entrata anche la Corea del Nord, anche se tra gli esperti sussistono dubbi per la potenza relativamente contenuta dell'esplosione, stimata in 6 chilotoni, equivalente a 6.000 tonnellate di tritolo.

«La bomba termonucleare - spiega Vanni Antoni, direttore dell'Istituto Gas Ionizzati del Cnr - è un'arma che usa l'energia dirompente che scaturisce da una 'fissione' nucleare, usata nelle 'normali' bombe atomiche, che innesca una 'fusione' nucleare che a sua volta rilascia una enorme quantità di energia in modo esplosivo».

 In pratica nella 'Bomba H' viene usata come innesco una bomba atomica con uranio 235 o plutonio 239, che porta alla fusione termonucleare di isotopi dell' idrogeno, come il trizio e il deuterio. Le energie prodotte da fissione e fusione si sommano dando vita a una potentissima esplosione nucleare, che viene misurata in megatoni, cioè in milioni di tonnellate equivalenti di tritolo.

L'intero processo dura nell'ordine di poche centinaia di nanosecondi. L'esplosione termonucleare produce un'onda di calore che può arrivare a milioni di gradi centigradi nel punto 'zero', seguita da un'onda d'urto che può raggiungere diversi chilometri e oltre all'emissione di radiazioni, produce anche una potente onda elettromagnetica. Il concetto di arma termonucleare è stato sviluppato per la prima volta dagli scienziati americani Edward Teller e Stanislaw Ulam, che nel 1951 hanno messo a punto i primi ordigni.