TASSE OCCULTE

L’illegalità e l’evasione costano 27 miliardi alle imprese

Confcommercio: « 263mila posti lavoro a rischio. Più paura del crimine»

Redazione Pdn

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L’illegalità e l’evasione costano 27 miliardi alle imprese

ROMA.  Una 'tassa' che toglie a commercio, alberghi e pubblici esercizi 27,1 miliardi di euro l'anno, pari al 7,1% dell'intero fatturato del settore. E che mette a rischio 263mila posti di lavoro regolari. Questo il costo dell'illegalità secondo stime dell'ufficio studi di Confcommercio. Sempre più pesante poi il rischio criminalità: un'impresa su tre dichiara un peggioramento generale dei propri livelli di sicurezza rispetto all'anno scorso, a quanto rileva un'indagine realizzata sempre da Confcommercio, insieme a Gfk Eurisko, su un campione di 6.782 intervistati. "I fenomeni di illegalità - ha scritto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in un messaggio inviato all'associazione - inquinano non solo l'economia, ma anche la qualità stessa della democrazia, con un prezzo altissimo per tutti noi. E' una lotta che va condotta dall'intera società". E l'abusivismo commerciale a causare la maggior perdita di fatturato (8 miliardi di euro); segue la criminalità, con ferimenti, assicurazioni, spese difensive (5,7 miliardi), l'abusivismo nel turismo (5,2 miliardi), il taccheggio (4,9) e la contraffazione (3,3). Quanto alla percezione della criminalità, il peggioramento è più accentuato al Sud (38%) e per categorie particolari come benzinai ed ambulanti (40%). Risultano in crescita - sempre rispetto all'analoga indagine dello scorso anno - i furti (per il 57% delle imprese), nonché crimini come l'abusivismo, la contraffazione e le rapine (in aumento per circa il 50% degli imprenditori. Più contenuta, ma significativa (tra il 15% ed il 25%), è anche la crescita dei comportamenti criminali tipicamente collegabili alla criminalità organizzata come usura, tangenti negli appalti ed estorsioni. Un imprenditore su dieci ha ricevuto minacce o intimidazioni con finalità estorsiva (+2%). Cala invece la quota di chi cede alla richiesta estorsiva (22% contro il 27% del 2014). "Legalità e sicurezza - ha sottolineato il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli - sono prerequisiti di una democrazia moderna e, se mancano, non ci può essere nè libertà nè crescita".

 Sangalli ha quindi invitato gli imprenditori "a denunciare le estorsioni, a sottrarsi alla morsa della criminalità, ma nello stesso tempo chiediamo al Governo tolleranza zero contro ogni forma di criminalità, controlli serrati e pene certe per colmare il deficit di legalità esistente". Alla presentazione del rapporto c'erano anche i ministri dell'Interno e della Giustizia, Angelino Alfano e Andrea Orlando. Il primo ha rivendicato i risultati dell'azione del Governo contro l'abusivismo commerciale (+187% articoli contraffatti sequestrati) e l'usura ((reato in calo del 20%). Il Guardasigilli, da parte sua, ha esortato ad "aggredire le grandi reti transnazionali che gestiscono la filiera della contraffazione e per questo bisogna costituire un'apposita Procura europea".