BARBARIE

Attacco a Parigi, il terrore diventa europeo: innalzati livelli di sicurezza in Italia

Comitato al Viminale con il premier Renzi: «reagire a barbarie»

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Attacco a Parigi, il terrore diventa europeo: innalzati livelli di sicurezza in Italia

Lo stadio invaso dagli spettatori

ROMA. La conta dei morti risulta ancora difficoltosa ma ad ora si attesta sulle 140 vittime e sale la tensione in Europa dopo gli attacchi terroristici a Parigi.

E’ allerta su tutto il territorio nazionale, con particolare attenzione su Roma e Milano, misure di sicurezza innalzate ai massimi livelli, contatti costanti con le autorità francesi e i servizi d'intelligence alleati per condividere le informazioni sull'attacco: gli attentati di Parigi hanno fatto scattare immediatamente anche in Italia i piani di sicurezza previsti in caso di allarme rosso.

«L'antiterrorismo - ha detto il ministro dell'Interno Angelino Alfano - è in costante contatto con i colleghi francesi per seguire con estrema attenzione ciò che accade in Francia, anche allo scopo di disporre ulteriori interventi preventivi».

 Il presidente del Consiglio Matteo Renzi sta seguendo la situazione a palazzo Chigi. «L'Italia - dice il premier - piange le vittime di Parigi e si unisce al dolore dei fratelli francesi. L'Europa colpita al cuore saprà reagire alla barbarie».

 Sullo stesso tenore le parole del Capo dello stato Sergio Mattarella: «L'orrore che sta sconvolgendo la capitale francese e tutto il paese lascia esterrefatti e sgomenti».

All Viminale, alle 9.30, Alfano ha convocato il Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica che sarà presieduto dal premier Renzi: la riunione, alla quale parteciperanno i vertici delle forze di polizia e dei servizi di sicurezza, servirà a fare una prima analisi di quanto accaduto a Parigi e a predisporre le misure necessarie per cercare di ridurre al minimo i rischi per il nostro paese. In attesa di capire qualcosa di più sulla matrice degli attentati parigini, ma anche sulla dinamica e sul numero dei terroristi entrati in azione, sulla loro provenienza e sui loro movimenti - un lavoro che l'intelligence sta già facendo per cercare di fornire un quadro quanto più chiaro possibile nella riunione di domani - sono intanto state disposte le prime misure.

D'intesa con il ministro Alfano, il capo della Polizia Alessandro Pansa ha invitato tutti le autorità di pubblica sicurezza sul territorio ad innalzare la vigilanza e i controlli su tutti gli obiettivi sensibili, con particolare riferimento a quelli francesi e con una attenzione specifica su Roma e Milano. Vigilanza massima, dunque, su porti, aeroporti e stazioni, sedi diplomatiche, luoghi di culto, monumenti e musei, centri commerciali e luoghi di aggregazione, scuole e università di diversi paesi.

 Misure che accompagnano quelle già disposte, dopo l'aggressione a Milano di un cittadino ebreo, con una circolare inviata in mattinata a prefetti e questori che invitava a rafforzare le misure di sicurezza su tutti quei luoghi e quegli obiettivi riconducibili ad Israele e alla religione ebraica: sinagoghe ma anche scuole ebraiche, sedi diplomatiche e di compagnie aeree, quartieri frequentati per la maggior parte da cittadini di religione ebraica, interessi commerciali, aziende.

E' molto probabile, comunque, che già domani verranno disposte nuovi interventi, con una stretta ulteriore alle misure già rigide e, soprattutto, un impulso più forte alla prevenzione e al monitoraggio di tutti quegli ambienti più a rischio. Non è escluso che possano inoltre scattare una serie di perquisizioni, anche se non nell'immediato, e che il governo possa decidere di seguire la strada indicata da Hollande e disporre una stretta sulle frontiere. Quel che è certo, dicono gli analisti e tutti gli addetti ai lavori, è che fino ad oggi non ci sono segnali specifici di progetti di attentati nel nostro paese. Ma questo non significa essere al sicuro perché, ripetono, «non è possibile eliminare del tutto il rischio di attentati»: i 'lupi solitari' o le 'cellule isolate', come hanno ribadito solo due giorni fa gli 007 al Copasir, possono entrare in azione in ogni momento dopo aver seguito un processo di radicalizzazione senza aver avuto alcun collegamento con organizzazioni terroristiche.