ARCHITETTURA

Expo: per architetti il padiglione più bello è quello del Regno Unito

Lo spazio di Wolfgang Buttress premiato da architetti In/Arch

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Expo: per architetti il padiglione più bello è quello del Regno Unito

MILANO.  E' il padiglione della Gran Bretagna la più bella struttura di Expo Milano 2015, secondo il 'Premio internazionale per le architetture di Expo Milano 2015' promosso da IN/ARCH, ANCE, Consiglio nazionale degli architetti, Federcostruzioni e Oice.

La premiazione oggi alla Triennale di Milano, alla presenza, fra gli altri, del presidente della Triennale, Claudio De Albertis. 'Coltivato in Gran Bretagna, ma condiviso globalmente' è il tema del padiglione britannico, ideato dall'artista Wolfgang Buttress e dallo Studio BDP, e costruito dallo Studio Stage One di Londra. Quella che hanno voluto realizzare è una "oasi delle api", con tanto di 'alveare'. Al centro dei 1.910 metri quadri dello spazio (organizzato in cinque aree: 'Frutteto', 'Prato', 'Terrazza', 'Alveare' e 'Programma architettonico') campeggia una delle strutture più amate dai visitatori di Expo, un cubo di 14 metri per lato, poggiato su colonne alte 3 metri, che riproduce, attraverso 170mila pezzi unici in alluminio a forma di esagono un enorme alveare.

Una struttura aperta, dove i visitatori possono entrare e ascoltare i suoni della natura, per realizzare in un luogo all'insegna di scienza e tecnologia, una connessione con la natura.

«Voglio che i visitatori di Expo vivano l'emozione di essere immersi in un alveare - aveva spiegato Buttress lo scorso aprile, in occasione della conferenza stampa di presentazione tenutasi al Politecnico di Milano -. Il padiglione dovrà essere un'esperienza, un luogo che pulsa di vita, come un alveare. Le api sono state per me un'ispirazione: grazie all'impollinazione sono responsabili della metà del nostro cibo, ma sono continuamente minacciate dai pesticidi. Non sono una società propriamente democratica, ma lavorano per il bene comune in modo efficiente».

 Così è stato, almeno secondo la giuria del premio. Il padiglione «è un accorato inno alla salvaguardia della natura - si legge nelle motivazioni -. In esso tecnologia ingegneristica e costruttiva, design, arte e architettura si incontrano in un dialogo poetico, sottile, ma capace di farci ancora sognare in un mondo migliore».

 Il padiglione risponde «alle attese di un'architettura comunicativa, leggera, innovativa, senza tralasciare dettagli costruttivi e interdisciplinarietà delle competenze coinvolte, ed è tra quelli che meglio hanno interpretato il tema di Expo».