EUROPA

Trattori “stretti”, l’Europa proroga l’utilizzo ancora per un po’

Potrebbero cambiare le norme e mettere in crisi il comparto italiano da 2mld di euro

Redazione Pdn

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TRATTORE VIGNETO

ROMA.  Poteva essere l'ultima vendemmia con i trattori "stretti", quelli di dimensioni compatte e specificatamente progettati per lavorare nei frutteti e tra le vigne. E invece l'Europarlamento, che in Commissione Ambiente ha dato un primo ok alle nuove regole per ridurre gli inquinanti prodotti da diversi macchinari, ha anche approvato due emendamenti che riconoscono la specificità delle macchine agricole per vigneti e frutteti.

«Aprendo così la via - sottolinea con soddisfazione Federaunacoma, la Federazione dei costruttori macchine per l'agricoltura - alla definizione di una tempistica ad hoc nell'attuazione del Regolamento sulle emissioni dei motori, più compatibile con i tempi di riprogettazione delle macchine industriali».

 Il comparto dei trattori "stretti" italiano genera un fatturato annuo prossimo ai 2 miliardi di euro, impiegando circa 10.000 addetti sui 100.000 complessivi del settore della meccanica agricola. Ogni anno in Europa vengono commercializzati 20.000 "trattori stretti", nell'ambito di un mercato che conta 140.000 trattori immatricolati l'anno.

Per il settore primario italiano, le nuove regole - che saranno definite entro l'anno dopo negoziati fra l'Europarlamento, il Consiglio e la Commissione europea - si applicano in particolare a macchinari a vita lunga e richiedono o l'onere del rinnovo dei trattori o un difficile collocamento nei cofani di voluminosi dispositivi per il trattamento dei gas di scarico.

Il primo emendamento approvato, e sostenuto dalla relatrice incaricata Elisabetta Gardini (Fi), riconosce la difficoltà oggettiva di questa pratica, mentre il secondo emendamento approvato dispone che i trattori "stretti" sul mercato siano riprogettati ex-novo solo all'entrata in vigore del nuovo Regolamento. Tre mesi ancora, dunque, restano all'industria made in Italy per convincere il legislatore europeo sulle esigenze sia tecniche che industriali delle costruttrici per evitare il rischio di un danno per questo comparto della meccanica.

Del resto, anche secondo le imprese cooperative agricole Copa-Cogeca, l'applicazione ai trattori per vigneto e frutteto della normativa sulle emissioni è «illogica e molto penalizzante»: i trattori specializzati, spiegano, devono mantenere le attuali caratteristiche di manovrabilità in vigne ad alta densità, un metodo storico di produzione che preserva qualità del vino e paesaggio agricolo.

«Bene dunque il pressing Ue a installare motori più green ma senza mandare un comparto italiano fuori mercato» concludono i costruttori.