LA SENTENZA

Giovane aquilano morto a Birmingham, ergastolo all'assassino

Il giovane non potra' chiedere la liberta' vigilata prima di 6 anni

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Giovane aquilano morto a Birmingham, ergastolo all'assassino

L'AQUILA. Alberto Casiroli, il cuoco italiano che, lo scorso novembre, a Birmingham (Inghilterra) uccise con 16 coltellate il suo coinquilino, Francesco Leccese, di 21 anni, dell'Aquila, e' stato condannato stamane all'ergastolo.
Lo rivela il quotidiano londinese "Birmingham Mail". Nella sentenza di condanna riportata dal quotidiano britannico, si afferma che Casiroli di 20 anni originario di Lissone (Monza), "malato di schizofrenia paranoide, sia subito trasferito in un ospedale di massima sicurezza e, una volta terminato il trattamento a cui sara' sottoposto, condotto in prigione".
Sempre il magistrato ha stabilito che l'assassino non potra' chiedere di godere della liberta' vigilata prima di sei anni. Il giovane croupier dell'Aquila, si era trasferito in Inghilterra l'estate scorsa per lavorare come croupier in un casino', a China Town a Birmingham. Secondo la ricostruzione fatta dalla polizia Leccese e' stato aggredito una prima volta in camera da letto e una seconda sulle scale, mentre tentava di fuggire dal suo agguzzino con il quale condivideva l'appartamento. Durante la sua arringa, il procuratore ha parlato di "un omicidio immotivato e violento di un ragazzo innocente che aveva tutta la vita davanti a se'".
Il 16 novembre dello scorso anno, due giorni prima dell'uccisione, l'imputato, che ha lavorato in un ristorante di West Bromwich , si era lamentato con i suoi coinquilini di avere "strani pensieri" e ha sostenuto che la sua vita fosse in pericolo e che era nel mirino dalla mafia.
Frasi deliranti ripetute anche il giorno seguente, prima di chiudersi nella sua stanza. L’accusato, in evidente confusione mentale, venne subito individuato da Scotland Yard, ma non è mai stato in grado di esprimere un movente credibile su quanto avvenuto all’interno di quella casa