AMBIENTE

Metanodotto e centrale Snam: i “Comitati cittadini per l’ambiente” al Parlamento Europeo

Presentata piattaforma web con mappatura dei conflitti ambientali

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Metanodotto e centrale Snam: i “Comitati cittadini per l’ambiente” al Parlamento Europeo

ABRUZZO. Una delegazione dei “Comitati cittadini per l’ambiente” ha partecipato, martedì scorso, ad un incontro tenutosi a Bruxelles in occasione della presentazione al Parlamento Europeo dell’Atlante Italiano dei Conflitti Ambientali.
L’evento è stato organizzato dal Cdca (Centro di documentazione dei Conflitti Ambientali) e dall’associazione “A Sud” in collaborazione con l’eurodeputata Eleonora Forenza (l’altra Europa con Tsipras). L’Atlante dei conflitti ambientali è la prima piattaforma web italiana geo-referenziata di consultazione gratuita, costruita insieme ai dipartimenti universitari, ricercatori, giornalisti, attivisti e comitati territoriali, che raccoglie le schede descrittive delle più emblematiche vertenze ambientali italiane (dalla Terra dei Fuochi alla Val di Susa, dalle zone di sfruttamento petrolifero alle mega infrastrutture etc), finalizzata ad essere non solo archivio in continua crescita, ma prezioso manuale anche per le istituzioni pubbliche preposte alla salvaguardia dell’ambiente e della salute pubblica. (atlanteitaliano.cdca.it; -www.cdca.it; - www.ejatlas.org).
Per l’Abruzzo nella cartina sono segnalate come emrgenze la ricostruzione post sisma aquilana, l’elettrodotto Villanova-Gissi, Ombrina Mare e il porto turistico di San Vito chietino.

All’incontro di Bruxelles hanno partecipato alcuni membri della Commissione Ambiente del Parlamento Europeo e numerosi rappresentanti di comitati provenienti da diverse regioni del centro-Sud Italia: Lazio, Abruzzo, Molise, Puglia, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia.
Per l’Abruzzo erano presenti il Comitato NO TRIV, che ha lanciato un appello per la manifestazione prevista per il 23 maggio a Lanciano contro la petrolizzazione in Abruzzo e i Comitati cittadini per l’ambiente di Sulmona che hanno fatto il punto sul metanodotto e sulla centrale SNAM, evidenziando le analogie con le altre vertenze rappresentate a Bruxelles.
Nel suo intervento, la rappresentante dei comitati cittadini -coordinamento interregionale No Tubo Abruzzo, Marche ed Umbria, che ha curato la scheda dell’Atlante relativa al metanodotto Rete Adriatica e alla centrale di compressione Snam, ha sottolineato in particolare come «mal si concilia l’accostamento dell’Abruzzo, la regione più verde d’Europa con oltre un terzo della sua superficie coperta da parchi e riserve con la volontà politica, in connubio con le lobby, di trasformarla in distretto minerario; come mal si concilia il progetto A.P.E. con il megagasdotto Rete Adriatica sui territori dall’alta qualità ambientale e a più elevato rischio sismico, richiamando l’attenzione dell’Europa sull’applicazione del principio di precauzione per l’esposizione a rischi anche gravi per la salute e l’incolumità della popolazione dei territori attraversati dalla infrastruttura Rete Adriatica, anche alla luce della recente esplosione del gasdotto Snam a Mutignano di Pineto».

La rappresentante dei comitati ha fatto presente ai membri dell’Envi, la Commissione europea per l’ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare, che nel dicembre del 2010 è stato presentato il ricorso alla Commissione Europea sulla elusione, da parte della Snam, delle Direttive Europee con una petizione di raccolta firme di 2.165 cittadini, oltre a Comuni, Comunità montane, comitati e associazioni, tra le quali il Gruppo d’Intervento Giuridico che ha presentato il ricorso, predisponendone anche il testo.

«PETIZIONE? STRUMENTO PIU’ EFFICACE»
I membri dell’Envi hanno dichiarato che quello della petizione è lo strumento più lungo, ma più efficace per bloccarne l’archiviazione con la possibilità di aggiornarla su nuovi elementi.
«Dal confronto», spiegano i comitati, «è emerso come la questione ambientale sia anche “questione meridionale” poiché i territori aggrediti generalmente sono anche quelli economicamente più poveri ai quali si sottraggono diritti di varia natura, per sostituirli con modelli di sviluppo non più sostenibili dal punto di vista ambientale e sociale, determinandone la distruzione e lo spopolamento».
Tra le diverse iniziative concordate, oltre a quella di rafforzare la rete tra le realtà territoriali, di diffusione della conoscenza dell’atlante, l’europarlamentare Eleonora Forenza ha proposto, con l’assenso anche dell’europarlamentare del M5S e membro dell’Envi, Eleonora Evi, una carovana itinerante dei parlamentari europei sui luoghi dei conflitti ambientali.