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Pescatori fermati in Gambia, l’udienza slitta e l’abruzzese resta bloccato in Africa

Interrogazione del deputato Melilla: «cosa sta facendo il ministero?»

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Pescatori fermati in Gambia, l’udienza slitta e l’abruzzese resta bloccato in Africa

GAMBIA. Cosa sta facendo il ministro per gli Affari Esteri per risolvere l’emergenza del pilota abruzzese arrestato, rilasciato ma ancora bloccato in Gambia?
A chiederlo è il deputato di Sel, Gianni Melilla che sul caso ha inoltrato una interrogazione parlamentare.
Dopo la liberazione di 13 giorni fa si sperava in una rapida soluzione del caso, invece i tempi si allungano e i pescatori italiani sono ancora bloccati, sebbene liberi. Così l’incubo, cominciato il 2 marzo scorso continua: un mese fa il pescherecccio italiano della Italfish di Martinsicuro (Teramo) è stato sequestrato in Gambia per presunte violazioni delle normative di pesca: la rete utilizzata, infatti, secondo la polizia locale non era a norma e le maglie avevano una misura superiore al consentito di 2 millimetri.
Sono stati arrestati il capitano della imbarcazione Sandro de Simone, abruzzese di Silvi, e il capitano di macchina Massimo Liberati, marchigiano di San Benedetto del Tronto.

Il rilascio è stato possibile in seguito alle garanzie finanziare da parte dell'armatore in merito all'ammenda comminata dal giudice di Banjul.
E’ slittata al 22 aprile prossimo l’udienza programmata per mercoledì scorso relativa al ritorno in patria del capitano Sandro De Simone. Non si conoscono le cause che hanno portato le autorità locali e la società armatrice Italfish a fissare un nuovo incontro per mercoledì 22 aprile.
Ci saranno oltre tre settimane per la negoziazione fra le parti. Tuttavia, sulla vicenda vi sono dei punti poco chiari sul presunto riscatto di cui si parla da tempo. Pare che le autorità locali avrebbero paventato “garanzie immobiliari” per sbloccare la trattativa.
Secondo i familiari il comandante è stato trattato in maniera inaccettabile e incivile.
Sono sempre attivi sul posto le diplomazie, tra cui il Console del Senegal (con territorialità anche in Gambia) e altri rappresentanti diplomatici africani.
Intanto, Sandro De Simone resta a disposizione delle autorità di Banjul; durante la giornata gli è concesso di stare anche sull’imbarcazione, requisita al porto della capitale del Gambia.
I familiari e le comunità marittime abruzzesi sono preoccupate e hanno chiesto un urgente intervento delle Autorità Italiane e della Farnesina e dell'Agricoltura e Pesca in particolare per accelerare il ritorno in Italia del Comandante.
Adesso arriva anche l’interrogazione di Melilla che probabilmente potrebbe chiarire le ultime mosse del Governo Renzi.