L'ALTRA SPONDA

Macroregione: premier Edi Rama a Pescara: «è tempo di fare qualcosa di concreto»

Per due giorni il politico albanese in Abruzzo

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Macroregione: premier Edi Rama a Pescara: «è tempo di fare qualcosa di concreto»




PESCARA. Con la cerimonia di accoglienza al Comune di Pescara ha preso il via oggi la due giorni in Abruzzo del primo ministro della Repubblica d'Albania, Edi Rama, invitato dal presidente della Giunta regionale, Luciano D'Alfonso, nell'ambito del programma della Macroregione Adriatico-Ionica.
«Sono molto contento di essere qui e di ritornare a Pescara dopo diverso tempo - ha detto il premier albanese, a margine della visita a Palazzo di Città- Con il presidente della Regione, il sindaco ed altri vogliamo vedere come possiamo mandare avanti un discorso di cooperazione e di scambi già avviato in precedenza».
Per quanto riguarda la Macroregione Adriatica, il premier albanese ha detto che «la forza di Pescara non è solo quella di essere centrale geograficamente, ma anche quella di avere una squadra che lavora su un bel progetto e una chiara leadership del presidente della Regione che è molto preso da questo progetto e molto convinto delle sue idee nel portarlo avanti e realizzarlo. E' un progetto di cui si parla da tanto tempo ma è ora di fare qualcosa di concreto».
Relativamente ai rapporti commerciali tra l'Abruzzo e l'Albania, Edi Rama ha auspicato che «continui questo bel momento di apertura e anche di interesse verso l'Albania, perchè oggi in Albania c'è una realtà che è quella che gli imprenditori sognano di avere in Italia ma che purtroppo non hanno. In Albania c'è innanzitutto un bassissimo costo del lavoro e una bassissima pressione fiscale pari a solo un 15 per cento sul profitto. C'è poca burocrazia e una manodopera assai disponibile con un fattore umano importante, nel senso che tutti parlano italiano e non hanno nessun problema ad adattarsi alle esigenze di un imprenditore o di una azienda italiana» .
I settori di interesse sono quelle del manifatturiero, dell'agricoltura, dell'energia, del turismo e della digitalizzazione.

«I PROBLEMI DELL’AREA BALCANICA SONO ALLE SPALLE»
«Siamo in una situazione molto buona», ha continuato, «e anche direi particolare nel senso che la storia complicata dei Balcani l'abbiamo lasciata alle spalle almeno per il momento».
E sempre sulle grandi scelte strategiche e politiche da effettuare con i Paesi dell'area, quali la Croazia, l'Italia, la Serbia, il Montenegro, Bosnia-Erzegovina e ovviamente Albania, il primo ministro albanese ha spiegato il senso del suo pensiero quando dice 'almeno per il momento': «Dico per il momento perché c'é una pace inaspettata nel senso che negli anni non si é mai immaginato di arrivare a questo punto. É ora una pace anche da nutrire e da rafforzare perché ci sono delle vulnerabilità che sono legate al fatto che oggi la Regione balcanica ha bisogno di far parte di una strategia chiara dell'Europa».
Ad accogliere il premier Rama all'aeroporto d'Abruzzo di Pescara, il vicepresidente della Giunta Regionale, Giovanni Lolli, il presidente del Consiglio Regionale Giuseppe Di Pangrazio, il sindaco di Pescara Marco Alessandrini e il presidente della Provincia Antonio Di Marco.
Nel corso della sua visita il premier albanese incontrerà i vertici istituzionali e anche i maggiori imprenditori abruzzesi. Domani pomeriggio convegno alla presenza del vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Giovanni Legnini.

«Questa è un'occasione di confronto importante», ha detto invece il presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, «con un Paese, come l'Albania, da sempre legato all'Abruzzo da intensi rapporti non solo commerciali, ma anche culturali e di amicizia».
«L'Albania - ha sottolineato Di Pangrazio - sta portando avanti le procedure d'ingresso nell'Unione Europea, iniziate nel 2009 e che lo scorso anno hanno portato alla concessione dello status di 'Paese candidato'. Inoltre ha un ruolo centrale anche nel progetto della Macroregione Adriatico-Ionica. Per queste ragioni il rapporto privilegiato che la lega all'Abruzzo diventa strategico sia per la nostra regione, sia per l'Albania stessa, per consolidare e rafforzare i legami tra le due sponde dell'Adriatico».