EPIDEMIA

Ebola. Accuse all’Oms per il ritardo sull’annuncio: polemiche su responsabilità

Timori per le conseguenze sull'economia dei Paesi colpiti

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Ebola. Accuse all’Oms per il ritardo sull’annuncio: polemiche su responsabilità




ROMA.  L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) avrebbe rinviato di due mesi l'annuncio dell'epidemia di Ebola in Africa occidentale, temendo di danneggiare le economie di quei Paesi.
A dimostrarlo una serie di documenti ed e-mail interne ottenute dall'Associated Press.
La notizia ha subito acceso le polemiche, e l'Oms ha replicato sottolineando che «non bisogna confondere la risposta operativa, che risale a quando sono stati segnalati i casi di Ebola, e la dichiarazione di un'Emergenza di salute pubblica di rilevanza internazionale, che ha dovuto invece seguire i suoi criteri». L'Oms afferma inoltre di non sapere su quali elementi si basino le affermazioni dell'AP, «poiché non hanno fornito i documenti».
 L'Organizzazione mondiale della sanità, ha affermato l'addetta stampa Margaret Harris in una risposta scritta all'ANSA, «ha allestito una forte risposta operativa un anno fa, quando ci è stato notificato che l'epidemia era Ebola».

 L'elemento necessario prima di poter «dichiarare una emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale - ha quindi spiegato la responsabile Oms - è il fatto che altri paesi, che non registrano un continuo movimento transfrontaliero, siano a rischio. Tale rischio non lo abbiamo osservato fino a quando una persona contagiata ha portato la malattia in Nigeria e si è diffusa presso 19 persone, sette delle quali sono morte. Questo risale al 20 luglio».
 L'Oms ha allora immediatamente riunito un comitato di emergenza che ha valutato la situazione e dichiarato un'emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale l'8 agosto. Secondo i documenti dell'AP, i funzionari Oms sarebbero stati invece informati della situazione e avrebbero ipotizzato di dichiarare l'emergenza sanitaria già a giugno, ma i top manager scoraggiarono l'idea dicendo che si potevano danneggiare le economie dei Paesi coinvolti.
L'Oms, da parte sua, riconosce di essere stata «poco tempestiva» ma dà la colpa alle caratteristiche sorprendenti dell'esplosione di Ebola. Dichiarare un'emergenza era «un'ultima spiaggia» disse la dottoressa Sylvie Briand, direttrice del dipartimento malattie pandemiche ed epidemiche Oms, in una mail del 5 giugno 2014 ai colleghi che ventilarono l'idea dell'annuncio immediato. 

Cinque giorni dopo la mail della dottoressa Briand, la direttrice generale dell'Oms Margaret Chan ricevette una relazione che avvisava di episodi di Ebola prossimi a manifestarsi in Mali, Costa d'Avorio e Guinea Bissau. Ma si continuò a dire che dichiarare un'emergenza internazionale o anche creare un comitato per discutere la situazione «poteva essere visto come un atto ostile».
 In realtà, l'Oms «aveva nei mesi scorsi implicitamente già ammesso ritardi e criticità nella gestione dell'epidemia di Ebola nei paesi dell'Africa occidentale, tanto che aveva anche proceduto ad una riorganizzazione interna», ha sottolineato Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell'Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani di Roma.
«Se tale notizia dovesse essere confermata, sarebbe molto grave, ma sono incredulo rispetto al fatto che l'Oms abbia potuto ritardare l'annuncio dell'epidemia di Ebola per timori economici», ha invece commentato Fabrizio Pulvirenti, il medico italiano di Emergency infettato dal virus Ebola in Sierra Leone e poi guarito.