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Gambia: liberato anche il pescatore abruzzese

Scarcerato capitano peschereccio Idra Q

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Gambia: liberato anche il pescatore abruzzese

Sandro De Simone

MARTINSICURO.  È stato scarcerato Sandro De Simone, capitano del peschereccio Idra Q, finito in carcere in Gambia il 2 marzo scorso. Lo rende noto l'armatore. La liberazione dopo quella del direttore di macchina. I due erano stati fermati per una rete da pesca ritenuta irregolare.

La liberazione di De Simone era nell’aria ormai da qualche ora. Lunedì scorso c'era stata una prima svolta con la liberazione di Massimo Liberati, direttore di macchina del peschereccio Idra Q, arrestato in Gambia il 2 marzo scorso insieme al collega abruzzese.
Dopo una sommaria udienza in tribunale, i due italiani sono stati incarcerati. L'unico che è riuscito a incontrarli è stato il console onorario in Gambia, giovedì  5 marzo. «Non sono in buone condizioni, né fisiche, né mentali», aveva denunciato all'uscita dal carcere. Sono stati giorni lunghi e difficili in cui i parenti hanno anche temuto per la vita dei due marittimi.
Dopo la scarcerazione del sambenedettese si pensava che il rilascio di De Simone sarebbe arrivata nel giro di poche ore invece è trascorsa un’altra settimana.
Le autorità del Gambia avevano stabilito che il Comandante De Simone, in quanto responsabile dell'imbarcazione, restasse in carcere fino all'avvenuto pagamento dell'ammenda.
Il peschereccio d'altura della Italfish, azienda ittica di Martinsicuro, era stato sequestrato perchè secondo le autorità locali aveva a bordo una rete non regolamentare (di 2 millimetri oltre la misura consentita), che peraltro non era in quel momento utilizzata.
Il comandante De Simone una quindicina di anni fa era stato sequestrato dai pirati in Somalia e liberato dopo 30 giorni di prigionia.
«Rimase sequestrato per un mese, all’epoca, in attesa che dall’Italia la sua compagnia pagasse il riscatto per liberarlo. Ma almeno i pirati somali – ha raccontato la donna – gli facevano telefonare a casa due volte alla settimana e alla fine nacque quasi una fratellanza tra di loro, mangiavano insieme, a bordo, il pesce pescato. Questa volta, invece, è buio fitto». Poi la liberazione di oggi e la famiglia tira un sospiro di sollievo.

«La società armatrice - dicono alla Italfish - ha negoziato direttamente con le autorità del Gambia, riuscendo a ottenere la scarcerazione dietro garanzia e cauzione da parte della stessa Italfish».
In questi istanti Sandro De Simone è in viaggio verso l'hotel con i responsabili della società. Le accuse restano in piedi. L'altro italiano arrestato, Massimo Liberati, di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), era stato scarcerato il 9 marzo, sempre dietro adeguate garanzie.

LE REAZIONI

 I famigliari di Sandro De Simone attendono di parlare con lui. Appresa la notizia del rilascio, infatti, nessuno dei parenti è ancora riuscito a sentirlo.
«Non vedo l'ora di parlare con mio marito», ha detto la moglie di De Simone, Gianna, al sindaco di Silvi, Francesco Comignani.
«Ci hanno comunicato la notizia del rilascio, ma non ci abbiamo ancora parlato», afferma Cesare, il fratello del capitano del peschereccio Idra Q.
«Sono felice e ora lo aspettiamo in città, sperando che possa tornare quanto prima - dice il sindaco - alla moglie di Sandro ho detto di stare tranquilla, perché il primo e più importante passo è stato fatto».
«I famigliari sono tutti in attesa - dice il consigliere comunale Michele Cassone (Silvi Bellissima) - e da quanto sappiamo dovrebbero mettersi in contatto con Sandro in serata. Ci auguriamo di poterlo riabbracciare presto in città».
 Il motopeschereccio Idra Q. era stato posto sotto sequestro dalle locali autorità, a febbraio, per la presunta violazione delle dimensioni delle maglie di una rete da pesca, 68 mm anziché 70.
Dopo dieci giorni in stato di fermo, il capitano e il direttore di macchina, lo scorso 2 marzo, erano finiti nel penitenziario di 'Mile Two' a Banjul, la capitale del Gambia, al termine di quella che l'armatore ha definito «udienza sommaria».
 Il 7 marzo scorso l'appello della moglie e dell'armatore al Governo italiano: «Temiamo per la sua vita», avevano detto. Oggi la scarcerazione.

«PER FORTUNA SONO VIVO»
«Per fortuna sono vivo e rivedo la luce dopo 15 giorni»: a riferire le prime parole pronunciate da Sandro De Simone dopo la scarcerazione è la Italfish. Dalla società armatrice fanno sapere che il capitano del peschereccio è «estremamente provato» e che domani si valuterà la possibilità di sottoporlo a visita medica.

Alla scarcerazione del comandante si è arrivati dopo trattative estenuanti. In ogni caso, per i due marittimi italiani le accuse al momento non decadono.

«Ci sarà da fissare una nuova udienza - dicono alla Italfish - e bisogna anche capire cosa fare con la nave, che è sotto sequestro in porto: a bordo ci sono 27 persone (tra cui un altro italiano, sempre abruzzese, non coinvolto nella vicenda giudiziaria, ndr) ed è costantemente sorvegliata dai militari».