ADRIATICO NERO

Trivelle nell’Adriatico, 25 aprile maxi manifestazione Abruzzo-Croazia

L’iniziativa è del Movimento 5 Stelle per dire no al petrolio

Redazione Pdn

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Trivelle nell’Adriatico, 25 aprile maxi manifestazione Abruzzo-Croazia

ABRUZZO. Per il 25 aprile prossimo il Movimento 5 Stelle organizzerà una manifestazione «transfrontaliera di “resistenza” alla trasformazione dell’Adriatico in un campo di raccolta del petrolio».
«Ci batteremo insieme ai croati per dire no alla svendita e violenza sul nostro comune mare», annunciano i deputati abruzzesi, Gianluca Castaldi, Enza Blundo, Gianluca Vacca, Andrea Coletti, Daniele Del Grosso insieme all’eurodeputata Daniela Aiuto e ai consiglieri regionali e comunali.
La Repubblica di Croazia ha notificato all’Italia l’avvio delle consultazioni transfrontaliere sul Piano e Programma Quadro di ricerca e produzione degli idrocarburi nell’Adriatico.
La Croazia intende lanciare un referendum pubblico sullo sfruttamento delle risorse petrolifere a largo delle proprie coste. L’apertura di Zagabria alla consultazione pubblica lascia intuire che ci siano le basi per intavolare una vera discussione sulla questione.
«Ecco perché diventa prioritario coinvolgere anche le nostre comunità locali», spiegano gli esponenti del Movimento 5 Stelle: «gli operatori economici, in particolare quelli impegnati nel settore del turismo e della pesca nella nostra regione, hanno diritto a dire la loro perché quel mare è fonte di ricchezza per decine di migliaia di famiglie abruzzesi. Non possiamo rinunciare al principio di trasparenza e di partecipazione dal basso alle decisioni da prendere. Il costo delle decisioni prese altrove, infatti, rischiano di ricadere sulle spalle dei nostri concittadini. Disseminare l’Adriatico di trivelle per le prospezioni off shore significa minare nel profondo la sicurezza per la salute pubblica di due popolazioni: quella croata e quella italiana».

Da qui l’appello dei 5 Stelle a presentare entro il 20 aprile 2015 le osservazioni alla Valutazione ambientale strategica (Vas) aperta dal Ministero dell’Ambiente: «deve essere una priorità della Regione Abruzzo».
«In Parlamento, alla Regione Abruzzo, nel Parlamento Europeo faremo la nostra parte», assicurano i 5 Stelle che hanno già presentato numerose interrogazioni e risoluzioni affinché il Governo non sottovaluti i pericoli, i rischi, le ricadute sociali, economiche, occupazionali e ambientali della trasformazione dell’Adriatico in un campo di raccolta del petrolio.
«Intere economie locali», insistono, «rischiano di essere fortemente danneggiate nel caso di incidenti ambientali dovute alla fuoriuscita di idrocarburi. Per questo, ribadiamo, è necessario ponderare ogni decisione e attivarsi per fare pressioni sulla Croazia affinché venga scongiurato qualsiasi rischio legato allo sfruttamento delle risorse naturali».

AL SENATO FRONTE ANTI TRIVELLE
Intanto al Senato è ormai sempre più solido il fronte anti-trivelle nel Mediterraneo. Dopo aver 'affossato' il governo in Aula con un emendamento al testo sugli ecoreati, che di fatto vieta la tecnica esplosiva in mare per la ricerca di idrocarburi (air gun) introducendo un nuovo reato, i senatori di Sel, M5s, Fi, e Gal si sono oggi ritrovati insieme con le maggiori associazioni ambientaliste (Legambiente, Wwf, Greenpeace) per portare avanti "insieme" altre iniziative: a cominciare dalla "sorveglianza" sulla moratoria decisa con un ordine del giorno che impegna il governo a non rilasciare più autorizzazioni, passando per l'uso di tutti gli strumenti per fermare nuove concessioni, per finire con la proposta di un Comitato per un referendum sull'art.38 dello Sblocca Italia.
«Mettere a rischio il Mediterraneo - osserva il senatore di Fi Antonio D'Alì - significa mettere a rischio l'economia e la biodiversità, e l'industria turistica, ittica, agroalimentare. Ora il nostro compito è sorvegliare sul blocco del rilascio di nuove concessioni».
Non solo. D'Alì rilancia: «al governo chiediamo di farsi promotore di un accordo internazionale sul Mediterraneo e di dotarsi di un organo autonomo per la valutazione dell'impatto ambientale di questi progetti».
La senatrice De Petris ricorda che «siamo ancora in attesa che la Corte Costituzionale si pronunci sui ricorsi di alcune regioni allo Sblocca Italia». Gianluca Castaldi, sempre di M5s, si concentra sulla scadenza fissata al 20 aprile per la consultazione delle trivellazioni in Croazia chiedendo di aiutare ad informare la popolazione croata in vista del referendum. Una battaglia questa che ha il sostegno di Legambiente, Greenpeace e Wwf. «Si tratta di uno scenario di lotta nel Mediterraneo - osserva il vicepresidente di Legambiente, Edoardo Zanchini - penso che il governo Renzi si ritroverebbe in minoranza se solo chiedesse al Paese cosa ne pensa delle trivelle. Bisogna far capire a chi vuole aprire pozzi nel Mediterraneo che avranno filo da torcere così da mandare il messaggio a chi gli presta il denaro che quello non è un buon investimento. E' questo - conclude Zanchini - un tassello che si aggiunge alla battaglia per andare avanti».