LA SENTENZA

Europa-Regioni: Corte Ue: «chi inquina deve pagare»

Se proprietario non ha inquinato non deve pagare bonifica

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MONTEDISON





BRUXELLES. Se il proprietario di un terreno inquinato non ha contribuito alla contaminazione, non deve pagare il costo della bonifica.
La legge italiana risulta quindi in linea con la normativa Ue. Questa la posizione espressa nella sentenza di oggi dalla Corte di giustizia europea, chiamata ad esprimersi dal Consiglio di Stato italiano dopo il ricorso in appello proposto dal ministero dell'Ambiente contro tre sentenze del Tar della Toscana.
Al centro della vicenda sono alcuni terreni del sito di interesse nazionale Massa Carrara, che presentano un elevato grado di inquinamento.
I terreni erano stati di proprietà del Gruppo Montedison, poi acquistati dalle tre società Fipa Group, Tws Automation, e Ivan. La contaminazione non è stata causata dalle tre società, ma sembra piuttosto essere conseguenza diattività imputabili a Montedison.
L'amministrazione competente ha preteso da Fipa, Tws e Ivan, in qualità di proprietari dei fondi, l'attuazione di alcuni interventi di sicurezza d'emergenza. Il Tar Toscana - su ricorso delle tre società - ha revocato le misure. Nel caso sia impossibile individuare il responsabile dell'inquinamento e l'amministrazione provveda al ripristino, i proprietari avranno solo una responsabilità patrimoniale, dovranno cioè rimborsare la parte di valore acquisito dai terreni grazie all'intervento di bonifica.
Una conferma, insomma, del principio “chi ha inquinato paga” che ha portato numerose aziende che si sono insediate nel territorio toscano a opporsi alle direttive del ministero che, con il Sin (Sito di interesse nazionale), imponevano alle aziende di provvedere alla bonifica delle aree che avevano acquisito con complessi e costosi interventi riguardanti soprattutto le falde idriche. Le opposizioni delle aziende sono sfociate in vittoriosi ricorsi al Tar. Le sentenze del Tar sono state confermate dal Consiglio di Stato. In un dei giudizi, presentato da Fipa Group, Tws Automation e Ivan (azienda del gruppo Vanelo ), il Consiglio di Stato ha presentato un “rinvio pregiudiziale” alla Corte europea per accertare se l’orientamento della giurisprudenza italiana è in armonia con la legislatura dell’Unione. La risposta arrivata dalla Corte di Bruxelles è sì. Anche se alcune traduzioni di una sentenza della Corte europea sulla Erg del 2010, sembravano attestare che, in circostanze eccezionali, la direttiva consentirebbe all'autorità competente di chiedere ai proprietari non responsabili di fare il ripristino.