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Sisma L'Aquila. D’Alfy to Barack: «keep your promise»

Tirata d’orecchie abruzzese per Obama che non ha mai dato seguito alle sue promesse

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Sisma L'Aquila. D’Alfy to Barack: «keep your promise»



PESCARA. Tirata d’orecchie al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, da parte del presidente della Regione Luciano D’Alfonso.
Dopo il servizio di qualche giorno fa delle Iene in cui si segnalava la promessa non mantenuta da parte del presidente americano, D’Alfonso ha preso carta e penna e fatto partire una missiva: destinazione Casa Bianca.
«Caro presidente Obama, Lei promise al sindaco Cialente un aiuto agli studenti universitari, dopo aver visto i resti della Casa dello Studente sventrata dal sisma e con il dolore per gli 8 giovani che morirono. Dopo sei anni non abbiamo ricevuto alcuna risposta: per noi abruzzesi, è fondamentale che vengano attivati questi scambi con il Suo Paese», scrive D’Alfonso. 

E il governatore rinfresca la mente al presidente degli Usa, nel caso in cui non ricordasse quanto detto tra le macerie: «l'aiuto doveva riguardare un sistema di scambio culturale fra studenti italiani e americani e la promozione e messa a disposizione di "borse di studio" per studenti universitari».
D’Alfonso gli ricorda pure che anche altri Stati partecipanti al G8 aquilano fecero delle promesse in varie forme, (anche se a prevalere furono in sostanza le "adozioni" di monumenti gravemente danneggiati e quindi da ricostruire) e ad oggi hanno tutti mantenuto la parola data.  «Nella convinzione di trovarLa ancora sensibile rispetto ad un'idea e ad un impegno entrati nei cuori e nell'immaginazione degli abruzzesi, Le chiedo di voler verificare che l'iniziativa abbia un felice esito, secondo le attese della Città dell'Aquila», chiude il governatore d'Abruzzo.

Così adesso sono due gli appelli ai quali Obama dovrebbe rispondere. Il primo era stato lanciato  dal sindaco Cialente, tramite un messaggio video registrato dalla Iene: «dear president», aveva detto il sindaco  «se si ricordasse di quella promessa noi ne saremmo veramente felicissimi».
Non sarà necessario, invece, rincorrere i capi degli altri Stati che hanno mantenuto la promessa: la Russia ha investito 7,5 milioni di euro per la ricostruzione di Palazzo Ardinghelli, la Francia ha ricostruito la Chiesa delle anime sante (3,2 milioni), il Kazakistan la chiesa San Giuseppe Artigiano (1,5 mln) mentre la Germania la parrocchia di Onna (3 milioni). Il Canada si è occupato della residenza per studenti universitari (3 milioni) e il Giappone ha investito su un palazzetto dello Sport.

 

al Presidente degli Stati Uniti d'America
Mr. Barack Obama

Pescara 20 febbraio 2015

Caro Presidente,
come certo ricorderà, all'indomani del sisma del 6 aprile del 2009 che colpì L'Aquila e più di 50 comuni del cratere, durante il G8 che si tenne proprio all'Aquila a luglio, al capoluogo abruzzese ancora ferito, furono fatte, dai diversi Paesi partecipanti, delle promesse di aiuto in varie forme, anche se a prevalere furono in sostanza le "adozioni" di monumenti gravemente danneggiati e quindi da ricostruire.
Mentre le altre nazioni presenti decisero di dare il proprio contributo al restauro della Città distrutta, adottando un monumento (e questo finora è accaduto con la Russia, la Francia, la Germania e il Kazakistan) o investendo nella realizzazione di nuove strutture - il Canada per la nuova residenza per studenti universitari e il Giappone per un nuovo palazzetto dello sport - Lei promise al Sindaco Massimo Cialente un aiuto agli studenti universitari dell'Aquila, dopo aver visto i resti della Casa dello Studente sventrata dal sisma e con il dolore ancora vivo per gli 8 giovani che da quella struttura uscirono senza vita.
L’aiuto doveva riguardare un sistema di scambio culturale fra studenti italiani e americani e la promozione e messa a disposizione di “borse di studio” per studenti universitari.
Dopo sei anni non abbiamo ricevuto alcuna risposta e può facilmente immaginare quanto sia fondamentale, per noi abruzzesi, per la Città capoluogo e per il nostro territorio, che vengano attivati questi scambi con il Suo Paese che tanto ha aiutato e contribuito alla crescita culturale e sociale di intere generazioni.
Gentile Presidente, nella convinzione di trovarLa ancora sensibile rispetto ad un'idea e ad un impegno entrati nei cuori e nell'immaginazione degli abruzzesi, Le chiedo di voler verificare che l'iniziativa abbia un felice esito, secondo le attese della Città dell'Aquila. 
Colgo l'occasione per esprimerLe la mia stima e la mia gratitudine,

Luciano D'Alfonso



 

LUCIANO D'ALFONSO: Lettera a Obama