MUSICA

Sanremo 2015 vince anche l’Abruzzo: ora Gianluca prenderà davvero Il Volo

Il rosetano bimbo prodigio compie 20 anni sul palco dell’Ariston e vince il Festival

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Sanremo 2015 vince anche l’Abruzzo: ora Gianluca prenderà davvero Il Volo

Gianluca Ginoble



SANREMO. Dai palchi di tutto il mondo all’Ariston di Sanremo: una vittoria tutt’altro che scontata quella de “Il Volo” che sabato notte è risultato il gruppo vincitore con la canzone “Grande Amore”. I tre ragazzi prodigio, nati da una trasmissione televisiva, erano indicati come vincitori e così è stato ma si tratta di una vittoria amara perché la critica si è messa di traverso.
Vince anche un pezzo d’Abruzzo con Gianluca Ginoble di Roseto che ha alle spalle già sei anni di spettacolo iniziato trionfalmente nel 2009.
Anche il presidente della Regione Abruzzo ha salutato con favore la vittoria auspicando che Gianluca «possa diventare uno degli ambasciatori della nostra terra in tutto il mondo e gli auguro nuovi ed esaltanti successi».
I tre ragazzi Ignazio Boschetto, Piero Barone e Gianluca Ginoble furono lanciati da Antonella Clerici nella trasmissione “Ti lascio una canzone”, quando non erano ancora un gruppo ed hanno subito inanellato una tournè dopo l’altra soprattutto in America grazie ai buoni uffici di Tony Renis loro mentore.
«Sono straordinari», ha detto ieri Clerici, «si sono applicati, hanno studiato tantissimo la perfezione del canto, le lingue. Quando ho saputo che avrebbero partecipato al festival ho pensato subito che il televoto li avrebbe premiati, perché sono molto amati dalla gente».



CANZONE NATA 12 ANNI FA
Chissà se avrebbe avuto la stessa fortuna al festival se a cantarla fossero stati gli Opera Pop tra i Giovani. 'Grande amore', la canzone con cui il trio Il Volo ha trionfato a Sanremo, era stata presentata per questa stessa edizione da Enrico e Giovagnoli e Francesca Carli, insieme sui palchi di mezzo mondo e nella vita, ma era stata scartata perché lui aveva appena superato l'età limite prevista dal regolamento, 36 anni.
A raccontare il retroscena all'Ansa è stato Pasquale Mammaro, editore della canzone, che degli Opera Pop è manager e produttore. Con loro ha fatto molte tournee all'estero, anche insieme a Little Tony. Sperava di lanciarli al festival di Carlo Conti perché - spiega - con Fabio Fazio non aveva provato sapendo che non ama questo genere. Per lo stesso motivo, aveva candidato tra i big Lara Fabian (proposta accolta) con 'Voce', un'altra canzone di cui è editore con la sua etichetta.
«Grande amore - racconta Mammaro - era stata scritta 12 anni fa. L'aveva presentata a Sanremo Francesco Boccia (che la firma insieme all'altro autore Ciro Esposito), ma non aveva passato le selezioni».
 Boccia aveva partecipato già a Sanremo in duo con Giada Caliendo nel 2001 con la canzone-tormentone 'Turu turu'. Quindi Grande amore era tornata nel cassetto ed era stata gelosamente conservata da Mammaro in attesa di «una grande occasione» perché questo fu il consiglio del compianto Sergio Bardotti, che si era rifiutato di rimetterci le mani, dicendo che il pezzo era perfetto così.
Dopo avere capito che con gli Opera Pop quest'anno non c'era niente da fare per ragioni anagrafiche, Mammaro ha riparlato con Carlo Conti. A quel punto il direttore artistico ha avuto l'idea di far cantare ai ragazzi del Volo questa canzone perché quelle presentate dal trio non lo avevano convinto.
«Michele Torpedine, manager del Volo, era perplesso, non voleva. Poi Celso Valli ha curato l'arrangiamento e, con piccole modifiche al testo, fondamentalmente per adattarlo a tre voci invece che due, è nato il primo provino», racconta ancora Mammaro.
Così è partita l'avventura più importante di Grande amore, fino al gradino più alto del podio di ieri. Se il destino radiofonico della canzone è incerto, sicuramente all'estero questa nuova pagina del Volo avrà un grande riscontro e diventerà una bandiera di Ignazio, Piero e Gianluca, una canzone tutta loro in mezzo ad un repertorio fatto fino ad oggi di cover dei grandi classici come 'O'Sole mio’.

IL PUBBLICO, SI’ LA CRITICA NO
Il plebiscito del televoto e le critiche degli addetti ai lavori: la vittoria de Il Volo al Festival di Sanremo ha un retrogusto amaro.
I tre ragazzi che macinano concerti sold out in tutto il mondo, osannati come rock star nei cinque continenti dove portano "il bel canto della tradizione italiana", ma che in Italia non hanno gli stessi riconoscimenti, sono sbarcati una settimana fa all'Ariston con l'etichetta da favoriti.
 E i pronostici, per una volta, sono stati rispettati decretando il successo del brano Grande Amore.
«Non ci aspettavamo la vittoria, davvero, anche se sarebbe ipocrita dire che non ci sarebbe piaciuto vincere. Grazie agli italiani», dicono a caldo Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble il cui pensiero va prima al loro manager Michele Torpedine - citato spessissimo dai due tenori e dal baritono - e poi alle loro famiglie, in una sala stampa che se da una parte ha tributato una calorosa accoglienza a Nek e Malika Ayane, secondo e terza classificata, dall'altra è rimasta fredda e diffidente nei confronti de Il Volo, con brusii e mugugni di sottofondo che si ripetono ad ogni loro affermazione.
I tre, tesi e sulla difensiva, cercano di mediare, ma il risultato non è dei migliori.
«Non vedevamo l'ora di far vedere agli italiani chi eravamo, ma le critiche non sono state clementi nei nostri confronti. Il fatto però che siamo qui significa che il popolo è dalla nostra parte», è l'uscita non proprio felice di Gianluca Ginoble, alla quale cerca di rimediare Ignazio Boschetto: «Non possiamo piacere a tutti e rispettiamo chi ci critica, ma speriamo di essere rispettati anche noi. Ci dicono che noi e il nostro genere siamo vecchi - attacca -, ma è più vecchio pensare una cosa del genere che farla. Nel mondo ci seguono migliaia di ragazzi».
 E poi, è il loro ragionamento, anche Vasco Rossi e Andrea Bocelli, all'inizio non furono accolti bene: «speriamo che le critiche abbiano lo stesso effetto che hanno avuto su di loro. Ci faranno crescere».
 A premiare i tre ragazzi lanciati singolarmente da Antonella Clerici nel programma tv Ti lascio una Canzone, che - tra abiti da finti gangster e un improbabile italiano - in qualche momento fanno pensare agli emigranti del secolo scorso, è stato soprattutto il televoto, con cui hanno ottenuto il 56% delle preferenze e che in media con il voto della giuria degli esperti e con la giuria demoscopica si è attestato al 39%.
E ora la vittoria a Sanremo dà loro la possibilità di partecipare l'Eurovisione Song Contest.
«Sì, abbiamo intenzione di andare a Vienna il 23 maggio», annunciano e per farlo saranno costretti ad spostare l'avvio della tournee italiana, previsto all'Arena di Verona il 21 maggio. Intanto martedì 17 febbraio Rai2 ripropone la serata speciale sul trio andata in onda a Natale.
A chi li accusa di essere dei furbetti e di sfruttare la scia del genere pop-lirico segnata da Andrea Bocelli, rispondono: «Di cantanti pop ce ne sono tanti più bravi di noi. Noi continuiamo così. Nel mondo la tradizione della musica italiana piace».

CARLO CONTI: «FARANNO STRADA»
Se il trionfo del trio Il Volo al festival di Sanremo ha lasciato piuttosto fredda la sala stampa infervorando invece la platea del teatro Ariston, per Carlo Conti, malgrado fosse Raf il suo big preferito, «questa vittoria della canzone 'Grande amore' darà grande soddisfazione all'Italia, a partire dall'Eurofestival».
 Questi tre ragazzi «fanno proseguire la tradizione del bel canto nel mondo», ha aggiunto  con soddisfazione il conduttore e direttore artistico del festival. «Adesso sono caz..» commenta divertito, nella conferenza stampa notturna, Nek, secondo classificato.
Dal canto suo, Malika Ayane, sul terzo gradino del podio, esclama: «I tre ragazzi sono estremamente determinati e hanno una sicurezza di sé meravigliosa che io non ho più».
«Con Il Volo ha vinto il sogno, la favola di tre ragazzetti nati in una trasmissione di Rai1, cresciuti e diventati grandi nel mondo», è invece l'opinione di Arisa.
«Sono venuti ad omaggiare l'Italia, dopo avere cantato con artisti del calibro di Barbra Streisand. Erano emozionatissimi per la loro partecipazione al festival».
 Sul podio Arisa avrebbe voluto però Annalisa. Emma invece è «dispiaciuta artisticamente per l'esclusione di Anna Tatangelo perché - spiega - ha cantato bene tutte le sere, anche nella serata delle cover».
 Ma non mancano i suoi complimenti ai «bravissimi vincitori» «per simpatia umana e gradimento artistico». Emma sognava la vittoria di Malika Ayane con 'Adesso e qui (nostalgico presente)', «una bella canzone cantata da un'artista formidabile», dice. Anche l'endorsement di Rocio Munoz Morales è per Malika.
Il Volo divide. La migliore difesa d'ufficio viene dal manager del trio Michele Torpedine che (fino a due anni fa insieme a Tony Renis, ora da solo) tesse i fili di un successo internazionale già abbastanza consolidato, forte dell'enorme successo ottenuto in tanti anni di lavoro al fianco di Andrea Bocelli.
«Anche Andrea venne massacrato dalla stampa. Solo veleno e critiche negative», racconta Torpedine all'Ansa. «Ora è il numero uno al mondo, un monumento. E' la migliore rivincita possibile», conclude.