IL FATTO

Brasile, esplosione su una piattaforma. D’Orsogna: «l’Abruzzo prenda nota»

«La nave esplosa è come quella che vogliono piazzare davanti alla costa abruzzese»

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Brasile, esplosione su una piattaforma. D’Orsogna: «l’Abruzzo prenda nota»

ABRUZZO. Una forte esplosione si è verificata ieri nella sala macchine della piattaforma petrolifera "Cidade São Mateus" di proprietà del colosso statale Petrobras, al largo di Vitoria, capitale della regione settentrionale di Espirito Santo, in Brasile.
Il bilancio dell'incidente, ancora provvisorio, è di tre morti e una quindicina di feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni.
«A scoppiare», spiega Maria Rita D’Orsogna, «è stata lo stesso tipo di nave desolforante che la Medoilgas/Rockhopper vuole installare nei mari d'Abruzzo, secondo la concessione Ombrina Mare. L'episodio brasiliano, gravissimo, di una nave stocca-petrolio che si incendia dopo solo cinque anni di attività, con problemi di sicurezza e con nove fra morti e dispersi, sottolinea ancora una volta la pericolosità e la follia del progetto Ombrina Mare, dove invece che a 75 chilometri da riva come in Brasile, siamo ad una distanza di soli nove chilometri da San Vito Marina». La Petrobras opera in quella zona con due concessioni Camarupim e Camarupim Nord, dove si estraggono gas e petrolio a 75 chilometri da riva già dal 2009.

«Come gia' sottolineato negli scorsi otto anni», continua D’Orsogna, «non abbiamo niente da guadagnarci noi cittadini nè con Ombrina nè con nessun altro impianto petrolifero: per noi e per il nostro ambiente solo rischi enormi, come mostra la Cidade de Sao Mateus».
D’Orsogna si augura che i membri della commissione AIA che dovranno valutare il progetto Ombrina Mare «leggano questi fatti di cronaca, che raramente arrivano alla stampa italiana, e che possano decidere secondo i criteri del buonsenso e della prevenzione. Altresi, mi auguro che le autorita' d'Abruzzo, a partire dal presidente Luciano d'Alfonso continuino a far presente ai ministeri romani la pericolosita' di Ombrina e che veramente installare FPSO lungo la riviera teatina non portera' nulla di buono all'Abruzzo».

La stampa brasiliana riporta che l’Agenzia nazionale per il petrolio (Anp) ha assicurato che non vi è stata fuoriuscita di greggio e che la nave e’ «stabile». La ‘Cidade Sao Mateus’ estrae 2.200 barili di greggio e 2,5 milioni di metri cubi di gas al giorno. La nave piattaforma era stata ispezionata nell’aprile 2014 dai tecnici della marina, che rilevarono alcune lacune nei sistemi di sicurezza. Secondo la stampa locale, le operazioni a bordo della piattaforma erano coordinate da tecnici della compagnia norvegese BW Offshore, specializzata in ricerche petrolifere a grandi profondità. Non è un buon momento per la Petrobras, i cui vertici sono stati azzerati la settimana scorsa in seguito ad uno scandalo di tangenti che sarebbero state versate al partito di governo.
Le autorità brasiliane hanno accusato una serie di imprese di aver corrotto i manager della società per ottenere contratti gonfiati per un controvalore complessivo che supera i quattro miliardi di dollari. Inoltre, per i pubblici ministeri parte delle tangenti sarebbe stata investita nelle campagne elettorali del partito dei Lavoratori e dei suoi alleati. Per quanto riguarda i fondi illegali, si parla invece di almeno 800 milioni di dollari ma gli investigatori ritengono siano di più e stanno lavorando per scovare anche quelli non rilevati. Sotto la loro lente ci sono 230 contratti e 86 persone accusate.