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Il wifi è pericoloso per bimbi e donne incinte, verità o bufala?

Allarme da una nuova ricerca ma i giudizi sono contrastanti

Redazione Pdn

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Il wifi è pericoloso per bimbi e donne incinte, verità o bufala?


ROMA. L’esposizione prolungata alle onde del wifi è nociva oppure no? Che cosa dicono gli esperti?
I genitori dovrebbero limitare l'esposizione dei propri figli al wifi in quanto potrebbe danneggiare la loro salute.
I bambini, infatti, assorbirebbero più radiazioni degli adulti. A lanciare l'allarme è stato un report pubblicato sul Journal of Microscopy and Ultrastructure (qui il documento integrale), secondo cui anche le donne incinte dovrebbero stare alla larga dai cellulari perchè i feti sono i più vulnerabili alle radiazioni.
«I bambini assorbono più MWR degli adulti perchè i loro tessuti cerebrali sono più assorbenti, i loro crani più sottili e la loro dimensione relativamente piu' piccola», hanno scritto i ricercatori.
«Le donne incinte - ha detto la neurologa pediatrica Maya Shetreat-Klein - meritano di sapere che le radiazioni wireless possono avere un impatto sullo sviluppo del cervello. Stiamo assistendo a un aumento allarmante del numero di bambini con diagnosi di disturbi neurologici negli ultimi dieci anni, e tutto quello che possiamo fare per contribuire a ridurre questo tasso dovrebbe essere preso molto sul serio».

Gli autori del report hanno analizzato diversi studi pubblicati tra il 2009 e il 2014, documenti governativi, dati sui cellulari, ecc.
«Belgio, Francia, India e altri governi tecnologicamente sofisticati stanno passando leggi o emettendo degli avvertimenti circa l'uso di dispositivi wireless da parte dei bambini», hanno scritto, precisando che i produttori di smartphone dovrebbero avvertire a quale distanza minima sarebbe meglio tenere i loro aggeggi affinchè non vengano superati i limiti di esposizione alle MWR.
 Per i computer e i tablet, ad esempio, la distanza minima dal corpo dovrebbe essere di 20 centimetri. Inoltre gli autori hanno pubblicato raccomandazioni specifiche: le donne incinte dovrebbero evitare l'esposizione al wireless; i bambini non dovrebbero giocare con giocattoli wireless; ragazze e donne adolescenti non dovrebbero mettere i cellulari nei loro reggiseni; e il governo dovrebbe rivedere con urgenza i limiti di esposizione.
 
MANCANO RISPOSTE UNANIMI
L'allarme lanciato dal rapporto non vede però tutti d'accordo e la questioni da anni non trova risposte concordanti. Da un lato ricerche come queste rischiano di gettare la popolazione nel panico, dall’altro potrebbero comunque contribuire ad una maggiore sensibilizzazione dei cittadini e aiutarli a difendersi meglio.
Ma come detto la risposta sul reale rischio non è univoco.
Ad esempio la britannica Health Protection Agency che da tempo monitora la sicurezza del Wi-Fi, sostiene che, a giudicare dai dati raccolti, i segnali radio emessi dai dispositivi hanno una potenza molto bassa. Addirittura, secondo quanto riferito dal Daily Mail, sedere vicino a un dispositivo Wi-Fi per un anno equivale a ricevere la stessa dose di onde radio di una chiamata di 20 minuti al telefonino.

Alla fine del 2013 anche il settimanale Panorama aveva trattato dell’argomento parlando di un allarme lanciato da John Goldsmith, consulente dell'Organizzazione Mondiale della Sanità ed esperto di Epidemiologia e Scienze della Comunicazione in un documento chiamato International Symposium Research Agreement No.05-609-04
Ma i siti specializzati nello scovare bufale hanno in realtà scoperto che quel documento non esiste. Come si legge sul blog di Attivissimo (in un post pubblicato a dicembre 2013) «emerge che il professor Goldsmith non è affatto consulente dell'OMS e i suoi scritti riguardano radar per uso militare e trasmettitori TV, cosa completamente diversa dal WiFi in termini di potenza.

Il sito ‘Bufale un tanto al chilo’ sottolineava inoltre che al termine della presentazione, «Goldsmith spiega chiaramente che non si riferisce alle radiazioni dei cellulari o dei microonde, su cui esistono diversi studi che ne attestano la sicurezza».
 Inoltre il documento dell'OMS citato non esiste; al contrario, l'OMS dichiara  che il Wi-Fi «non comporta rischi significativi neanche a lungo termine».
A maggio del 2011 il Consiglio d’Europa lanciò invece un avvertimento sui danni derivanti dall’uso di modem e cellulari. Fu lo stesso organismo europeo a paragonare il wi-fi all’amianto, invitando gli Stati a prevenire i costi in termini di salute da sostenere nel futuro.
L’ American Academy of Environmental Medicine (AAEM) nel 2012 ha confermatohttp://aaemonline.org/wifischool.html come il wi-fi possa causare disabilità nell’apprendimento, risposte aberranti del sistema immunitario e mal di testa e l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (Iarc) sostiene che anche i router sarebbero potenzialmente pericolosi come i radar.