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Agricoltura. Il batterio killer "Xylella fastidiosa" minaccia l'Europa

Efsa, «non solo ulivi Puglia ma anche agrumi, viti, peschi»

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Agricoltura. Il batterio killer "Xylella fastidiosa" minaccia l'Europa

Xylella Fastidiosa

BRUXELLES. Il batterio killer Xylella fastidiosa minaccia diverse piante in tutta Europa, non solo gli ulivi pugliesi.
A metterlo nero su bianco è il parere scientifico dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), secondo cui l'insediamento e la diffusione in Europa della Xylella fastidiosa «è molto probabile», visto l'ambiente favorevole. Le potenziali vittime dell'agente patogeno sono tante: agrumi, viti, mandorli, peschi, prugni, ma anche alberi e piante ornamentali, a seconda dell'interazione tra i vari ceppi del batterio, coltivazioni e vettori.
L'insediamento e la diffusione nel vecchio Continente del batterio quindi «è molto probabile».
«La Xylella fastidiosa è un batterio comune nelle Americhe e noto nel caso della vite in California e degli agrumi in Brasile» spiega Giuseppe Stancanelli, uno degli autori del rapporto dell'Efsa, che riferisce di «diverse partite di piante infette di caffè, importate come piante ornamentali dall'America centrale, individuate in diversi Paesi Ue e distrutte, perché il rischio maggiore è la diffusione tramite il commercio di piante infette». 

Quello che ha colpito gli ulivi del Salento è un ceppo del batterio «che per il momento attacca olivo, ciliegio, mandorlo, oleandro, alcune piante ornamentali» spiega l'esperto. Intanto «c'è preoccupazione per l'eventualità che la Xylella fastidiosa possa espandersi ulteriormente dalle zone in cui si era diffusa originariamente in Puglia» afferma Enrico Brivio, un portavoce della Commissione europea. Dopo oltre un milione di euro di finanziamenti Ue già andati all'Italia per la lotta contro il batterio killer, ora «valuteremo la situazione e decideremo se saranno necessarie ulteriori misure il 19-20 gennaio» aggiunge il portavoce.
Il batterio viene trasmesso da alcuni tipi di insetti, nel caso dell'olivo in Puglia dalle “sputacchine”, che si nutrono di linfa grezza e che «si muovono poco, ma può capitare che vengano trasportati passivamente dal vento o da mezzi di trasporto» racconta Stancanelli, che ricorda l'obbligo imposto a tutti gli Stati membri dalla Commissione europea di effettuare dei monitoraggi «non solo nelle aree vicino a quelle delle epidemie, ma anche in altre zone».
Quello che ha colpito gli ulivi del Salento è un ceppo del batterio «che per il momento attacca olivo, ciliegio, mandorlo, oleandro, alcune piante ornamentali» spiega l'esperto. La raccomandazione dell'Efsa quindi è quella di promuovere e intensificare la ricerca a livello locale, dalla biologia del batterio e degli insetti vettori ad un sistema integrato di soluzioni per la difesa delle coltivazioni.

Xylella fastidiosa olivo