PROSTITUZIONE

Pescara. Arrestato in Romania il capo della banda che taglieggiava le prostitute

Latitante dal 21 gennaio 2014

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Pescara aerea




PESCARA. Sfruttava, minacciava e in alcuni casi malmenava le ragazze che con i suoi complici faceva prostituire a Pescara sud. Ionel Cristea, 30 anni, era riuscito a sfuggire lo scorso 21 gennaio agli agenti della Squadra Mobile della Questura di Pescara che sgominarono una organizzazione che gestiva il meretricio nella zona pineta dannunziana.
 Nelle ultime ore, in collaborazione con la Polizia romena ed il Servizio Interpol, gli agenti della Questura pescarese, coordinati dal vice Questore Pierfrancesco Muriana hanno rintracciato e tratto in arresto il pericoloso trentenne che si era reso latitante a seguito dell'operazione di polizia contro il racket della prostituzione.
Ieri è finito in manette a Pantelimon (Romania), città vicina a Bucarest ed é stato ristretto in un carcere romeno in attesa di essere estradato in Italia per essere interrogato dal Gip di Pescara Gianluca Sarandrea, che ha firmato l'ordine di arresto nei suoi confronti.
L'uomo, l'unico ad essere sfuggito alla cattura, deve rispondere dell'accusa di aver fatto parte, insieme ad altri quattro connazionali, di una pericolosa banda di matrice romena responsabile dei reati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, estorsione, lesioni, violenza privata e minacce.
Nel corso delle indagini, si era rivelata decisiva la collaborazione di una delle ragazze sfruttate (fra l'altro in stato interessante) che, fuggita dai suoi aguzzini, aveva trovato rifugio presso le strutture dell'associazione "On The Road", specializzata nel recupero delle vittime della prostituzione, dove aveva iniziato un duplice percorso di reinserimento sociale e di collaborazione con le forze dell'ordine.
Le sue dichiarazioni avevano permesso di svelare organigramma, nomi e metodi dell'organizzazione particolarmente strutturata ed agguerrita che gestiva un giro d'affari di almeno centomila euro al mese, sfruttando decine di giovani ragazze romene, fatte arrivare in Italia, spesso con la promessa di un lavoro.