DELITTO I GERMANIA

Omicidio cuoco in Germania, l’appello della polizia: «chi sa parli»

Gli inquirenti stanno indagando in tutte le direzioni

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2235

Omicidio cuoco in Germania, l’appello della polizia: «chi sa parli»

NIERSTEIN. Dieci, undici colpi sparati in sequenza attraverso la porta a vetri del suo locale, la pizzeria La Casa di Nierstein, nel Land tedesco della Renania-Palatinato. Domenico Antonio Battista, il 51enne della provincia di Vasto titolare del ristorante, non ha scampo: cade a terra, morto, unica vittima della mano di un connazionale, sembra.
Per l'omicidio, avvenuto nella notte di sabato, la polizia locale ha arrestato un 36enne di nazionalità italiana. Che finora è l'unica persona incriminata per la morte dell'imprenditore. L'arrestato "conosceva la vittima", ha spiegato all'ANSA la procuratrice generale Andrea Keller, a capo delle indagini che dovranno fare luce sull'omicidio di Battista, "ma per quanto ne sappiamo non lavorava nel ristorante".
C'è una foto che gira sui social-network, ripresa dalla stampa locale, che immortalerebbe il momento del suo arresto: si vedono due agenti in borghese che tengono a terra un giovane, appena uscito da una Bmw. Sul caso sta lavorando a pieno ritmo una squadra speciale di investigatori della polizia della vicina Magonza, la "SoKo Casa", dal nome del ristorante.
Ma finora sono poche, pochissime le informazioni sul principale sospettato, che continua a tacere nella sua cella. E che secondo la stampa locale non era registrato come residente nella zona.
Per questo la polizia continua a fare appello alla popolazione di Nierstein: chiunque abbia visto qualcosa quella notte, o abbia informazioni in proposito, parli.
Un grande punto interrogativo resta sui motivi che avrebbero spinto l'assassino a premere il grilletto contro Battista.
«La polizia sta indagando in tutte le direzioni e al momento non è esclusa nessuna pista», nemmeno quella della criminalità organizzata, riferisce Keller. Anche se il crimine di Nierstein sembra avere davvero poco a che fare con precedenti ben più famosi, come la strage di Duisburg, dove nel 2007 per una faida di 'ndrangheta erano state trucidate sei persone.
«L'assassino deve pagare, di qualunque nazionalità sia», chiede la madre Concetta dall'Italia, distrutta dall'uccisione del figlio. Presto il corpo potrebbe essere riconsegnato alla famiglia, al fratello Mario e al padre, che è partito da Vasto per riportarlo a casa.
«Voglio sapere la verità sulla morte di mio figlio. Nessuno me lo può ridare, ma voglio sapere perché lo hanno ucciso in questo modo», ripete Concetta.
A giudicare dal suo profilo Facebook, Domenico Antonio Battista amava il suo lavoro, la cucina, la famiglia, il mare, i cani. E poi si dilettava nel tempo libero a tirare di boxe al sacco che aveva appeso in casa, o ad andare in moto. Uno normale, come tanti. Sono decine le persone che da sabato hanno espresso il loro cordoglio sulla pagina del social-network della vittima.
Domenica davanti al locale c'è stata anche una piccola veglia. Italiani e tedeschi, amici e avventori del ristorante, tutti senza parole per quel che è accaduto. Le luci del ristorante-pizzeria La Casa sono rimaste spente da sabato, il telefono continua a squillare a vuoto. E fuori un cartello giallo appeso sui menù esposti recita laconico: "La pizzeria è provvisoriamente chiusa".