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Ebola. Ecco come sarà gestita l’emergenza: così è scritto nel protocollo

Per casi confermati la procedura ferrea da seguire per operare in sicurezza ed evitare contagi

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ROMA. Dal rientro in Italia con un volo speciale alle regole ferree previste per le strutture di degenza ed il personale medico per l'assistenza. Le procedure da adottare per la gestione di casi confermati di malattia da virus Ebola sono previste da un protocollo del ministero della Salute che, aggiornato allo scorso ottobre, in merito alle misure in presenza di un caso confermato rimanda alle indicazioni della circolare ministeriale del 2006 'Febbri emorragiche virali: raccomandazioni e indicazioni sul trasporto'.
Tale circolare indica, per la gestione clinica dei casi, la possibilità di ricovero sia presso l'Istituto nazionale per le malattie infettive L. Spallanzani di Roma che presso l'Azienda Ospedaliera L. Sacco di Milano. Per i casi confermati, si legge nella circolare, «il rientro dovrà avvenire utilizzando un volo speciale, con aeromobile dotato di isolatore».
 All'arrivo, il paziente sarà ricoverato «presso una struttura ospedaliera dotata di reparto ad alto isolamento e laboratorio BL3-4 (Biosafety Level3-4».
 L'evacuazione aeromedica, si precisa, «sarà a cura dell'Unità di isolamento aeromedico dell'Aeronautica militare italiana costituita da personale qualificato all'uso degli isolatori ATI (Aircraft Transit Isolators)». Inoltre, all'arrivo in aeroporto in Italia, «il trasporto del paziente in costante isolamento sarà coordinato con l'ospedale di riferimento specializzato in malattie infettive che riceverà il paziente in cura».

 Precisi anche i requisiti richiesti alle strutture deputate ad accogliere i pazienti con virus Ebola o altri tipi di febbri emorragiche virali (Fev): «L'unità destinata all'isolamento dei pazienti con Fev accertata o sospetta - stabilisce il ministero - deve essere costituita da più stanze singole, dotate di servizi igienici e con interfono per le comunicazioni con l'ambiente esterno» e «gli operatori dovranno entrare nella zona di isolamento indossando adeguati dispositivi di protezione individuale (Dpi). All'interno di tali unità dovranno essere predisposti locali da adibire a spogliatoio per il personale con docce e lavandini per il lavaggio delle mani». Nelle stanze per i pazienti sono inoltre previsti particolari sistemi monitorati di ventilazione e sistemi di filtrazione dell'aria in uscita. Quanto al personale, «l'assistenza ai soggetti in isolamento - si precisa nella circolare - sarà preferibilmente affidata ad un selezionato gruppo di personale, ben istruito e addestrato sulle tecniche dell'isolamento necessarie sull'utilizzo dei Dpi e sulla necessità di un rispetto scrupoloso delle norme di comportamento».
 Ed ancora: «Il personale non dovrà prestare contemporaneamente servizio in altri reparti».
 Il ministero precisa inoltre che «non sono necessarie misure contumaciali per il personale di assistenza se vengono seguite tutte le precauzioni».
 Il personale di assistenza e il personale di laboratorio che ha esaminato i campioni biologici, tuttavia, «devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria».