L'OMICIDIO

Giovane aquilano accoltellato a Birmingham: fermato presunto assassino

Lavorava da poco al casinò locale. I genitori attendono risposte

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Giovane aquilano accoltellato a Birmingham:  fermato presunto assassino



L'AQUILA. Il suo sogno era fare il croupier e lo aveva realizzato da qualche mese, trovando lavoro nel casinò di Birmingham. Ma nella città inglese il 21enne aquilano Francesco Leccese ha trovato la morte: l’altro ieri sera è stato accoltellato, pare al culmine di una lite.
La Polizia delle West Midlands ha confermato all'Ansa l'arresto di un ventenne sospettato di omicidio: sarebbe un coinquilino e connazionale di Francesco.
Vi sarebbe anche un testimone. Su movente, luogo del fatto di sangue - probabilmente l'appartamento che divideva con l'omicida e altri connazionali - e giorno della morte (forse l'altro ieri) non vi sono certezze: le indagini sono in pieno svolgimento con la polizia che mantiene il più stretto riserbo. Qualche informazione è riuscita a ottenerla la questura dell'Aquila.
I genitori del 21enne - il padre è un poliziotto in servizio all'Aquila - sono giunti in serata a Birmingham ed oggi avranno le prime informazioni ufficiali, oltre a dover compiere il triste rituale del riconoscimento. 


Sempre oggi, secondo fonti di Polizia, potrebbero aversi le prime indicazioni sull'esito dell'autopsia. Il giovane, che ha due fratelli, era arrivato in Inghilterra nell'agosto scorso e da inizio novembre era stato assunto a tempo indeterminato come croupier. L'omicidio di Francesco Leccese, molto conosciuto all'Aquila dove aveva mantenuto tanti contatti, ha gettato nella disperazione amici e parenti.
Viene descritto come un bravo ragazzo, 'senza grilli per la testa', con la passione per il gioco che lo aveva portato a inviare il suo curriculum all'estero. Un'altra sua passione era la musica: aveva frequentato il conservatorio dell'Aquila e suonava il pianoforte.
«Era altruista, socievole e solare, impegnato in parrocchia dove d'estate badava ai bambini, si faceva ben volere da tutti»: lo ricorda così don Bruno Tarantino, il parroco di Gignano, frazione dell'Aquila dove il giovane viveva con la famiglia. Ieri sera l'omicidio era solo un'ipotesi, insieme a quella dell'incidente domestico, come riferito stamani dallo stesso sacerdote. Stasera è stata celebrata una messa nella tendo-chiesa di Gignano per Francesco e la sua famiglia.
Il 21enne, prima di partire per l'Inghilterra, aveva lavorato in un call center del capoluogo.
«Ho stampato il suo sorriso quando è venuto a firmare le dimissioni dal call center per andare a lavorare all'estero. Ci siamo salutati con un grosso in bocca al lupo, purtroppo il suo destino si è compiuto diversamente» commenta commossa Angela Alfonsi, responsabile dell'ufficio del personale