OMICIDIO SENZA COLPEVOLI

Omicidio Russo, Ministero: «richiesta alla magistratura georgiana per conoscere verità»

Dopo le interrogazioni del deputato Sel Melilla qualcosa torna a muoversi

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Omicidio Russo, Ministero: «richiesta alla magistratura georgiana per conoscere verità»

Antonio Russo

FRANCAVILLA AL MARE. Due interrogazioni del deputato Sel Gianni Melilla e una risposta da parte del Ministero degli Esteri che apre nuovi spiragli sul caso di Antonio Russo, il giornalista di Francavilla al Mare ucciso in Georgia il 16 ottobre del 2000.
Nei mesi scorsi, infatti, Melilla aveva presentato due interrogazioni chiedendo al Governo italiano notizie sulle indagini volte a stabilire le responsabilità dell'assassinio del giornalista, avvenuto a pochi kilometri da Tiblisi.
Il sottosegretario agli Affari Esteri, Mario Giro, ha fatto sapere che il Governo Italiano agli inizi di ottobre ha inoltrato una richiesta formale alla magistratura inquirente Georgiana di approfondite indagini su quell'assassinio.
«In tale quadro- riferisce il Ministero si iscrive la convocazione a breve di una riunione di coordinamento tra la Procura Generale della Georgia e l'Ambasciata Italiana a Tiblisi».

«Mi auguro», commenta Melilla, «che dopo questo rinnovato impegno dell'Italia le indagini riprendano anche attraverso la riproposizione di una struttura investigativa ad hoc, come si fece nel 2003, presso la Procura Generale della Georgia».
In quella occasione gli esiti dell’ attività di una struttura investigativa ad hoc furono resi vani dalla limitata operatività nella fase della cosiddetta "Rivoluzione delle Rose", un periodo di profondi rivolgimenti interni della Georgia, con le dimissioni del presidente Shevernadze.
Dalle indagini di allora era emerso un quadro estremamente lacunoso e frammentario che non permise di fare luce su quella oscura e drammatica vicenda che coinvolgeva l'attività giornalistica e di controinformazione di Antonio Russo sulla violazione sistematica dei diritti umani in quella Regione.
Il Ministero fa anche sapere che dal 2000 ad oggi il caso è stato evocato in occasione di incontri bilaterali a livello politico e tecnico e l’Italia avrebbe sottolineato più volte l’esigenza di «riscontri concreti» ai chiarimenti richiesti.

Tra il 2004 e il 2013 le richieste («se ne contano oltre 15 a diverso livello») non sono mai diminuite di intensità. «L’Ambasciata di Tbilisi», assicura il sottosegretario Giri, «ha inteso conservare costante la pressione sulle Autorità georgiane affinchè nessun percorso investigativo fosse lasciato intentato e soprattutto per prevenire una archiviazione formale delle indagini».


Anche per volontà del procuratore generale, un nuovo impulso alle indagini è stato promosso nella seconda metà del 2013 e il Ministero italiano parla oggi di un «impegno formale all’approfondimento dell’inchiesta».
Non agevola le cose, però, l’alternanza al vertice della Procura Nazionale georgiana che ha cambiato titolare tre volte dal novembre del 2013 al febbraio 2014. «Questo», sottolinea Giro, «ha comportato un ulteriore rallentamento».
«L'Italia deve conoscere la verità sull'assassinio del giornalista Antonio Russo», insiste Melilla. «Continuerò a sollevare tale questione in ogni sede istituzionale appropriata, a partire dal Parlamento. Sono comunque soddisfatto di questa decisa presa di posizione dell'Italia nei confronti della Georgia».
Alessandra Lotti

ANTONIO RUSSO. RISPOSTA DEL MINISTRO